Tutto sull’epatite B: forma acuta e cronica, quali i fattori di rischio e come evitare il contagio

di ScriBio del 28 Gennaio 2019

L’epatite B è una forma d’infezione del fegato d’origine virale che può anche diventare cronica e si trasmette attraverso il contatto con sangue o altri fluidi corporei di una persona infetta. Tuttavia è disponibile un vaccino che protegge dal contagio. Scopriamone i sintomi, le forme e come curarla.

Tutto sull’epatite B: forma acuta e cronica, quali i fattori di rischio e come evitare il contagio

Tipi di epatite

Il nome epatite definisce una famiglia di infezioni virali (tra cui l’epatite A, la B e la C) che colpiscono il fegato: sono malattie causate da tre diversi virus che hanno sintomi simili, ma diversi modi di trasmissione e possono agire sul fegato in modo differente.

L’epatite A appare solo come un’infezione acuta e non diventa cronica, inoltre esiste un vaccino.

L’epatite C e la B possono anche iniziare come infezioni acute, ma in alcune persone il virus rimane nel corpo, con conseguente sviluppo diella sua forma malattia cronica, e causa problemi al fegato a lungo termine.

Cos’è l’epatite B 

L’epatite B è un’ infezione grave che interessa il fegato: è causata dal virus HBV che si trasmette attraverso sangue o fluidi corporei. Può essere:

  • acuta e di breve durata
  • cronica e di lunga durata

Epatite B e C: differenze

L’epatite B e C sono una delle forme più gravi di epatite virale, in grado di provocare danni cronici al fegato per via di gravi complicazioni.

Le due infezioni hanno modalità di trasmissione e sintomi molto simili, tuttavia per la B esiste un vaccino che protegge la persona e gli impedisce di contrarre la malattia in caso di rischio di contagio. Per la C non c’è cura.

Epatite B e C si trasmettono entrambe con il contatto con sangue di chi è infetto e quindi anche da madre a figlio. Tuttavia la B può essere presa anche attraverso altri fluidi corporali come urine e saliva della persona infetta, per cui sono considerati a rischio i rapporti sessuali e i lavori di cura delle persone.

I sintomi sono in pratica gli stessi (ittero, perdita di appetito, dolore al fianco destro, stanchezza, urine scure…) e spesso non sono presenti.

Per evitare il contagio, in entrambi i casi si consiglia di non avere scambi di oggetti personali con chi è contagiato, ma per la B si raccomanda anche di astenersi dai rapporti sessuali e si consiglia il vaccino come prevenzione.

Epatite B acuta 

La forma acuta di questa infezione dura meno di 6 mesi: in questo caso il sistema immunitario riesce ad eliminare il virus dal corpo in maniera autonoma e ci si rimette senza danni permanenti entro sei mesi.

Epatite B cronica 

La forma cronica dura più di 6 mesi: in questo caso il sistema immunitario non riesce a combattere il virus e l’infezione rischia di diventare permanente causando gravi complicazioni, soprattutto a carico del fegato.

Complicazioni della forma cronica 

Avere una infezione cronica da HBV può portare a danni permanenti come:

  • Cirrosi epatica: estese cicatrici nel tessuto del fegato che ne possono compromettere le principali funzioni
  • Insufficienza epatica acuta: in questo caso il fegato non garantisce le funzioni vitali di cui è dotato e diventa necessario con il tempo il trapianto di fegato.
  • Tumore del fegato: i malati di epatite B hanno più rischi di avere un tumore al fegato.
  • Insufficienza renale: l’infezione da epatite B può causare problemi anche ai reni. Il rischio è maggiore nei bambini.
  • Vasculite: è un’infiammazione dei vasi sanguigni che può causare altre complicazioni
  • Infezione da epatite D. LSi sviluppa solo in persone già affette da epatite B cronica: se non è presente il virus HBV, non è possibile infettarsi con il virus dell’epatite D. Avere sia l’epatite B che l’epatite D aumenta le probabilità di sviluppare danni gravi al fegato e complicanze.

