Tra natura e cultura, ecco il Parco delle Capanne di Marcarolo

di Claudio Riccardi del 17 settembre 2011

Nel cuore dell’Oltregiogo, tra la Val Lemme, la Val Polcevera e la Valle Stura si situa il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo.

Tra natura e cultura, ecco il Parco delle Capanne di Marcarolo

Istituito nel 1979, si estende per oltre 9.500 ettari, per un altitudine compresa tra 335 metri e i 1.172 metri del Monte delle Figne. Questa distesa di latifoglie, conifere e praterie rappresenta il punto più meridionale della Regione Piemonte, con il mar Ligure che in linea d’aria dista poco più di 10 chilometri.

La particolare posizione di transizione, anche climatica, ha conferito all’area connotati specifici di biodiversità: sui crinali rocciosi e nelle fitte boscaglie convivono specie tipiche della flora alpina e altre caratteristiche dell’ambiente mediterraneo. Rovere, castagno, pino nero e pino marittimo dominano alle quote meno elevate, più in alto inizia il regno del faggio, accompagnato da sorbo degli uccellatori e maggiociondolo.

E poi citiamo i prati xerici, le brughiere, i molinieti, e gli esemplari endemici, come l’agrifoglio dalle bacche gialle, una quercia sempre verde, mentre, nelle zone più ombreggiate, non è raro imbattersi in piante di fior di stecco. Interessante anche la vegetazione che contorna ghiaioni e rupi.

Ricca anche la presenza faunistica, a cominciare dagli uccelli rapaci: nibbi, poiane, astori e soprattutto il biancone. Quest’ultimo è scelto come simbolo del parco. L’habitat è favorevole anche per cinghiali, volpi, tassi, ghiri, pipistrelli, caprioli, daini, ricci, faine, lepri. Proliferano inoltre gli anfibi (geotritone italiano) e i rettili, con ben otto varietà di serpenti.

Il quadro faunistico si chiude con le numerose specie ittiche che popolano i numerosi torrenti che attraversano il territorio: le abbondanti acque del Lemme, del Gorzente e del Piota da Capanne riforniscono anche i bacini artificiali, utilizzati per la produzione di energia idroelettrica nonché per usi potabili per l’Acquedotto De Ferrari Galliera che fornisce l’acqua a Genova.

Il legame con la Superba è reso evidente anche dalle tracce di presenza antropica che da queste parti si sono accumulati nei secoli: la coltura estensiva del castagno, il taglio del legname da destinare ai cantieri navali, la presenza di strategiche vie di passaggio per il commercio, come la via dell’olio e del sale. E ancora, i ruderi che testimoniano le sanguinose lotte partigiane, e la presenza di luoghi di culto, come la chiesa di Santa Croce e la Cappella dell’Assunta, da sempre facenti a capo dell’Arcidiocesi genovese.

Nel Centro di Documentazione per la Storia e la Cultura Locale del Parco, presso il Palazzo Gazzolo di Voltaggio, si può prendere visione degli antichi strumenti di lavoro, e insieme osservare graziose tele di pittori genovesi.

Il centro storico di Voltaggio può rappresentare l’ideale punto di partenza per le escursioni nell’area protetta ma esistono altri otto punti di arrivo del traffico motorizzato e di partenza degli itinerari.

Ci si può muovere a piedi, in bicicletta oppure a cavallo, con l’opportunità di richiedere l’ausilio di guide specializzate. I percorsi prediletti conducono verso il Passo della Bocchetta, Cirimilla, il Lago Inferiore della Lavagnina, la Strada della Colma, il Ponte Nespolo, le Capanne Superiori di Marcarolo e il Valico degli Eremiti. A disposizione dei più curiosi e soprattutto delle scolaresche, il Consorzio di gestione mette poi a disposizione un eco-museo.

Il periodo più consigliato per visitare il Parco è la stagione primaverile, per osservare le fioriture e qualche animale, oppure quella autunnale, con un paesaggio reso suggestivo dai dolci colori dei boschi di faggio, di castagno o di rovere.

Numerose e attrezzate le strutture di accoglienza, dagli agriturismo ai B&B, passando per alberghi e aree di sosta per campeggiatori.

Degna di nota è infine la citazione del Marcarolo Film Festival, rassegna cinematografica organizzata ogni anno sul territorio limitrofo al Parco per promuovere attraverso lo strumento audiovisivo tematiche ambientali, naturalistiche e socio-antropologiche. La manifestazione coinvolge la Regione Piemonte, il Laboratorio Eco-musei, la Provincia di Alessandria, le amministrazioni locali e importanti realtà del mondo dello spettacolo.

Interessante soprattutto il videoconcorso Parchi in Campo, rivolto a cortometraggi e documentari realizzati all’interno di Aree Protette ed Ecomusei italiani, con proiezioni gratuite ospitate nei deliziosi centri storici dei paesini della regione che si svolge tra Ovada e Gavi.

Insomma, l’Oltregiogo e il suo Parco delle Capanne una meta diversa delle solite in una regione sospesa tra Piemonte e Liguria che si rivela insospettabilmente piacevole e con una meravigliosa natura poco contaminata dall’uomo.

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