Guerrilla gardening con innesto di frutti

di Claudio Riccardi del 28 Settembre 2012

Da una parte garantire frutta libera e fresca per tutti, dall’altra ricreare anche tra asfalto e cemento l’habitat più naturale possibile. Sono queste le ragioni che hanno spinto il gruppo Guerrilla Grafters a innestare rami produttivi sulle piante sterilizzate presenti lungo le strade di San Francisco.

Guerrilla gardening con innesto di frutti

Sì, perché l’amministrazione cittadina ha messo a dimora alberi di melo, peri e prugni appositamente modificati, affinchè non producessero frutti. Una scelta, questa, intrapresa per impedire la proliferazione di roditori e altri animali ritenuti fastidiosi per i cittadini. Cittadini che tuttavia, da qualche anno, raccolgono con piacere e gratuitamente i frutti offerti dagli alberi bersaglio dei guerriglieri verdi, portando così a compimento il lavoro da ‘chirurghi vegetali’ dei Grafter.

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Ma chi sono i grafter? Si tratta di un gruppo di ambientalisti (graft in inglese vuol dire innesto) fedele ai precetti del guerrilla gardening, una forma di giardinaggio politico che esprime la propria posizione sui diritti della terra attraverso azioni dirette non-violente ma spettacolari. Nel caso di S.Francisco ha dato vita a una vera e propria ‘guerra da innesto’, riportando la funzione vitale e i frutti laddove l’uomo era intervenuto per estirparli.

Un intervento celebrato dai sostenitori dell’agricoltura urbana, criticato e posto fuori legge dalla municipalità di San Francisco. Ciò tuttavia non ha impedito ad alcuni esemplari innestati in modo ‘fraudolento’ di raggiungere persino la Biennale di Venezia, e rappresentare l’arte statunitense nel padiglione Spontaneous Interventions.

Nel nome di una Natura senza costrizioni e libera di sostentare l’uomo.

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