McDonald’s dà via libera anche in Europa al fast food OGM

di Luca Vivan del 6 giugno 2014

McDonald’s dà via libera anche in Europa al fast food OGM e quindi all’uso di alimenti geneticamente modificati nei suoi menù o di carne proveniente da allevamenti che fanno uso di soia OGM.

Il cibo OGM è piuttosto raro in Europa grazie ad una normativa comunitaria che ne ostacola fortemente la produzione e la diffusione. Tuttavia, oltre al cibo “diretto” che arriva sulle nostre tavole, come frutta e verdura, dobbiamo considerare la carne da animali allevati con la soia che spesso viene coltivata in Paesi dove gli OGM sono ben tollerati.

Il caso McDonald’s riaccende così la polemica. La multinazionale del fast food dal 2010 aveva vietato la carne nutrita a OGM nei suoi locali in Europa ma ora sta rivendendo la sua strategia, sostenendo che è sempre più difficile trovare soia non trasngenica.

In Germania, pare che i fornitori di carne di pollo si sono infatti lamentati del fatto di non riuscire più a garantire che i loro allevamenti siano liberi da mangimi OGM e così questo paese sarà il primo ad andare contro la direttiva del 2010.

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La maggior parte del becchime usato negli allevamenti da cui si rifornisce McDonald’s proviene infatti dal Brasile, famoso per la sua produzione massiccia di soia transgenica e dove di fatto è ormai difficile assicurarsi che questa non sia contaminata.

Secondo Greenpeace Germania è solo una questione di denaro, perché esisterebbe soia non OGM sufficiente a rifornire tutti gli allevamenti europei, ma questo significherebbe pagare fino ad un terzo del prezzo in più.

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In Francia la situazione pare diversa perché McDonald’s assicura di lavorare con i propri fornitori per garantire mangimi non transgenici, anche se in questo paese  le importazioni di soia provengono per quasi il 70% dal Brasile, di cui il 40% destinato unicamente ai volatili.

Si riaffaccia così il problema degli allevamenti industriali e di una sana alimentazione anche per gli animali, fatta di mangimi non transgenici e non importati da coltivazioni OGM sostenute dai governi.

Forse la soluzione della questione è a monte, nella scelta dei consumatori di nutrirsi con carni allevate con metodi meno intensivi, per mezzo di prodotti locali e garantiti da una filiera sostenibile.

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