Futuro energetico UE: solo rinnovabili da Nord a Sud

di Claudio Riccardi del 24 settembre 2012

Un lungo reticolo che permetta di trasportare energia in tutta Europa, dal Mediterraneo fino al circolo polare artico. Non si tratta di fantascienza ma dell’obiettivo che si pongono entro pochi anni le autorità comunitarie, nell’ottica di un sistema elettrico decarbonizzato. Si viaggia a gonfie vele per quanto riguarda l’attivazione di impianti da fonti verdi, sempre più numerosi e prolifici, mentre rimane ancora di difficile risoluzione la distribuzione dell’energia accumulata verso i consumatori.

Il problema – a differenza del petrolio – è legato alla distribuzione energetica sul territorio: per capirci, l’eolico è prodotto là dove c’è più vento, il solare là dove c’è più sole, in punti geograficamente remoti dai grandi centri di consumo dell’energia. E trovare risposte efficaci non è semplice, perché le distanze sono enormi e gli impianti sono localizzati in aree remote e difficili da raggiungere.

I burocrati di Bruxelles ne sono consapevoli, come lo sono anche scienziati e ingegneri. Ma una soluzione ci sarebbe e sta catalizzando molti consensi: far passare in superficie di cavi elettrici ad altissima tensione ed a corrente continua. Una tecnologia che arriva direttamente dal passato, e utilizzata sino alla scoperta della corrente alternata.

Accantonato da decenni, l’alto voltaggio a corrente continua potrebbe conoscere nuova linfa attraverso la super smart grid, una grande rete capace di trasportare energia elettrica per migliaia di chilometri, perché garantisce il trasporto d’energia per migliaia di chilometri con dispersioni minime.

Gli esempi di applicazioni ben riuscite non mancano e fanno ben sperare. In Brasile, per esempio, è in fase di costruzione un percorso di cavi lungo 2.500 Km, quanto serve per conferire a San Paolo l’energia generata da un maxi impianto elettrico sito in Amazzonia. Un’altra autostrada energetica, assolutamente non inquinante, si trova in India, è lunga 1.370 Km, e collega i centri di Champa e Kurukshetra.

In Europa si calcola che saranno necessari investimenti per svariati miliardi di euro. I condotti comparirano sopra e sotto la superficie, e anche nelle acque del Mare del Nord e del Baltico, dove stanno sorgendo sempre più numerosi impianti eolici off-shore.

Ma si guarda ancora più in là, al Nord Africa e ad una rete di grandi impianti solari a concentrazione, in un’ottica di convergenza tra le risorse rinnovabili presenti alle varie latitudini. Nella speranza di arrivare al totale disancoraggio dalle riserve fossili entro la metà del secolo.

 

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