Epatite B

Epatite B anticorpi

La determinazione degli anticorpi dell’epatite B (anticorpi anti-HBV) nel sangue serve per determinare che è in atto un’infezione da virus dell’epatite B.

Vengono testati diversi tipi di anticorpi (anti-HBs, anti-HBc, anti-HBe) così come l’antigene HBs e l’antigene HBe. Tutti questi marcatori dovrebbero servono per valutare lo stadio della malattia.

Epatite B trasmissione: come si contrae il virus

L’infezione è causata dal virus HBV che entra nel fegato, invade le sue cellule, e comincia a moltiplicarsi, causandone l’infiammazione e provocando i sintomi dell’infezione.

Il virus HBV si trova nel

  • sangue
  • sperma e secrezioni vaginali
  • saliva (carica virale molto bassa)

Il virus può essere trasmesso anche attraverso questi liquidi corporei:

  • feci
  • secrezioni nasali ed espettorato
  • urina
  • vomito
  • fluido peritoneale – sinoviale – cerebrospinale
  • liquido amniotico

Di conseguenza, il feto di una madre ammalata può contrarre il virus, così come avere rapporti sessuali o curare una persona infetta.

Epatite B contagio: fattori di rischio 

I principali fattori di rischio per la trasmissione del virus dell’epatite B sono:

  • rapporti sessuali non protetti con più partner o con partner infetti
  • usare droghe iniettabili,
  • frequentare persone infette
  • lavorare in laboratori dove è presente sangue infetto
  • visitare luoghi con elevati tassi di infezione del virus dell’epatite B (l’ASL indica quali sono i Paesi più colpiti dal virus HBV),
  • fare tatuaggi o piercing in studi che non usano strumenti sterili,
  • se contratta in gravidanza, si trasmette con facilità al neonato durante il parto

Epatite B

Fattori NON di rischio 

  • allattamento al seno
  • abbracci e strette di mano
  • tosse e starnuti

Incubazione dell’epatite B

Il virus ha un periodo di incubazione medio di 75 giorni: spesso non provoca sintomi evidenti.

Prevenire l’infezione 

Se sorge il dubbio di aver contratto l’epatite B, è importante rivolgersi subito al proprio medico curante o ad un centro ASL più vicino per poter utilizzare ogni metodo per diminuire la possibilità di infezione da virus e per ridurre il contagio.
I trattamenti che verranno somministrati dal personale medico possibilmente entro 48 ore dall’ eventuale esposizione al virus, sono:

  • 3 dosi di vaccino in 3 mesi, la prima subito e poi una al mese
  • immunoglobuline, una preparazione di anticorpi che, attaccando il virus HBV e in grado di offrire protezione immediata a breve termine fino a quando il vaccino inizia ad avere effetto.

Come si manifesta il virus epatite B

Molte persone con questa infezuione presentano pochi o nessun sintomo e quindi potrebbero non accorgersi di aver contratto il virus. E purtroppo diffondere l’infezione. Circa il 70% degli adulti colpiti ne manifesterà i sintomi solo dopo 3 mesi dal contagio.

In età adulta gran parte delle persone infette contraggono e sconfiggono l’infezione senza accorgersene. Al contrario bambini e neonati hanno invece più probabilità di sviluppare la forma cronica.

Diffusione del virus 

Il virus è in grado di sopravvivere nell’ambiente almeno 7 giorni, durante i quali può ancora causare l’infezione, se riesce a penetrare le difese di un organismo non vaccinato. L’OMS stima che nel Mondo ci siano 250milioni di persone positive al virus.

Sintomi dell’epatite B 

I principali sintomi di epatite B acuta sono:

  • stanchezza e malessere
  • dolori muscolari
  • dolore addominale specialmente nell’area del fegato
  • nausea, vomito e perdita di appetito
  • ittero
  • prurito
  • urine di colore scuro
  • feci tendenti al grigio

La forma cronica diventa sintomatica quando il fegato è già compromesso.

epatite B

Epatite B cura

Una volta effettuati i controlli medici e i test che evidenziano la presenza dell’infezione, potrebbe non essere necessario alcun trattamento.

