Una cover adesiva ricarica l’iPad grazie alla luce solare

di Claudia Raganà del 14 maggio 2013

Se fosse possibile ricoprire qualunque superficie con un film trasparente di celle solari, quanta energia pulita si potrebbe produrre? Non abbiamo la risposta a questa domanda ma sappiamo che qualcuno ha deciso di affrontare questa sfida: ricaricare smartphone e tablet tramite energia solare immagazzinata nelle cover antigraffio.

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La Ubiquitous Energy, una start up americana, si prefigge di sviluppare delle pellicole trasparenti per ricoprire i nsotri piccoli gadget elettronici che siano a prezzi accettabili e applicabili su ogni superficie (dai vetri delle finestre, dai cellulari ai riproduttori mp3), che possano incamerare energia solare.

I ricercatori hanno sviluppato un sistema di celle fotovoltaiche in grado di trattenere le onde luminose tra la porzione ultravioletta ed infrarossa, lasciando però che la luce visibile vi passi attraverso, diversamente da quanto avviene nel fotovoltaico tradizionale, dove la luce viene incamerata tra la porzione ultravioletta e quella visibile, non consentendo quindi a quest’ultima di filtrare e rendendole opache.

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Questa tecnologia, inoltre, consentirebbe di eliminare proprio quella porzione di spettro solare più dannosa e che di solito viene schermata attraverso i vetri delle finestre (ossia infrarosso e ultravioletto).

Le celle solari trasparenti sono in genere composte da vari strati di materiale organico, deposti uno ad uno sulla superficie del vetro o sulla pellicola e questo rende agevole l’integrazione nei processi produttivi di pellicole trasparenti.

I film fotovoltaici, potrebbero dunque essere prodotti con gli stessi sistemi con cui vengono fabbricati oggi le pellicole di protezione solare che spesso si applicano alle finestre, garantendo così il contenimento dei costi.

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Va detto che il sistema di selezione dei livelli di spettro da far passare attraverso una superficie non è ad oggi visto altro che un prototipo, poichè non ha ancora dato i risultati ipotizzati in termini di efficienza e di trasparenza nella visibilità.

Esistono già dei sistemi di celle fotovoltaiche in grado di accumulare energia restituendo trasparenza ma non a livelli accettabili (si è raggiunto un 70%, mentre tablet e cellulari necessitano di almeno 80-90%); inoltre non riescono a garantire il massimo della luminosità se le celle sono sparse su tutta la superficie o se le pellicole sono estremamente sottili.

Il superamento di tali limiti è l’obiettivo che si pone di raggiungere la Ubiquitous Energy con le sue pellicole.

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Due sono le strade che la società sta percorrendo. La prima è ottimizzare gli standard di efficienza dei semiconduttori, creando delle particelle in grado di assorbire in modo efficiente non solo la parte ultravioletta dello spettro di luce ma anche le onde infrarosso.

La seconda via è quella di migliorare il livello di assorbimento della luce, tramite l’utilizzo di nanotecnologie e il miglioramento dell’interferenza ottica dei dispositivi fotovoltaici.

Dopo la generazione delle calcolatrici solari, sarà finalmente la volta dei dispositivi elettronici ricaricabili grazie alla luce del sole?

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