L’Italia non si adegua alla nuova legge UE sul legno illegale

di Erika Facciolla del 10 ottobre 2014

Il traffico illegale di legname rappresenta un business da 150 miliardi dollari all’anno: è quanto afferma l’OCSE che in un recente studio ha fotografato lo spaventoso giro d’affari internazionale derivante dalle importazioni illecite nella sola Unione Europea ma l’Italia non si è ancora adeguata alla nuova legge UE sul legno illegale che vuole porre un freno a questa pratica vergognosa.

Per contrastare il fenomeno, dal 2013 l’UE ha introdotto una normativa molto strutturata che regolamenta le importazioni del legname da qualsiasi paese del mondo con l’obiettivo di attivare un maggior controllo su tutta la filiera e di rendere obbligatorie le verifiche dei fornitori in collaborazione con le autorità locali. Si tratta del Regolamento 995 (European Union Timber Regulation), ovvero la risposta più convincente sotto il profilo normativo che l’Europa sia stata in grado di fornire alla progressiva deforestazione che sta distruggendo i polmoni verdi più importanti del Pianeta.

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La notizia, però, non è questa. Il fatto che il nuovo quadro normativo preveda un certificato di origine legale per autorizzare il commercio del legno dovrebbe essere tranquillizzante, ma la verità è che l’Italia è tra i paesi membri a non aver ancora recepito in maniera funzionale il provvedimento adeguando il proprio sistema sanzionatorio e di controllo alle nuove direttive.

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Il nostro Ministero delle politiche agricole, infatti, dovrebbe mettere a punto un meccanismo di controlli, ispezioni ed eventuali quarantene su tutto il legname importato, in particolare quello di origine sospetta; parlando del nostro paese il condizionale è d’obbligo, tanto è vero che ad un anno e mezzo dall’entrata in vigore del provvedimento la situazione in Italia è ancora ferma al punto di partenza.

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Il decreto legislativo che dovrebbe dar seguito all’applicazione dell’EUTR è bloccato da maggio scorso e se il Governo non sarà in grado di accelerare i tempi dell’approvazione l’Italia andrà in contro alle sanzioni previste dalla Comunità Europea per l’inadempienza. A farci compagnia nella lista dei ‘somari’ ci sono anche Francia, Romania, Grecia, Lettonia, Slovenia, Croazia e Lussemburgo oltre a Spagna, Polonia, Ungheria e Malta: in tutti questi paesi, ad oggi, non ci sono strumenti idonei per controllare il traffico illegale del legname.

Immagine via Shutterstock

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