I neonati pesano meno con l’aria inquinata

di Claudio Riccardi del 14 marzo 2013

Le polveri sottili che inquinano l’aria aumentano le probabilità che i neonati vengano concepiti sottopeso. Una probabilità che cresce del 3%, sulla base degli studi eseguiti dai centri di ricerca epidemiologica di 9 paesi industrializzati, tra cui Stati Uniti, Canada, Spagna, Corea del Sud e Australia.

Reso noto da riviste specializzate e dall’emittente americana Nbc, l’indagine ha preso in considerazione un elenco di contesti urbani, e messo a confronto il livello medio di inquinamento da particolato con il peso alla nascita di circa 3 milioni di bambini venuti alla luce entro un periodo predeterminato.

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Ne è venuto fuori che per ogni aumento di particolato pari a 10 microgrammi per metro cubo, il peso medio alla nascita scende di 8,9 grammi. Un dato preoccupante, perché con maggiori probabilità di nascere sottopeso aumentano le possibilità per il piccolo di contrarre tutta una serie di patologie ed elementi a rischio: incremento della mortalità infantile e maggiore possibilità di malattie cardiache e respiratorie, e varie sindromi comportamentali.

Nell’adulto, quello che procrea, si trova la spiegazione del fenomeno. Le donne incinte sono più vulnerabili agli inquinanti da gas di scarico di automobili e carbone, ed oltre alle mascherine da indossare quando si cammina per strada purtroppo non possono ricorrere particolari rimedi. Se non quello di uscire il meno possibile all’aria aperta, soprattutto nelle fasce orarie di maggior traffico.

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Altri suggerimenti, sono invece rivolti per tutelare i neonati. Si consiglia per esempio di utilizzare carrozzine e passeggini il più alti possibili, in modo che i nostri figli non siano proprio ‘all’altezza’ dei tubi di scarico delle auto, che sono la sorgente delle emissioni inquinanti più vicina. In casa preferire l’aspirapolvere alla scopa, tenere delle piante da appartamento che assorbono CO2 e aiutano a migliorare la qualità dell’aria e catturano in parte il particolato.

Ricordiamo che le polveri hanno origine dai processi di combustione (gas di scarico di veicoli a diesel o a benzina, processi industriali, produzione energia elettrica, riscaldamento domestico), e rappresentano l’inquinante più dannoso per la salute: sono costituite da svariate sostanze tossiche (solfati, nitrati, metalli) e, grazie alle piccole dimensioni, vengono trasportate anche a lunga distanza, penetrano negli ambienti chiusi, vengono facilmente inalate e possono raggiungere le diverse parti dell’apparato respiratorio.

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Normative sempre più severe cercano di limitare la diffusione di questa “piaga”, con risultati spesso soddisfacenti. Di fatto, tuttavia, le polveri continuano a circolare, soprattutto nei mesi invernali, favorite da condizioni meteo come il vento e i banchi di nebbia.

Un ulteriore dato inquietante che mette in luce il pericolo dell’inquinamento atmosferico anche per chi non è ancora nato!

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