Sicilia, bloccata per ora la realizzazione del sistema satellitare

di Luca Scialò del 17 aprile 2013

Il Governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha deciso: sarà un organismo tecnico indipendente a decidere sul MUOS.

In Sicilia con l’avvallo della precedente Governo regionale, l’esercito americano, per fini prettamente bellici e non certo civili, da diversi anni ha in cantiere un sistema radio chiamato MUOS, che dovrebbe essere realizzato a Niscemi, in provincia di Caltanissetta.

Si tratta di un complesso e potente sistema di rilevamento geospaziale costituito da grandi antenne paraboliche (dal diametro di 18,4 metri) per le trasmissioni verso i satelliti geostazionari e di trasmettitori ad alta frequenza (di 149 metri d’altezza), per rilevare in modo preciso il posizionamento geografico.

Le frequenze di trasmissione potrebbero raggiungere valori compresi tra i 30 e i 31 GHz, mentre i trasmettitori potrebbero arrivare tra i 240 e i 315 MHz. Tutte onde elettromagnetiche che penetreranno l’atmosfera ma anche i tessuti di ogni essere vivente del circondario.

Il terminale terrestre di Niscemi sarà una delle 4 infrastrutture sparse per il mondo che assicureranno il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare ad altissima frequenza progettata per collegare i Centri di Comando, i vari centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento ed i missili Cruise e i Global Hawk (velivoli senza pilota) delle forze armate USA.

Per il solo progetto in terra sicula l’esercito americano ha stanziato ben 33 milioni di euro. Originariamente la scelta era caduta su Sigonella, principale stazione aeronavale della Marina americana nel Mediterraneo. Poi è stata dirottata su Niscemi, dove esite fin dal 1991 un centro per  le comunicazioni tra forze e centri di comando con l’intelligence USA e le altre basi NATO.

Come era prevedibile, il progetto è stato osteggiato sia dalla comunità scientifica, i due periti chiamati a fare una valutazione sull’impatto dell’impianto radio, Massimo Zucchetti (ordinario di Impianti nucleari del Politecnico e research affiliate del Massachusetts Institute of Thecnology) e Massimo Coraddu (consulente esterno del Dipartimento di Energetica), hanno rilevato l’insostenibilità ambientale del nuovo impianto e le “gravi carenze” degli studi effettuati dagli statunitensi.

Nella valutazione redatta dalla US Navy nel 2008 – scrivono Zucchetti e Coraddu – non viene neppure esaminato quello che probabilmente è il peggiore dei rischi possibili: un incidente che porti all’esposizione accidentale al fascio di microonde, pericolosissimo e potenzialmente letale, anche per brevi esposizioni, a distanze inferiori a circa 1 Km‘.

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Nonostante gli scarni dati disponibili – aggiungono i due ricercatori – con la realizzazione delle nuove antenne si verificherà un incremento medio dell’intensità del campo in prossimità delle abitazioni più vicine pari a qualche volt per metro rispetto al livello esistente, con la possibilità del verificarsi di punti caldi, con un incremento del campo nettamente superiore. C’è poi il rischio di effetti acuti legati all’esposizione diretta al fascio emesso dalle parabole Muos in seguito a malfunzionamento od a un errore di puntamento. I danni alle persone accidentalmente esposte a distanze inferiori ai 20 Km saranno gravi e permanenti, con conseguente necrosi dei tessuti.

Le onde elettromagnetiche avranno pesanti effetti anche sul traffico aereo nei cieli siciliani ed in particolare sul vicino aeroporto di Comiso, prossimo all’apertura.

La potenza delle microonde del Muos può provocare interferenze nella strumentazione di bordo degli aerei portando ad incidenti anche in zone distantidecine di chilometri.

Lo stesso Zucchetti esprime perplessità per la decisione del governo. Lasciare gestire il Muos da un organismo indipendente è pericoloso. Si finirà con il dichiarare che il sistema non è veramente pericoloso. Per questo bisogna che specifiche e dati di partenza siano resi pubblici prima che il nuovo studio parta, così da poter verificarli.

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Di tutt’altro avviso l’assessore all’ambiente della Regione Sicilia che vede il Muos come una ‘vittoria’ per la Sicilia. E’ infatti stata proprio la giunta Crocetta ad affidare all’esito della perizia dell’ISS il futuro del sistema radio americano.

Anche il presidente della Commissione Ambiente siciliana, Giampiero Trizzino non avvalla il progetto però teme che si possa fare un passo indietro nella vicenda e che si autorizzi l’operazione.

Ancora più critici i rappresentanti del movimento che si oppone all’installazione del sistema satellitare. Proviamo sconcerto per l’atteggiamento del moderno Ponzio Pilato nostrano», afferma Concetta Gualato delle Mamme No Muos di Niscemi. «Quello che si temeva è successo, il passaggio della palla dal governo siciliano a quello nazionale, il tutto per tutelare i diritti di altri ma non degli italiani». A respingere l’ipotesi di ulteriori studi è pure il Coordinamento regionale dei Comitati No Muos. «Non ci fidiamo assolutamente dell’obiettività di autorità scientifiche indipendenti, spesso sensibili alle pressioni del complesso militare industriale – spiega Alfonso di Stefano – Mentre nella base Usa di Niscemi lavoravano ditte sprovviste della certificazione antimafia, si negava invece l’accesso all’Arpa, l’agenzia per la protezione dell’ambiente, boicottandone le misurazioni».

I ‘No Muos’ continuano a presidiare i cancelli della stazione di telecomunicazione di contrada Ulmo, pronti a riprendere i blocchi stradali nel caso in cui dovessero ripartire i lavori. Sabato 30 marzo si è tenuta una grande manifestazione nazionale a Niscemi per chiedere al nuovo governo di revocare in via definitiva le autorizzazioni. «Forse a Roma si sperava di disinnescare il nostro appuntamento», spiega Peppe Cannella, esponente dei comitati siciliani.

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