I paesi poveri più a rischio per il cambiamento climatico

di Alessia del 4 luglio 2014

In base agli studi recenti condotti dagli analisti di Standard & Poor (S&P) a causa dei cambiamenti climatici indotti dall’uso sfrenato delle risorse naturali i paesi poveri più a rischio d’instabilità finanziaria.

E’ stato redatto un elenco dei Paesi più vulnerabili in questo senso, tra i quali spiccano Vietnam, Bangladesh, Senegal, Mozambico, Papua Nuova Guinea e Indonesia, per citarne solo alcuni.

Per la valutazione sono stati presi in considerazione 3 indici: la percentuale di popolazione che vive a meno di 5 metri  sopra il livello del mare, l’impatto della produzione agricola a livello economico e un indice di vulnerabilità stilato dall’Università di Notre Dame.

Il Lussemburgo, l’Austria e la Svizzera sembrano essere invece i Paesi meno vulnerabili, non a caso paesi decisamente benestanti!

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L‘innalzamento del livello del mare rappresenterà un grave rischio per le inondazioni con la conseguente devastazione dei campi agricoli. Inoltre i cambiamenti climatici metteranno a dura prova le popolazioni a causa della diffusione di epidemie e nuove malattie.

L’aspetto paradossale, come hanno notato gli esperti, è che il futuro dei Paesi che subiranno i danni peggiori dipenderà in larga misura dalle scelte intraprese da esponenti politici fisicamente lontani dalle zone a rischio.

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E’ un dato oggettivo che già dal 1980 i grandi disastri naturali sembrano essere in rapido aumento. Tempeste tropicali e inondazioni sono sempre più frequenti e ci ricordano puntualmente quanto possa essere impotente l’uomo di fronte alla forza devastante della natura, una natura che è stata deturpata per decenni per soddisfare i bisogni dei Paesi industrializzati.

I cambiamenti climatici e l’invecchiamento della popolazione sono, secondo gli analisti, i due fenomeni dominanti che metteranno a dura prova la stabilità finanziaria mondiale. Eppure saranno i paesi poveri più a rischio d’instabilità finanziaria a causa di questi eventi.

Se infatti per far fronte all’invecchiamento ciascuna nazione potrà adottare provvedimenti individuali per contenere il fenomeno, nel caso del surriscaldamento la situazione è così globalizzata e riguarda tutti quanti, perché ha assunto dimensioni mondiali,. Per questo l’azione di un singolo Paese cambierebbe di poco lo status quo: è necessaria un’azione globale e sinergica da parte di tutti.

Per maggiori approfondimenti:

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