Bimbi vegani, un pericolo o una scelta sana?

di Sara Tagliente del 25 ottobre 2011

Se la scelta vegana coinvolge profondamente lo stile di vita di chi decide di seguire questa alimentazione, la domanda che ci viene spontanea è se è giusto, corretto e salutare instradare anche i nostri figli verso questa dieta senza carne, pesce, latte e uova. Naturalmente, le opinioni in merito sono molto diverse e il punto di vista è la discriminante.

La Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, ad esempio, non ha dubbi sulla possibilità, per i genitori, di operare serenamente questa scelta sul bambino: da ricerche effettuate non varia il quoziente intellettivo rispetto ai bambini onnivori e il fabbisogno proteico può essere soddisfatto con altri cibi di natura non animale.

Tuttavia, anche il “fronte del no“porta molte motivazioni a suo riguardo. Sembra, anche se non c’è alcun supporto di ricerca scientifica, che i bambini vegani possano, in taluni casi, andare incontro a un leggero ritardo rispetto ai bambini onnivori, che comunque si recupera entro i vent’anni. Inoltre, è molto controversa la questione su alcuni alimenti considerati sostitutivi della carne – come burro di semi
oleosi, puree di legumi o avocado – se possano davvero ovviare alla carenza da ferro della carne nei primi anni di vita.

In realtà, quello che è sicuro è che una dieta vegana consente al bambino di mantenere il giusto peso corporeo e non andare incontro a problemi di obesità e diabete. Da questo punto di vista si tratta di un’opportunità e una scelta indubbiamente sana. Dal punto di vista culturale, è bene non avere fretta: il cibo, specie il junk food, viene proposto dalla tv e dalle riviste in maniera molto appetitosa e seducente e potrebbe generare nei bambini la voglia di provarlo.

Resta difficile spiegare al proprio bambino che per lui le cose potrebbero essere diverse dai suoi coetanei. Il consiglio è quello di condividere con lui la propria scelta ma di accontentarlo quando chiederà la carne: non rendere questa scelta pesante e proibitiva è l’unico modo di far capire loro il valore che porta con sé.

Resta da capire l’effettiva libertà di una scelta alimentare che pare “imposta” ai bambini da parte dei genitori più che proposta. Il veganesimo nasce pur sempre da un’impostazione ideologica importante (non mangiare nulla che possa portare all’uccisione di animali e possa contribuire al loro sfruttamento).

Non è facile condividere questo modo di pensare con i bambini attraverso la scelta di non mangiare alimenti animali. Quindi capita, data la giovane età, che sia una scelta subita grazie all’autorità e allo spirito di emulazione verso i genitori.

Quindi, se a livello nutrizionale è chiaro che la dieta vegana non priva il bambino delle sostanze che glis ervono per crescere, a livello decisionale, la cosa migliore, forse, sarebbe dare ai bimbi gli strumenti per capire e scegliere in autonomia, quando avranno l’età giusta per fare le loro personali valutazioni. Età che varia da bambino a bambino, a seconda della sua maturità e del suo livello di sviluppo psicologico.

Ai genitori l’ardua sentenza!

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