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L’Everest ha un altro problema: il nero di carbone

Anche sul tetto del mondo l’inquinamento atmosferico può rappresentare un serio problema. E chi si aspettava che l’aria dell’Everest, la montagna più alta del pianeta, fosse densa di particelle di carbonio altamente tossiche al punto da minacciare seriamente la salute delle popolazioni locali? La notizia arriva dal comitato scientifico delle Nazioni Unite Ev-K2-Cnr autore di uno studio (progetto ‘Share’) sul cambiamento climatico globale.

L’Everest ha un altro problema: il nero di carbone

Dall’indagine è emerso che uno dei componenti più inquinanti rinvenuto nei campioni di aria prelevati sul monte Everest è il cosiddetto black-carbon, o nero di carbone, cioè l’insieme di particelle incombuste di carbonio che solitamente vengono prodotte dall’inquinamento industriale e dal traffico cittadino.

A dirla tutta la notizia stupisce solo in parte. Abbiamo già visto come la cima dell’Everest sia risultata una delle più colossali discariche a cielo aperto del mondo, dove ogni anno decine e decine di alpinisti abbandonano materiale e scarti di ogni genere ai piedi o sulla vetta della montagna.

Ma per capire come mai la qualità dell’aria di uno dei luoghi (teoricamente) più incontaminati della terra sia risultata pessima, gli esperti sono partiti dalle abitudini degli abitanti della montagna del Nepal. Le popolazione di Khumbu utilizzano spesso bracieri privi di camino alimentati da combustibili poveri, come gasolio di pessima qualità, sterco di yak essiccato o scarti derivanti dall’agricoltura che bruciando sprigionano il micidiale particolato.

I rischi legati all’inalazione del nero di carbone sono altissimi: neoplasie, bronchite cronica ostruttiva, asma a carico dei polmoni; arteriosclerosi e cardiopatia ischemica per il sistema cardiovascolare; cataratte per gli occhi.

E ad essere più vulnerabili sono come sempre le donne e i bambini che passano più tempo in casa. Un campanello d’allarme che non può rimanere inascoltato ancora per molto.

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Erika Facciolla

Giornalista pubblicista e web editor free lance. Nata a Cosenza il 25 febbraio 1980, all'età di 4 anni si trasferisce dalla città alla campagna, dove trascorre un'infanzia felice a contatto con la natura: un piccolo orticello, un giardino, campi incolti in cui giocare e amici a 4 zampe sullo sfondo. Assieme a lattughe, broccoli e zucchine coltiva anche la passione per la scrittura e la letteratura. Frequenta il liceo classico della città natale e dopo la maturità si trasferisce a Bologna dove si laurea in Scienze della Comunicazione. Dal 2005 è pubblicista e cura una serie di collaborazioni con redazioni locali, uffici stampa e agenzie editoriali del bolognese. Nel 2011 approda alla redazione di TuttoGreen con grande carica ed entusiasmo. Determinata, volitiva, idealista e sognatrice, spera che un giorno il Pianeta Terra possa tornare ad essere un bel posto in cui vivere.

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