Eco-villaggio di Damanhur, in Italia

di Eryeffe del 13 ottobre 2012

Un’altra tappa del viaggio alla scoperta di alcune realtà eco-comunitarie europee ci porta anche in Italia. Questa volta alla ricerca dell’utopia.

L’utopia di una società perfetta, difficile crederlo, si avvicina molto all’eco-comunità italiana che si chiama Damanhur. Per la precisione, si tratta di una vera e propria Federazione Nazionale delle Comunità Ecologiche che raggruppa una rete di circa 1.000 persone accomunate dagli stessi valori etici e spirituali.

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Damanhur è stata fondata nel 1975 e si estende per oltre 500 ettari sul territorio della Val Chiusella (Torino), alle pendici delle alpi piemontesi.

Premiata dalle Nazioni Unite per il fatto di rappresentare un modello di vita per un futuro sostenibile, la comunità di Damanhur promuove corsi e incontri tutto l’anno, aprendosi alle visite esterne per soggiorni di studio, vacanze o semplice rigenerazione fisica e spirituale.

Damanhur promuove una cultura di pace, di solidarietà e di sinergia con la natura attraverso un modello di sviluppo equo e sostenibile, in cui trovano ampio spazio le attività di volontariato, la meditazione, la lettura, l’arte e l’impegno sociale.

La federazione è anche nota nel mondo per una delle opere d’arte sotterranea più apprezzata, ‘I Templi dell’Umanità’, una sorta di grande cattedrale sotto terra che ogni anno richiama migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

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Che si tratti di leggenda, realtà o pura invenzione, pare che Damanhur si trovi in un punto energetico molto attivo sul pianeta, dove si incontrano quattro linee sincroniche, cioè linee di ‘energia cosmica’ che girano intorno al nostro pianeta e lo collegano con l’universo, trasportando pensieri, sogni e idee. I Templi dell’Umanità, in particolare, sono stati costruiti proprio nel punto in cui queste linee convergono e sprigionano tutta la loro energia.

Noi non staremo a sindacare su questa magica convergenza, ma pensiamo che questa comunità italiana sia comunque un altro piccolo tassello all’affascinante puzzle di eco-villaggi così poco conosciuti.

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Franco Da Prato aprile 1, 2013 alle 12:26 pm

Qual’è il limite della tolleranza, per giustificare la libertà di pensiero?

Vorrei portare alla vostra attenzione un fatto che dovrebbe far discutere, ovvero come le notizie, troppo spesso parziali, personali, contraddistinte da fugaci conoscenze di poche persone riescano ad avvolgere la comunità damanhur in un alone etico-spirituale immeritato. La comunità damanhur non è etico-spirituale, ma una realtà magico-esoterica. Dico ciò perché molte notizie non prendono in considerazione la reale natura delle cose. Questo atteggiamento porta inevitabilmente a fraintendimenti anche molto fastidiosi ed offensivi nella libertà nella onestà intellettuale e morale altrui. E’ mio desiderio informarvi che le peculiarità della comunità damanhur non sono compatibili con il cattolicesimo e con qualsiasi altra confessione che ripudi la magia e le divinazioni. L’omertà impedisce agli addetti ai lavori di avvisare le persone dell’uso indiscriminato di magia, stregoneria, divinazioni e l’abiura dei sacramenti cattolici e non cattolici per adorare una divinità pagana, aliena. Di aver giurato obbedienza incondizionata al maestro, alla scuola di magia, alle loro regole ed hai fini della comunità, che si pone al di fuori di ogni legislazione e normativa sociale e religiosa. A suo tempo Monsignor Luigi Bettazzi espresse l’anatema contro coloro che ne facevano parte, asserendo l’uscita dal cattolicesimo ai membri della comunità. Il mio obbiettivo non è la critica negativa ma la coerenza nell’informazione, proprio in difesa di quella ostentata libertà di pensiero sbandierata come un vessillo della comunità. Trovo corretto aggiungere anche eventi di cronaca giudiziaria che hanno interessato il maestro spirituale e la comunità tutta. Mi riferisco alla condanna per evasione fiscale, alle cause di lavoro ed alla cronaca che ha messo in evidenza la chiusura del loro centro salute per irregolarità amministrative. Certamente non si può non aggiungere le inchieste mediatiche di RAI3 off the report ed il libro OCCULTO ITALIA. Comprendo che ognuno possa e debba esprimere le proprie opinioni dal proprio punto di vista, ma sempre restando nel tema dell’oggettività. Anche la comunità IL FORTETO è crollata sotto le inchieste giudiziarie, come la comunità ARKEON ha fatto la stessa fine, tutte e due interessate e legittimate in qualche modo da Sacerdoti e/o professionisti, che hanno messo ingenuamente a loro disposizione lo spirito di carità, di servizio ed amore. Così come loro, anche altre persone in buonafede si fidano di ciò che dichiarano, senza considerare che sono solo esternazioni di facciata. Trovo fondamentale l’onestà nel confronto, della comunicazione o relazione con le persone con le quali si stabilisce un dialogo, vuoi per lavoro, vuoi per puro diletto, vuoi per condivisione di una passione. Nascondere aspetti così determinanti in un dialogo aperto, sincero, propone solamente la malafede, una condizione sbilanciata di confronto in cui la parte interessata svolge solamente un ruolo fittizio per promuovere la propria comunità o filosofia, utilizzando la personale affabilità o educazione o disponibilità. Sono indignato ed amareggiato per la leggerezza con cui vengono pubblicizzati certi luoghi, minimizzate le situazioni quando non addirittura esaltate come solutorie dei mali del mondo. Se desiderate avere alcune informazioni diverse, visitate il sito: http://www.caproespiatorio.net

Franco Da Prato

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