I rivestimenti in materiale fotocatalitico sono un efficace anti-smog

di Luca Scialò del 7 febbraio 2012

L’idea di avere ambienti domestici sterilizzati dagli agenti inquinanti esterni oggi ha un nome: fotocatalisi.

I rivestimenti in materiale fotocatalitico sono un efficace anti-smog

Dietro questo nome che potrebbe spaventare quanti non masticano di chimica (la maggioranza delle persone) si cela un procedimento tanto naturale quanto efficace. La fotocatalisi attraverso i raggi ultravioletti (quindi anche solari) trasforma infatti le sostanze inquinanti – quali monossido ed il biossido d’azoto – in ioni di nitrato e innocui sali eco-compatibili, tramite la produzione di ossigeno attivo. Questi sali si depositano sul suolo e vengono rimossi con la semplice azione quotidiana del pulire la casa. Ed il processo va avanti all’infinito, perché è attivato dalla luce.

In virtù di questo “prodigio” della chimica, da un pò stanno entrando in commercio prodotti per la casa che hanno come rivestimento un materiale dalle  proprietà “fotocatalitiche” come il biossido di titanio: lampade ma anche vernici e piastrelle.

Tra i vari materiali, la lampada Cleanlight, che non a caso si è aggiudicata nel 2008 il “Premio per l’innovazione extra-ordinaria in risposta alle sfide del pianeta” della Regione Veneto è nata da un progetto gestito da un team di ricerca dell’Università di Padova. Si tratta di una lampada fotocatalitica ricoperta da una pellicola a base di biossido di titanio.

Il procedimento igienizzante con questa sostanza è simile a quello della fotosintesi clorofilliana delle piante, con cui il biossido condivide la capacità di “mangiare” lo smog.

Anche nel caso delle piastrelle fotocatalitiche, è la sollecitazione della luce solare a far reagire il biossido di titanio, attivando lo sprigionamento di ossigeno attivo. Così gli agenti inquinanti prodotti soprattutto dall’attività umana (riscaldamento ametano, emissioni inquinanti delle auto… insomma le conosciamo tutte) sono trasformati in sali ed anidride carbonica. Alcuni istituti di ricerca italiani hanno testato che 1 mq di piastrelle riesce a depurare, in 8 ore d’esposizione al sole o luce artificiale (lampade a induzione) fino a 72 mc d’aria.

E ora un pò di chimica… Il biossido di titanio (TiO2) è efficace poiché funge da catalizzatore nel processo di attivazione ed emissione dell’ossigeno scatenato dai raggi solari o da una lampada a raggi UV. Il titanio non interviene direttamente nella reazione ma favorisce la reazione fotocatalitica prestando i suoi elettroni che successivamente riacquista dall’ambiente.

Su questi nuovi materiali e rivestimenti l’Unione Europea conta per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico nel prossimo futuro. In Italia la ricerca sulla fotocatalisi è molto avanzata. Un importante passaggio in tal senso è arrivato dalle “Linee Guida per l’utilizzo di sistemi innovativi finalizzati alla prevenzione e riduzione dell’inquinamento ambientale” indicate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio nel 2004.

Dunque risale a 8 anni fa, e bisogna dire che soprattutto per quanto riguarda le piastrelle anti-smog, in Italia già alcune aziende leader nel settore ceramico hanno proposto piastrelle in gres dalle proprità anti-smog: Graniti Fiandre, Iris, Ariostea si basano sul principio Active Clean Air & Antibacterial Ceramic mentre altre aziende hanno sviluppato metodi propri per rivestimenti e vernici fotocatalitiche Fosenergy di Steikos oppure la piastrella Oxygena del Gruppo Ceramiche Gambarelli.

A questo punto attendiamo con fiducia le auto mangia-smog… Intanto guarda queste idee anti-smog:

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