Biocombustibili pericolosi per la salute?

di Alessia del 18 agosto 2013

Abbiamo sempre parlato di biocombustibili come sane e valide alternative all’utilizzo del petrolio e del carbone, ma uno studio pubblicato su Nature sembra lanciare un nuovo interessante allarme: i combustibili naturali non sono del tutto ecosostenibili.

La ricerca portata avanti da Nick Hewitt e i colleghi dell’Università di Lancaster, in Inghilterra, parla chiaro: è stimato un aumento di almeno 1400 morti annuali entro il 2020, nella sola Europa, a causa dell’inquinamento indotto dai biocombustibili.

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Da cosa sarebbe dovuto tutto questo?

Gli alberi che vengono coltivati per la produzione di legna da ardere, quali pioppo, salici ed eucalipti, rilasciano nell’aria una sostanza chimica detta isoprene che, combinata all’ossido di azoto, darebbe vita al tanto temuto ozono, tra le principali cause delle morti di 22.000 persone all’anno in tutta Europa.

A quanto pare laddove sono presenti coltivazioni di questo tipo, le concentrazioni di isoprene andrebbero a determinare paradossalmente un aumento dell’inquinamento, a danno del suolo e dell’aria.

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Se l’incentivazione a ricorrere al biocombustibile è dettata dall’esigenza di ridurre le quantità di anidride carbonica nell’aria, come è possibile che adesso il problema si ripresenti ugualmente seppure sotto forme diverse?

Una delle soluzioni, suggeriscono gli studiosi, potrebbe essere quella di destinare le coltivazioni ad aree periferiche, lontano dai centri abitati, ma sappiamo benissimo che si tratta solo di una soluzione temporanea.

Per ora lo studio non è stato in grado di comparare i danni alla salute prodotti dal consumo dei due diversi combustibili, ma questi primi risultati dovrebbero allarmare la comunità scientifica prima che si rischi di andare a compromettere una situazione già abbastanza delicata.

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