Attenzione alla data! come si devono leggere le scadenze dei cibi freschi

di Claudia Raganà del 4 gennaio 2013

La legge italiana obbliga da tempo i produttori ad apporre la data di scadenza sui prodotti, in particolare sugli alimenti. Ma conosciamo le effettive modalità di deperimento dei cibi e come leggere le scadenze riportate sulle confezioni?

Per gli alimenti freschi, generalmente si deve rispettare la scadenza indicata, fornita sulla base della qualità dell’alimento, delle modalità di confezionamento e trasporto e del rispetto della catena del freddo nella conservazione in casa.  Alcune volte, invece, è possibile superarla, con qualche piccola accortezza.

Ecco le scadenze dei principali alimenti freschi, conservati in frigorifero ad una temperatura di +4 °C, in confezioni integre e sigillate.

Latte e latticini
Il latte fresco ha una scadenza di circa 7 giorni dalla data di confezionamento, ma è possibile consumarlo fino ad un paio di giorni oltre la scadenza, se ben conservato.
Lo yogurt può essere consumato anche dopo 7-10 giorni dalla scadenza, ovviamente dopo essersi accertati che non presenti cattivo odore, muffe o strani rigonfiamenti. Un mese (30 giorni) dopo la produzione, però, i fermenti lattici non saranno più vivi e il gusto potrebbe risultare più acido.

I formaggi freschi (ricotta, robiola, mozzarella, ecc.) sono molto delicati e una cattiva conservazione durante la produzione e il trasporto potrebbero innescare il processo di deperimento anche prima della scadenza riportata sulla confezione. Per questa ragione, soprattutto nei mesi più caldi, sarà bene anche anticiparne il consumo rispetto alla data di scadenza.

L’insalata in busta, al pari dei formaggi freschi, è un alimento molto delicato e le sue foglie si afflosciano rapidamente, se conservato per troppo tempo a temperatura ambiente. Anche in questo caso, se ne consiglia il consumo anticipato di qualche giorno rispetto alla scadenza.

Latte, latticini e insalata in busta, comunque, non comportano un rischio microbiologico rilevante, qualora il consumo avvenisse dopo la scadenza.

FOCUS: Il progetto “Save food from Fridge”, ovvero come conservare i cibi freschi senza frigo

Le uova invece richiedono un’attenzione particolare. Per legge, la loro scadenza si attesta intorno ai 28 – 30 gg dalla data di deposizione ma è bene anticiparne il consumo di 8-10 giorni, specialmente se si ha intenzione di usarle a crudo (crema, maionese, ecc.). Le membrane interne, infatti, alterandosi, favoriscono l’insorgere del batterio della salmonella, determinando un rischio microbiologico rilevante per la salute umana. Per consumarle crude è più opportuno utilizzare le uova selezionate come “extra-fresche”, ossia la cui data di deposizione risale al massimo ai 7 giorni precedenti.

La pasta fresca ha una durata di circa 60 giorni ma essendo un alimento sottoposto a cottura, può essere consumato oltre la scadenza (fino ad 1 settimana dopo) se ancora integro.

Affettati e wurstel: gli affettati e i salumi hanno una durata di 30-60 giorni e si consiglia di consumarli nel rispetto della scadenza, poiché soggetti ad alterazione batterica (listeria), dannosa per la salute umana.

I wurstel invece, durano più a lungo (2-3 mesi), ma è necessario rispettare la scadenza e non devono essere mangiati crudi, essendo preparati con carne ottenuta dalla spremitura delle carcasse dell’animale.

Anche il salmone fresco affumicato è facilmente contaminabile da listeria, pertanto se ne consiglia addirittura il consumo fino a 10 giorni prima della scadenza (che si attesta attorno ai 30-40 giorni).

Zuppe pronte: rispettare la scadenza e consumare cotta, dopo averla portata ad ebollizione. Questi prodotti hanno una vita di circa 30 giorni.

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