Andrea Orlando, chi è il nuovo Ministro dell’Ambiente?

di Luca Scialò del 7 maggio 2013

Come noto, Andrea Orlando è il nuovo Ministro dell’Ambiente. Abbiamo provato a tracciarne una biografia ed è emerso che nella sua carriera politica si è contraddistinto per la militanza sin da giovanissimo nelle file del PCI prima e nel PDS e PD poi, ricoprendo varie posizioni prima a  La Spezia, sua città natale, nel consiglio comunale come assessore, prima alle attività produttive e poi alla pianificazione territoriale, che al Parlamento, dove nel 2006 diventa deputato.

Membro della Commissione Bilancio della Camera e componente della Commissione parlamentare Antimafia, alle ultime elezioni politiche è stato eletto alla Camera dei Deputati come capolista della lista PD nella circoscrizione Liguria.

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A questo punto una domanda sorge spontanea: cosa c’entra Orlando con l’Ambiente?

Perché, ancora una volta, questo Ministero diventa merce di scambio politico e non viene affidato a tecnici competenti? Con tutto il rispetto per l’onorevole Orlando, che sicuramente è una persona valida ma dal suo profilo non si evince un radicato spirito ambientalista.

Saprà farsi carico dei molteplici pèroblemi che affliggono il nostro BelPaese a cominciare dal grave dissesto idrogeologico e dal forsennato consumo del suolo?

Per non ricominciare a parlare di tutela del patrimonio storico-ambientale, promozione di buone pratiche ambientali, gestione dei rifiuti e loro riciclo e… ci fermiamo qui perché l’elenco è lungo e ormai noto a tutti quelli che hanno a cuore l’Italia.

Un dubbio ci viene, forse un tecnico evidenzierebbe (pretendendone la risoluzione) tutte quelle priorità ormai ataviche cui necessita il nostro Paese che la politica non può e non vuole permettersi di risolvere. Meglio allora avere un membro del proprio partito alla guida di questo Dicastero.

Ma questo è solo un dubbio.

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