Fotovoltaico galleggiante: basso impatto ambientale e migliore resa

di Tennyson del 28 settembre 2010

E’ notizia di questi giorni l’installazione a Suvereto (LI) di un impianto fotovoltaico galleggiante, che entrerà in funzione a giorni, assicurando energia elettrica a sufficienza per alimentare la Cantina Petra della Holding Terra Moretti, proprietaria del terreno e dell’impianto.

Fotovoltaico galleggiante: basso impatto ambientale e migliore resa

Un impianto fotovoltaico che si contraddistingue per due vantaggi:

  • un limitato impatto ambientale, essendo l’impianto ubicato in una posizione poco visibile e senza che vengano compromesse le funzionalità di questo specchio d’acqua, che irriga la tenuta raccogliendo acque piovane;
  • una resa superiore del 30% rispetto alla media degli impianti fotovoltaici, grazie al fatto che i pannelli ruotano, assumendo la posizione migliore durante il giorno.

I pannelli fotovoltaici di questo impianto a regime produrranno 200 kilowatt, assicurando un risparmio di 70.000 euro sui costi di gestione della tenuta.

L’impianto fotovoltaico di Petra, che è stato realizzato da Sartori BlueHitech di Padova e Moretti Real Estate, non è tuttavia il primo impianto fotovoltaico galleggiante, a differenza di quanto riportato da La Repubblica.
Già a fine 2008 era stato realizzato in Emilia Romagna, per la precisione a Solarolo (RA) un impianto fotovoltaico galleggiante sull’acqua.

L’impianto di Solarolo (nella foto, tratta da Rinnovabili.it) consta di una struttura galleggiante con dimensione di circa 25 metri di diametro e una potenza di picco di 19,98 kWp, con 112 pannelli fotovoltaici di tipo policristallino di dimensioni di 80 x 150.

A noi sembra che quella del fotovoltaico galleggiante sia una buona strada da esplorare. L’unica perplessità riguarda il fatto che non dovrebbe essere facilissimo pulire i pannelli su una superficie d’acqua (e quindi potremmo assistere ad un calo della resa), ma forse la tecnologia attualmente in fase embrionale dei pannelli fotovoltaici autopulenti potrà fornire la soluzione ideale a questo proposito.

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paolo novembre 18, 2010 alle 4:25 pm

se l’acqua sottostante viene usata per raffreddare i pannelli si possono ottenere rese superiori

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