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Diesel e cancro, per l’OMS c’è una relazione diretta

Diesel e cancro sono uniti da una relazione di causa-effetto diretta e pericolosissima per la salute dell’uomo. A lanciare l’allarme questa volta è l’OMS che, attraverso uno studio commissionato allo IARC (International Agency for Research on Cancer) avrebbe ottenuto le prove scientifiche sul potenziale cancerogeno dei fumi di scarico derivanti dai motori diesel.

Diesel e cancro, per l’OMS c’è una relazione diretta

Questi ultimi, infatti, sarebbero i principali responsabili del tumore ai polmoni negli essere umani e, con ogni probabilità, anche di alcune forme di cancro alla vescica.

La notizia ha subito fatto il giro del mondo e ha scosso istituzioni, comunità e organizzazioni sanitarie che si sono mobilitate per vagliare eventuali contromisure. In Italia, infatti, il Codacons ha già presentato un esposto alla Procura di Milano per chiedere l’immediato ritiro dal mercato di tutte le vetture alimentate a diesel, considerate un vero eproprio pericolo di morte imminente.

D’altro canto lo IARC è impegnato nello studio delle esalazioni del diesel dal 1988, quando lo stesso combustibile fu catalogato come ‘potenzialmente cancerogeno per l’uomo’. Ma ci sono voluti anni di ricerche per dimostrare la connessione tra i suoi fumi e l’insorgere di forme tumorali nell’essere umano.

A preoccupare di più gli scienziati sono le pesanti emissioni tossiche a cui milioni di persone sono state inconsapevolmente esposte in tutti questi anni; esalazioni derivanti non solo dalle automobili ma anche da diverse tipologie di mezzi di trasporto come navi e treni e quelle prodotte dai generatori.

E la domanda che tutti – non senza grandi timori – si pongono adesso è una sola: che sia già troppo tardi per cercare di rimediare?

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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3 Commenti

  1. Ma un famoso professore che si occupa di rifiuti zero, a detto che il prof, Veronesi è uno che non capisce niente, perchè sostiene che dai camini degli inceneritori non esce nulla di inquinante, certo se la provetta che viene estratta dal camino e mostrata in tv e prelevata prima del trattamento, allora tutto e pulito, peccato che non tutti sono cretini.
    Adesso si ritorna sul diesel, e sopratutto sulle vetture, ma come abbiamo fatto da oltre 50 anni ad oggi nei campi, nei trasporti, le navi, ma non dovremmo essere tutti morti!
    vuoi vedere che ci scappa il solito bazzello di sopratassa, sul diesel?

  2. Che gli scarichi dei camion e dei diesel in genere fossero nocivi era estremamente intuitivo. Giustissimo fare una ricerca per verifciarlo, e giustissimo prendere provvedimenti. Ma non facciamoci prendere da allarmismi emotivi che fanno solo danno. Il diesel lo usiamo da oltre 50 anni e non è che domani moriremo tutti di cancro. Ritirare tutte le macchine diesel dal mercato significa ribaltare l’induatria automobilistica e richiedere la produzione di moltissime nuove automobili. La produzione di una automobile richiede tantissima energia, ed inquina di più del suo utilizzo. Abbiamo scelto di dire di no al nucleare e la nostra produzione di energia è basata in gran parte sul petrolio. Ora dobbiamo evolvere verso qualcosa di meglio, non distruggere il lavoro fatto in decenni, ma migliorarlo. Non pensiamo che la benziana sia pulita, anche la verde ha molte contro indicazioni, in alcuni paesi è vietata e sostituita da quella arancione. Gli allarmisimi emotivi servono solo alle speculazioni. Facciamo dei programmi di evoluzione, senza forzature ed impennate, ma con leggi economiche che favoriscano lo sviluppo di attività non inquinanti. Proporrei una tassa sull’inquinamento, proporzionale al danno ambientale creato, che crei un’entrata utilizzata esclusivamente per l’incentivo delle attività pulite. Una sorta di estensione del protocollo di Kioto a tutte le attività, dall’uso del sacchetto di plastica al mantenimento di un albero. In Messico quando si acquista una lattina si paga una cauzione che viene restituita quando si riconsegna la lattina vuota. Funziona molto bene, e dovrebbe essere fatto con tutti gli agenti inquinanti e/o recuperabili.

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