Eco-turismo: a Venezia la cartina del sostenibile

di Claudio Riccardi del 29 settembre 2012

Una cartina geografica a disposizione di cittadini e turisti, uno strumento più utile per orientarsi e muoversi tra i luoghi e le realtà di Venezia e Mestre che hanno sposato la causa della sostenibilità. Ideata e realizzata dal Comune di Venezia insieme all’associazione senza scopo di lucro AEres-Venezia per l’altra economia, l’iniziativa prende il nome di “Fuori rotta. L’altra mappa di Venezia“.

Al suo interno sono raccolte informazioni e idee sostenibili per la visita della città e per la vita di tutti i giorni, segnalando negozi, aziende agricole, gruppi di acquisto solidale, ed ogni altro esercizio dove è possibile fare acquisti di prodotti biologici e shopping equo-solidale.

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Fuori rotta offre indicazioni precise anche su dove soggiornare e mangiare anche biologico o vegetariano; e ancora, i riferimenti di gruppi, associazioni e luoghi dove si fa cultura, si svolgono appuntamenti e intrattenimenti all’insegna della sostenibilità e dell’economia solidale. In totale sono una cinquantina gli operatori che hanno aderito alla proposta, una numero destinato ad incrementare sensibilmente nei prossimi mesi. Aderire è molto semplice, basta scaricare e compilare il modulo presente sul sito www.aeresvenezia.it.

La mappa sarà distribuita in 5 mila copie a Venezia e Mestre, ma tra pochi giorni sarà consultabile anche on-line. L’Amministrazione veneziana crede molto in questo progetto, ammrabile l’impegno congiunto dei settori Politiche sociali, Ambiente, Piano strategico e Turismo.

Un lavoro supportato da una forte convinzione: secondo il vicesindaco Sandro Simionatoun’altra Venezia è possibile e già esiste, e la sostenibilità rappresenta il filo rosso che attraversa il nostro modo di governare e pensare la città“.

Fuori rotta si propone infine come un piccolo prontuario di consigli per il rispetto della città e dei suoi abitanti, come per esempio riutilizzare le bottiglie si plastica, usare i mezzi pubblici e non rovinare i ponti trascinando le valige. Perchè Venezia è tanto incatevole quanto fragile di fronte ai comportamenti poco rispettosi dell’uomo.

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