Lo stadio ‘a scomparsa’ tra le rocce del deserto

di Chiara Greco del 1 Ottobre 2012

Ormai sembra diventato banale accorgersi di architetture, inserite nel panorma urbano, che spiccano per accorgimenti tecnologici o estetici fatti appositamente per risparmiare preziosa energia o limitare le emissioni domestiche inquinanti. Dove è più difficile aspettarsi accorgimenti in linea con una filosofia green è nei paesi più poveri o quelli dove le condizioni ambientali estreme rendono più difficile l’applicazione di sistemi eco-friendly.

Lo stadio ‘a scomparsa’ tra le rocce del deserto

Eppure i modelli di architettura green non mancano anche nei luoghi della terra più desolati. Un’esempio esplicativo di questa tendenza è stato svelato da poco e riguarda una città nei pressi di Abu Dhabi. E’ infatti nel deserto che circonda la città di Al Ain, seconda, dopo la capitale, degli Emirati Arabi, che verrà inaugurata una costruzione integrata nella natura, nel vero senso della parola. Si tratta della costruzione, in via di sviluppo, di uno stadio completamente interrato che verrà realizzato dallo studio di architetti MZ.

Per un progetto che potrebbe sembrare di “normale amministrazione” per uno studio, MZ appunto, in grado di progettare delle opere ai limiti del fantascientifico, come la energy city del Qatar, lo stadio però avrà la peculiarità di essere a scomparsa tra le rocce, crescendo, cioè, sui ripidi altipiani desertici e inserendosi tra le rocce di un panorama pressoché disabitato.

Dal nome evocativo di The Rock, lo stadio prende ispirazione dagli antichi anfiteatri greci e romani nella forma mentre sarà realizzato, come struttura, con materiali provenienti direttamente dagli scavi della zona in cui sorgerà.

Speciale stadi ecosostenibili, leggi anche:

Se si aggiunge che i consumi energetici dello stadio-roccia attingeranno completamente da fonti naturali, basandosi sui principi del raffrescamento passivo, potrebbe rivelarsi un’idea davvero originale. Innovativo sì, questo The Rock, ma anche esempio concreto della forte impronta umana che potrebbe variare gli equilibri di una zona naturale potentemente bella anche senza l’impatto di una struttura dedicata allo sport.

Forse ti potrebbe interessare anche:

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment