Salute naturale

Salmonella: cos’è, come si prende e 7 errori comuni che aumentano il rischio (anche in casa)

Dalla carne cruda alle mani sporche: cosa sapere davvero sulla salmonella e come evitarla ogni giorno

La salmonella è una delle infezioni alimentari più diffuse in Europa, con migliaia di casi ogni anno. Ma il problema è che spesso arriva dove meno te lo aspetti: non solo uova crude o pollo poco cotto, ma anche verdure lavate male o utensili contaminati. Sintomi fastidiosi come diarrea e febbre, ma nei casi più delicati anche complicazioni serie sono dietro la porta. Ma è possibile prevenirla, anche se bisogna conoscere davvero come si trasmette.

Salmonella: cos’è, come si prende e 7 errori comuni che aumentano il rischio (anche in casa)

Cos’è la salmonella

Molte persone hanno scarse nozioni, che sarebbero basilari, di sicurezza alimentare. Questa scarsa conoscenza fa sì che ancora oggi esistano le malattie a trasmissione alimentare. Se però molte di queste sono poco conosciute, c’è un nome che, almeno per sentito dire, conosciamo tutti. Si tratta della salmonella. 

Tradizionalmente legata al consumo di uova crude, c’è molto da sapere su questo batterio che nella storia è stato responsabile di molte morti. Ancora oggi, sebbene possa essere sconfitto, provoca molti problemi per la salute umana.

La salmonella è un batterio che causa una gastroenterite chiamata salmonellosi. Si trasmette principalmente per via oro-fecale, cioè ingerendo cibi o acqua contaminati oppure tramite contatto con superfici o mani sporche.

il cibo contaminato non cambia odore, colore o sapore

Chi la trasmette

Altrettanto importante è sapere che di salmonella non ne esiste una sola tipologia, ma ne esistono tante. Sono infatti state individuate più di 2.000 varianti. Si possono trovare in tantissime specie animali che vanno dai mammiferi, agli uccelli, passando dai rettili. Alcune sono pericolose per una sola specie, mentre altre sono pericolose per più specie, uomo compreso.

Alcune varianti, come la Salmonella typhi e la Salmonella paratyphi, sono specifiche dell’uomo e possono essere prese solamente dall’uomo. La trasmissione è orfecale, quindi bisognerebbe prenderle dalle feci di qualcuno che ne soffre. Questa cosa in passato era frequente, quando l’igiene era scarsa.

Infatti esistevano le epidemie di tifo, che oggi almeno nei paesi civilizzati sono praticamente scomparse. Qui da noi è impossibile prendere una salmonella umana, perché abbiamo abitudini che ci consentono di evitarla. Al contrario, il tifo esiste ancora nei paesi sottosviluppati.

Per questo, le uniche salmonelle che prendiamo e che, anzi, rappresentano le malattie alimentari più diffuse, sono le salmonelle animali. La Salmonella enteritidis e la Salmonella typhimurium (da tifo-topi) sono trasmesse dagli animali. La seconda è trasmessa dai topi, che contaminano le derrate alimentari. Se in un magazzino, anche un granaio, entra un topo a rubare il grano e il topo è malato di salmonella, lasciando delle feci in quel grano che poi diventerà farina, abbiamo la possibilità di prendere la salmonella.

Questa era una tipica causa di grandi epidemie nel passato, rese possibili dai trasporti navali. Per fortuna, le leggi sulla disinfestazione rendono poco probabile questa modalità di trasmissione oggi.

Come si prende davvero

La trasmissione avviene soprattutto attraverso il contato con alimenti infetti ed errori nella preparazione del cibo.

A livello di allevamento, la salmonella viene tenuta sotto controllo veterinario perché danneggia anche gli animali, oltre che l’uomo, motivo per cui è importante limitarla. Tuttavia, nei prodotti di origine animale potrebbero essere presenti delle dosi che non hanno causato malattia all’animale (quindi nessuno se n’è accorto), ma che comunque ci sono, e potrebbero causare malattia nell’uomo.

La carne, poi, tra i prodotti è quella meno a rischio, a meno ovviamente che sia stata contaminata in fase di macellazione (cosa che comunque viene evitata da un veterinario ASL sempre presente durante la macellazione), cosa che può verificarsi nelle macellazioni domestiche per uso privato.

🍗 Alimenti a rischio

  • Uova crude o poco cotte
  • Carne (soprattutto pollo) poco cotta
  • Latte non pastorizzato
  • Verdura contaminata

🧼 Errori in cucina

  • Non lavarsi le mani dopo aver toccato carne cruda
  • Usare gli stessi utensili per crudo e cotto
  • Conservare male gli alimenti
  • Contaminazione incrociata

🐢 Contatto diretto

Da animali domestici (anche rettili come tartarughe) alle superfici contaminate.

Sintomi della salmonella

I sintomi compaiono tra 6 e 72 ore dall’ingestione. I più comuni sono:

👉 diarrea
👉 nausea e vomito
👉 febbre
👉 crampi addominali

La durata è di circa 4–7 giorni nella maggior parte dei casi. Ma bisogna fare attenzione perché nei soggetti fragili può causare disidratazione o complicazioni.

Infografica sulla salmonella con sintomi, modalità di contagio e consigli pratici per evitarla in cucina
Salmonella: sintomi, come si trasmette e le regole fondamentali per evitarla ogni giorno

Come curare la salmonella

La salmonella causa una situazione di irritazione intestinale, che provoca dolore intenso. L’intestino è quindi il primo organo ad essere colpito da questo batterio, e risponde fisiologicamente con il meccanismo della diarreaLa comparsa dei sintomi è davvero molto veloce. Non passano mai più di 12 ore da quando la salmonella, o comunque l’alimento infetto, viene ingerito a quando si presentano i sintomi.

Nelle situazioni normali, in cui il dolore si limita all’intestino, solitamente non si fa nulla. Usare gli antibiotici significherebbe incentivare la resistenza e creare situazioni peggiori qualora si verificasse nuovamente un episodio del genere. Se i batteri riescono invece a superare la barriera intestinale potrebbero diffondersi nel sangue, e attaccare alcune strutture molto più delicate come le meningi, causando di fatto una meningite. In questi casi, molto più gravi, si richiede l’ospedalizzazione del paziente e la cura con medicinali mirati a distruggere la salmonella.

I 7 errori più comuni

Ricordatevi che questi sono gli errori che possono aiutare a contrarre l’infezione.

  1. Lavare poco le mani
  2. Mangiare uova crude
  3. Cuocere male il pollo
  4. Usare lo stesso tagliere per tutto
  5. Non lavare frutta e verdura
  6. Interrompere la catena del freddo
  7. Fidarsi dell’aspetto del cibo

La salmonella in sintesi

Aspetto Cosa sapere Consiglio pratico
Cos’è La salmonella è un batterio che può causare un’infezione intestinale chiamata salmonellosi. Non sottovalutare diarrea, febbre e crampi dopo un pasto a rischio.
Come si trasmette Si prende soprattutto ingerendo cibi o acqua contaminati, oppure tramite mani e superfici sporche. Lava sempre le mani prima di cucinare e dopo aver toccato alimenti crudi.
Alimenti più a rischio Uova crude o poco cotte, pollo, carne, latte non pastorizzato, verdure contaminate. Cuoci bene carne e uova e lava accuratamente frutta e verdura.
Sintomi comuni Diarrea, nausea, vomito, febbre, crampi addominali e malessere generale. Bevi molto per evitare la disidratazione.
Incubazione I sintomi compaiono di solito in 6 – 72 ore dopo il contagio. Ricostruisci cosa hai mangiato nei 3 giorni precedenti.
Durata Nella maggior parte dei casi l’infezione dura alcuni giorni e si risolve spontaneamente. Evita farmaci fai-da-te e chiedi consiglio al medico se i sintomi persistono.
Chi rischia di più Bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone con difese immunitarie basse. In questi casi è meglio consultare rapidamente un medico.
Prevenzione Igiene delle mani, buona cottura, corretta conservazione e separazione tra crudo e cotto. Usa taglieri diversi per carne cruda e alimenti pronti.
Errore da evitare Fidarsi dell’aspetto del cibo: un alimento contaminato può sembrare normale. Rispetta sempre tempi, temperature e norme igieniche.

 FAQ sulla salmonella

Salmonella e animali domestici

Per questo motivo, gli unici animali rimanenti da cui possiamo prendere la salmonella sono gli animali domesticiquelli che ci forniscono prodotti di origine animale. E dai vegetali non lavati, ovviamente.

Perché non è mai da escludere che un animale malato di salmonella (o anche non malato, magari perché ne aveva poca) possa averci defecato sopra, e mangiando quel vegetale prendiamo appunto la salmonella.

La salmonella è mortale?

Possiamo dire che ormai si tratta di una malattia che, comunque, non è più mortale. Ma bisogna fare particolarmente attenzione specie in soggetti a rischio come i bambini e gli anziani.

Quali sono i primi sintomi della salmonella?

Diarrea, nausea, febbre e dolori addominali, generalmente entro 6–72 ore.

Quanto dura la salmonella?

Di solito tra 4 e 7 giorni, ma si può restare contagiosi più a lungo.

Si può prendere la salmonella dalle verdure?

Sì, soprattutto se irrigate o lavate con acqua contaminata.

Si trasmette da persona a persona?

Sì, soprattutto con scarsa igiene delle mani.

A quali alimenti fare attenzione

Visto che esistono specie di salmonella che possono colpire qualsiasi animale, gli alimenti a cui fare attenzione sono

  • uova
  • latte
  • carne cruda

E poi ci sono le preparazioni fatte con latte e uova prodotti a crudo (maionese, tiramisù). Da questo punto di vista, meglio comprare cose già pronte e comunque è sempre meglio utilizzare latte e uova di allevamento non biologico.

Salmonella e biologico

Leggo spesso che le persone consigliano di mangiare alimenti biologici per evitare il problema salmonella. Posso assicurare che non è così, e vi spiego il motivo. Tutti gli allevamenti sono controllati, a campione, per Salmonella, indipendentemente dalla tipologia. Se una salmonella entrasse in un allevamento intensivo e iniziasse ad infettare, ad esempio, le galline, ce ne accorgeremmo perché starebbero male tutte insieme. Lo stesso non vale nell’allevamento biologico. Di norma è all’aperto, ha una densità minore e può succedere che la gallina malata non trasmetta alle altre la salmonella. Ma può capitare che la passi nelle proprie uova che possono non essere controllate.

Per cui se uova e latte sono cotti il problema si evita, ma se devono essere consumati crudi per qualsiasi motivo, nonostante i benefici del biologico, è sempre meglio usare quelle di allevamento intensivo in questo caso. Anche se va contro alla propria filosofia, è un bene per la nostra salute.

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Valerio Guiggi

Classe 1988. Laureato in Veterinaria e abilitato alla professione, si è sempre interessato alla branca della veterinaria che si occupa di Sicurezza Alimentare e Ispezione degli Alimenti, discipline per le quali a fine 2016 diventa specialista. Nella vita si occupa di consulenza sanitaria e normativa ad aziende che producono alimenti. Da sempre appassionato di scrittura, diventa articolista parlando di tematiche tecnologiche nel 2011 per unire la sua passione alla sua professione dopo la laurea. Scrive su Tuttogreen da giugno 2015, occupandosi di tematiche inerenti la sicurezza e la qualità alimentare.

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