Il Biodiesel fatto in casa

di Elle del 16 dicembre 2011

Fare il biodiesel in casa oggi è possibile. Vi spieghiamo come farlo.

Prima, però, occorre fare alcune dovute raccomandazioni rispetto alla necessità di proteggere occhi e pelle dal contatto con le esalazioni sprigionate dalla reazione: sarà pertanto necessario indossare guanti, occhiali e grembiule e preparare la soluzione in un ambiente adeguatamente aerato. Si suggerisce anche di tenere i bambini lontani dalla preparazione del biodiesel. Il periodo estivo è più indicato in virtù delle alte temperature, che come vedremo ci aiuteranno a eliminare le impurità dalla soluzione.

Il Biodiesel fatto in casa

La produzione del biodiesel ‘domestico’ è resa possibile dall’impiego di oli vegetali, grassi animali o lipidi naturali; in particolare, a partire da oli vegetali si può ricavare questo combustibile liquido grazie ad una particolare reazione chimica nota come transesterificazione.

In quest’occasione proviamo ad illustrarvi come produrre biodiesel in casa utilizzando olio di girasole, non usato, alternativa più semplice ma meno economica, oppure già usato, soluzione decisamente più eco-friendly.

All’olio di girasole va aggiunto alcol etilico anidro (99,9%, quello con una percentuale di acqua maggiore come quello al 90% non va bene perché l’acqua inibisce la reazione), ossia il comune etanolo, sciolto con soda caustica (metossido di sodio). Le proporzioni tra ingredienti sono, per un litro di olio di semi di girasole, circa di 250 gr di etanolo e 7 grammi di soda caustica.

Bisogna poi mescolare per alcuni minuti con un cucchiaio di acciaio e lasciare riposare per circa un’ora; alla fine vedrete che la glicerina si deposita sul fondo del contenitore.

Un’altra variante di questa ricetta prevede al posto dell’alcool il metanolo, che però è difficile da trovare, altamente tossico e soggetto giustamente a restrizioni, dati i casi di adulterazione del vino con metanolo accaduti alcuni anni fa.

La soluzione ideale è quella di lasciare la glicerina in questo contenitore ed estrarre la parte liquida, il biodiesel, versandola in un contenitore differente.

Il biodiesel così ottenuto, in realtà, non è ancora pronto per l’utilizzo come combustibile poiché potrebbe danneggiare il motore per la presenza di tracce di idrossido, eventualmente metanolo e saponi: occorre quindi rimuoverle.

Qui arriva la parte difficile, quella del lavaggio tramite acqua, per rimuovere le impurità da questa miscela. Se non lo si fa, va ribadiito che si rischia di rovinare irreparabilmente il motore con i residui di grassi e saponi contenuti in questo biodiesel ancora impuro.
Per fare ciò, è possibile utilizzare utilizzando semplicemente acqua attraverso una pompetta da acquario per soffiare aria, la relativa tubazione ed un erogatore. Si mette la soluzione ottenuta in precedenza in una botte e si aggiunge circa un terzo di acqua: l’acqua tenderà a depositarsi in basso, essendo più pesante: a questo punto si soffia l’aria con la pompetta, che, salendo verso l’alto fa in modo che l’acqua e la soluzione si rimescolino continuamente.

Dopo aver eliminato le impurità con 3 o 4 di questi lavaggi, non resta che eliminare l’acqua presente ancora nel biodiesel. Per farlo occorre riscaldare il combustibile a 40°-50° per un’ora o due (di inverno lo si mette sopra ad un calorifero) e poi lasciarlo riposare, oppure neo mesi caldi, lasciarlo decantare un giorno.
Per essere certi che il processo abbia avuto successo, bisogna accertarsi che il biodiesel abbia assunto un colore chiaro giallo pallido.

Un’ultima notazione: ovviamente – a meno che non si utilizzi olio di scarto, più difficile da lavare – il costo non è molto competitivo con il diesel attuale e rimane poco più di un esercizio accademico, nobilitato dalla volontà di non inquinare. Inoltre, dato che tutti i carburanti sono soggetti ad accise, farsi questo biodiesel tax free ci mette teoricamente nella posizione di chi ha compiuto una piccola, diciamo simbolica, evasione fiscale.

Certo è che vorremmo vedere presto biocarburanti alle pompe di benzina: fino a quando dovremo aspettare?

Sul tema biocarburanti fai da te ti suggeriamo questo libro, acquistabile online su Macrolibrarsi:

Biocarburanti Fai-Da-Te
Conoscere, produrre, e utilizzare i combustibili vegetali per la propria auto

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Laura dicembre 17, 2011 alle 12:44 pm

Report aveva fatto un piccolo servizio, entusiasmante, ma evidenzia la schizzofrenia del tema delle accise non pagate sul carburante fai da te.
http://www.youtube.com/watch?v=0SdkQ7ADObs

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