Roma acqua e sapone di Annarita Sacco: la guida per scoprire il lato green nascosto nella città eterna

di Giulia Magnarini del 14 gennaio 2012

Che venga considerata un’inchiesta sociale o una sorta di guida turistica, “Roma acqua e sapone” (Intra moenia) è innanzitutto una bussola fondamentale per muoversi in una Roma alternativa, diversa cioè dal classico giro turistico storico. La Roma proposta è una città ricca di organizzazioni sociali ed ambientali, della cultura e media-piccola editoria e che sa offrire un’economia alternativa e solidale.

Roma acqua e sapone di Annarita Sacco: la guida per scoprire il lato green nascosto nella città eterna

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La pubblicazione, curata dalla sociologa Annarita Sacco in collaborazione con il settimanale Carta, ha visto la collaborazione di Maria Immacolata Macioti (sociologa e docente dell’università La Sapienza), del filosofo internazionale Serge Latouche, l’economista Alberto Castognola e il romano Andrea Satta, scrittore, musicista e cantante dei Tetes de bois.

La sua realizzazione è passata attraverso una lunga operazione di ricerca, sul territorio, libri e guide, telefonate, nel tentativo di raccogliere tutte le realtà sociali e culturali che rispondono alle definizioni e alle descrizioni contenute nella Carta dei Principi dell’Altra Economia, approvata nel 2004.

Dalla lettura si comprende come forme alternative di economia e pluralità di organizzazioni sociali siano estremamente presenti nel territorio della capitale, qualcuna già nota e qualcun’altra ancora da scoprire. I cittadini e i turisti potranno servirsi di questa opera come uno strumento per scoprire nascosti lati della città: si parla di parchi, piste ciclabili in città e mobilità alternativa; case editrici indipendenti, librerie e biblioteche civiche; mercati biologici, dell’usato e botteghe del commercio equosolidale; bed & breakfast ecologici ed aziende agricole; associazioni che operano per la pace e l’antirazzismo.

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Questo non è nient’altro che un breve elenco di tutto ciò che viene trattato in “Roma acqua e sapone”. L’accostamento ad una sorta di Pagine Gialle può essere inevitabile, ma forse un po’ banale: dietro questo lavoro non c’è la semplice idea di elencare le opportunità che la città offre, ma quella, forse più ambiziosa, di informare, informare per sapere, sapere per cambiare.

Perché un cambiamento di atteggiamento nei confronti delle tematiche ambientali e sociali è giunto ormai fondamentale e, come sostiene il filosofo della decrescita Latouche, deve partire dalle otto R: Rivalutare (la sobrietà), Ridefinire (concetti come scarsità e abbondanza, o pubblico e privato), Ristrutturare (il sistema produttivo), Ridistribuire (la ricchezza), Rilocalizzare (la produzione e i trasporti), Ridurre (l’impronta ecologica), Riutilizzare (risparmiare le risorse naturali e in un certo senso creare nuovi posti di lavoro), Riciclare (tutto quello che non è riutilizzabile).

Non possiamo che augurarci che questa pubblicazione abbia la sua larga diffusione e che in futuro questo progetto possa prendere piede in altre città italiane.

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