L’India a grandi passi verso lo stop alle sperimentazioni su animali

di Elle del 11 febbraio 2014

L’art. 51 della costituzione della Repubblica dell’India afferma che: “È dovere fondamentale di tutti i cittadini dell’India […] avere compassione per tutte le creature viventi“.
In base a questo articolo Jayanthi Natarajan, ministro per l’ambiente e le foreste, ha introdotto una legge che vieta i test animali nella ricerca o per fini didattici: è previsto, pertanto, il bando alla vivisezione all’interno di laboratori, università, scuole di medicina, scuole superiori e inferiori e ospedali.

In sostituzione all’utilizzo di modelli sperimentali animali, sono previsti filmati, dvd, simulazioni al computer e manichini.

La legge prevede anche che le infrazioni saranno punite con ammende pecuniarie e reclusione fino a 5 anni.
In questo modo si riuscirà a salvare la vita e a risparmiare atroci sofferenze a 19 milioni di animali.

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La notizia del bando delle sperimentazioni animali non è stata ovviamente ben accolta dall’industria cosmetica, al contrario del mondo scolastico e universitario.
Sebbene siano ancora praticabili i test su animali nell’industria cosmetica, la PETA India sta cercando di fare pressioni sul ministero della salute affinchè si arrivi all’abolizione anche in campo cosmetico, laddove la sperimentazione animale è obsoleta e decisamente non necessaria.

Nel frattempo, lo scorso 29 Gennaio, la PETA e tutti quelli che si battono contro la sperimentazione animale a beneficio di prodotti di largo consumo, hanno portato a casa una nuova vittoria: l‘India ha vietato la sperimentazione animale anche per tutti i prodotti per la casa.

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