Friburgo, la città più green della Germania

di Eryeffe del 4 ottobre 2012

Potrebbe essere ribattezzata la ‘capitale della green economy’ visto che, in quanto a impegno nelle politiche ambientali virtuose e ben applicate, Friburgo non è seconda a nessuno.

220.000 anime, 13.000 posti di lavoro ‘puliti’creati negli ultimi anni, capitale europea dell’energia solare, in cantiere un progetto di sviluppo sostenibile ‘multi-impatto’: queste sono solo alcune delle prerogative che la virtuosa cittadina tedesca. Che ha saputo far proprie le esigenze ambientali, diventando un modello futuristico (all’interno di una realtà antica) che sta lasciando l’opinione pubblica mondiale a bocca aperta.

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Immune alla crisi economica e alle oscillazioni dei mercati mondiali, Friburgo ha saputo ridurre del 14% le emissioni di gas serra prodotte rispetto al 1992 e punta a superare di gran carriera anche gli ambiziosi obiettivi della Comunità Europea per arrivare al –40% nel 2030.

Un piccolo, grande miracolo, reso possibile dall’impegno di tutti e dalla ferrea volontà di cittadini e amministratori locali di conquistare un presente ed un futuro migliore, alla luce dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della diminuzione di risorse naturali che ci si aspetta nei prossimi decenni.

Il quartiere periferico di Vauban (guarda l’articolo Vauban: la città ecologica esiste), ad esempio, stupisce per le sue case ‘passive’ coloratissime che non producono sprechi ed aiutano gli abitanti a ridurre i consumi energetici e idrici del 90%. Ogni tetto esibisce pannelli solari, quasi una bandiera sventolata con orgoglio da una comunità che ha dichiarato guerra aperta alle emissioni nocive e al nucleare.

La cura del verde pubblico è al primo posto nell’agenda del sindaco, così come la creazione di nuovi percorsi ciclabili e la limitazione del traffico attuata su tutti i livelli (le auto devono procedere ad una velocità di 7km/h). A Vauban e Friburgo, dunque, regna il silenzio, la tranquillità e la pace, scandita dal solo ‘rumore’ delle biciclette che sfrecciano veloci lungo le piste riservate.

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Tutto ciò si traduce in sicurezza, salute e socialità per i cittadini, valorizzazione e tutela dell’ambiente, prosperità economica e nuove opportunità di sviluppo per l’industria turistica locale che continua a registrare trend di crescita impressionanti.

Uno schiaffo morale alle goffe manovre eco-sostenibili degli altri paesi europei, che tra una crisi e l’altra, sembrano sempre più impantanati nella palude della loro stessa inerzia.

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