L’eco-villaggio di Matavenero, in Spagna

di Eryeffe del 4 ottobre 2012

Un antico villaggio di montagna iberico abbandonato e disabitato ricostruito mattone dopo mattone grazie alla tenacia di un  gruppo di volontari, che oggi conta 70 residenti stabili e un’identità propria, autonoma e affermata. Parliamo di Matavenero, eco-villaggio vicino Torre del Bierzo (Léon, Spagna) che nel XIX secolo faceva parte dell’antica città di Alvares de la Ribera, oggi nota come Albares della Banca.

Dopo l’abbandono avvenuto alla fine degli anni Sessanta, nel 1989 un piccolo gruppo di persone provenienti da diversi paesi si stabilirono nel villaggio facendolo tornare alla vita e fondando una eco-comunità dedita alle attività agricole e al piccolo commercio.

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Superati i problemi iniziali legati all’approvvigionamento idrico ed energetico (ora a Matavaeero si utilizzano solo pannelli fotovoltaici), la popolazione è cresciuta e ha visto la nascita di 30 bambini che vengono educati in quella che i matavenerani chiamano ‘La scuola libera’.

Essendo posizionato a mille metri di altitudine, tra i costoni di un’alta e scoscesa montagna, Matavenero è accessibile solo tramite una ripida e tortuosa stradina non adatta al transito di auto o altri veicoli. Ma non pensate che si tratti di una comunità isolata e in un angolo sperduto del mondo: il villaggio è un ente locale autonomo riconosciuto dal governo spagnolo, dotato di un centro per le assemblee cittadine, un panificio, un piccolo bar-ristorante e un emporio.

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Matavenero, inoltre, è ‘gemellato’ con Poibueno, un piccolo villaggio-sorella ubicato 2 km a sud sulle sponde di un fiume, anch’esso autonomo e gestito dalla popolazione locale. Entrambe le comunità hanno sposato un’ identica filosofia di vita comune, improntata alla cooperazione e alla solidarietà reciproca, e soprattutto, all’amore per la Madre Terra.

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