Un corpo sano e adulto eliminerà del tutto l’infezione in modo autonomo, senza bisono di farmaci.

Se gli esami del sangue mostrano segni di epatite cronica, il medico può invece consigliare dei farmaci per ridurre il rischio di complicazioni e test periodici al fegato.

Farmaci 

Se l’infezione è acuta non richiede una terapia particolare. Si attende che si attenuino i sintomi e si consiglia una buona idratazione.

Viene invece utilizzato un trattamento antivirale nei pazienti con un decorso molto aggressivo (epatite fulminante) oppure per soggetti immunocompromessi.

Nei casi diinfezione cronica non esistono farmaci in grado di eliminare l’infezione, ma verranno consigliati farmaci antivirali per bloccare la replicazione virale, riducendo al minimo i danni al fegato.

Farmaci antivirali 

Sono sette i farmaci autorizzati per il trattamento dell’epatite B:

  1. Epivir
  2. Epsera
  3. Viread
  4. Sebivo
  5. Baraclude
  6.  Interferone
  7. Peginterferone

Precauzioni in caso di infezione 

Se si viene a conoscenza di aver contratto il visrus HBV, bisogna subito prendere alcune precauzioni per non trasmetterlo. Ecco alcuni consigli:

  • proteggere il partner dall’infezione da epatite B evitando il contatto sessuale: l’uso del preservativo riduce ma non elimina il rischio di diffusione di HBV
  • non condividere oggetti di igiene personale, com rasoio o spazzolino da denti, ma anche aghi o siringhe
  • non donare il sangue o gli organi (questo viene ovviamente già controllato nelle giuste sedi)
  • nel caso di donne in gravidanza comunicare subito di avere l’HBV affinchè il bambino possa essere trattato sin dalla nascita. I casi cronici possono essere evitati se il neonato riceve le iniezioni necessarie nei tempi corretti (immunoglobuline e vaccino).

Vaccino per l’epatite B 

L’infezione si può prevenire con la vaccinazione. Il vaccino consiste di norma in 3 iniezioni da fare ogni 6 mesi. Si somministra per iniezione intramuscolare nella zona del deltoide.

La vaccinazione è in genere ben tollerata. Solo di rado può apparire una reazione locale come arrossamento, fastidio o gonfiore oppure mal di testa, stanchezza o febbre, ma sono reazioni rare e che comunque scompaiono in 1-3 giorni.

epatite B

Chi deve vaccinarsi 

La legge 165 del 27/05/1991 ha imposto l’obbligo della vaccinazione antiepatite B a tutti i nati a partire dal 1979. Ciò ha determinato una significativa diminuzione dell’incidenza dei casi.

La vaccinazione di chi è nato prima è consigliata per le fasce di popolazione a maggior rischio d’infezione, ovvero:

  • tossicodipendenti
  • conviventi di portatori cronici
  • personale sanitario
  • partner occasionali
  • operatori di pubblica sicurezza
  • persone che necessitano di numerose trasfusioni di sangue, individui in dialisi

Ai bambini nati da madre infetta è necessario somministrare la prima dose entro 12 ore dalla nascita contemporaneamente all’iniezione, in altra zona del corpo, delle immunoglobuline specifiche anti-HBS.

La seconda dose sarà somministrata ad 1n mese di distanza dalla prima e le successive, in genere, in occasione della vaccinazione esavalente, seguendo il normale calendario vaccinale.

Si tratta di un vaccino costituito da un componente del virus che può essere somministrato anche alle donne incinte e a persone con immunodepressione. Il vaccino è gratuito per tutti: viene somministrato presso i centri vaccinali distribuiti sul territorio italiano, ma può essere acquistato anche nelle farmacie.

Chi non può vaccinarsi

Non deve essere somministrato a individui con ipersensibilità nota ai componenti del vaccino o a soggetti che hanno manifestato segni di ipersensibilità a seguito di precedenti somministrazioni.

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