Come fare la spesa salva-ambiente? Ce lo dice Coldiretti

di Marco Grilli del 23 giugno 2014

Se tutte le famiglie adottassero uno stile di vita responsabile, a partire dai consumi e dalle modalità di fare la spesa, l’impatto positivo sull’ambiente sarebbe notevole, in termini di riduzione sia del consumo di petrolio che delle emissioni di gas a effetto serra, le quali potrebbero calare di oltre 1.000 Kg (CO2 equivalenti) all’anno per ogni nucleo familiare.

È quanto sostiene la Coldiretti, che ha recentemente elaborato un ‘Decalogo salva-ambiente’, dove sono elencati tutti quegli accorgimenti utili in cucina o nel fare la spesa per abbattere il ricorso ai combustibili fossili e, di conseguenza, quelle emissioni nocive che sono le principali responsabili del cambiamento climatico.

I comportamenti amici dell’ambiente sono vari e particolarmente efficaci. Quando vi recate al supermercato, ad esempio, potreste preferire l’acquisto di prodotti locali, che necessitano di minori trasporti inquinanti, o della frutta e verdura di stagione, meno esigente in termini di conservazione e quindi consumo d’energia.

Una spesa salva-ambiente passa anche dal riutilizzo delle borse della spesa o di quelle di tela oppure quelle in materiali biodegradabili, facendo attenzione anche alla riduzione degli imballaggi. Contribuiscono a tal fine la scelta dei prodotti sfusi o delle confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose.

Risultano interessanti anche le differenti modalità d’acquisto che si sono diffuse negli ultimi tempi, come la spesa ai mercati e la vendita diretta dei produttori, ispirati alla logica del Km 0, o le spese collettive dei gruppi d’acquisto solidale (perfino di condominio e d’ufficio), che diminuiscono sensibilmente i trasporti connessi ai prodotti alimentari e di conseguenza l’inquinamento.

Scopri cosa sono i… Gruppi di acquisto solidale – GAS

Esistono poi anche i modelli virtuosi in cucina, spesso ispirati ai comportamenti del passato. E’ il caso per esempio del riutilizzo degli avanzi, decisamente più utili se salvati dalla spazzatura e destinati alla preparazione di piatti originali e gustosi. Quello che si faceva una volta, quando le risorse erano limitate e si dovevano per forza ridurre gli sprechi per metter insieme un pranzo con la cena.

Se ifare una spesa salva-ambiente permette di ridurre i rifiuti, altrettanto importante è il ricorso alla raccolta differenziata, che consente di riutilizzare vetro, plastica, metallo e residui organici, con ulteriori risparmi energetici. Energia che, a sua volta, può esser ottimizzata da chi segue particolari criteri nella preparazione e conservazione dei cibi, ricorrendo a pentole e frigoriferi a basso impatto e gestendo correttamente quest’ultimi, per esempio posizionando bene i prodotti, facendoli ruotare o congelando quelli non utilizzati e integri, per prolungare la loro freschezza e durata.

«Ogni pasto percorre mediamente quasi 2.000 chilometri prima di giungere sulle tavole e la distribuzione commerciale dei prodotti alimentari, con i lunghi trasporti e le inefficienze di natura logistica, è tra le principali responsabili su scala globale dell’emissione di gas a effetto serra», sostiene la Coldiretti.

Solo per citare qualche esempio fornito dall’associazione di categoria, capita così che 1 Kg di ciliegie del Cile faccia quasi 12.000 Km con un consumo di quasi 7 Kg di petrolio e l’emissione di 22 Kg di CO2 per giungere sulle nostre tavole, o che 1 Kg di mirtilli argentini debba compiere più di 11.000 Km, bruciando 6,4 Kg di petrolio che rilasciano nell’atmosfera ben 20 Kg di anidride carbonica.

Non stupitevi, ora, se vi diciamo che la crisi economica ha avuto perfino alcuni effetti positivi in tema ambientale, se consideriamo  le tendenze degli italiani costretti a far di necessità virtù, che hanno progressivamente ridotto gli sprechi e i consumi energetici adottando modalità d’acquisto più responsabili, tese a privilegiare i prodotti locali, quelli sfusi ed a incrementare le spese collettive.

Secondo le analisi della Coldiretti, in questi ultimi anni segnati dalla crisi economica e finanziaria globale, la produzione di rifiuti da parte degli italiani si è ridotta dell’8%, facendo così calare la quota procapite a 504 Kg, 42 in meno rispetto al 2007. Un risultato che, sottolinea l’organizzazione dei datori di lavoro dell’agricoltura, «è il frutto dell’effetto congiunto dei minori consumi, dell’aumento degli italiani che riciclano, fanno aggiustare e riducono gli sprechi, ma anche di un atteggiamento più responsabile nei confronti dell’ambiente».

Nonostante questi dati, la situazione degli sprechi alimentari in Italia resta preoccupante, considerate le  quasi 5 milioni di tonnellate di cibo che finiscono nella spazzatura. Tuttavia, un certo ottimismo deriva dalle ultime rilevazioni, che hanno confermato la continua riduzione degli sprechi da parte del 73% delle famiglie.

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Tra questi cittadini più virtuosi in campo alimentare, sottoposti ad un’indagine condotta dalla Coldiretti in collaborazione con Ixé, è emerso che l’80% fa la spesa in modo più oculato, il 37% guarda con più attenzione alle date di scadenza, il 26% diminuisce le porzioni acquistate ed infine il 56% tende a riutilizzare gli avanzi in cucina.

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In conclusione, ecco il testo del ‘Decalogo della spesa salva-ambiente’, che vi consigliamo di prendere in considerazione per tutelare il nostro ecosistema… e quindi il nostro futuro!

1) Preferire l’acquisto di prodotti locali che non devono subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti;

2) Scegliere frutta e verdura di stagione che non consumano energia durante la loro conservazione;

3) Ridurre le intermediazioni fino a fare acquisti direttamente dal produttore […] per evitare passaggi di mano del prodotto che spesso significano inutili trasporti;

4) Privilegiare i prodotti sfusi che non consumano imballaggi come i distributori automatici di latte;

5) Acquistare confezioni formato famiglia rispetto a quelle monodose per ridurre il consumo di imballaggi per quantità di cibo consumato;

6) Fare acquisti di gruppo (anche in condominio) per ridurre i consumi di energia nei trasporti per fare la spesa;

7) Riutilizzare le borse della spesa e servirsi di quelle fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale o di tela invece di quelle in plastica;

8) Ottimizzare l’energia consumata nella preparazione e conservazione dei cibi con pentole e frigoriferi a basso impatto;

9) Ridurre gli sprechi ottimizzando gli acquisti e riscoprendo la cucina degli avanzi per evitare che finiscano tra i rifiuti;

10) Fare la raccolta differenziata per consentire il recupero di energia dai rifiuti prodotti.

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