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Come avviene il riciclo dei pannelli solari?

Anche in Italia da diversi anni si sfruttano le fonti rinnovabili e il mercato del fotovoltaico, in particolare, è in crescita esponenziale, e dopo il boom del biennio 2010-2012, ad oggi si occupa di ben il 7% del fabbisogno energetico nazionale; ma, sebbene venga considerato da tutti come una tecnologia verde, ha un certo impatto ambientale legato al riciclo dei pannelli solari, perché i materiali nocivi contenuti in essi potrebbero danneggiare gravemente uomo e ambiente.

Come avviene il riciclo dei pannelli solari?

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In Italia solo oltre 100 milioni i moduli fotovoltaici installati, il 90% è stato realizzato con la tradizionale tecnologia di prima generazione a silicio cristallino. In termini di funzionamento, la durata media di un modulo fotovoltaico è di circa 25 anni, trascorsi i quali le sue prestazioni diminuiscono a poco a poco, rendendo successivamente necessaria una sostituzione o lo smaltimento.

Un pannello fotovoltaico è composto principalmente da celle di silicio cristallino sigillate tra due lastre di plastica (solitamente EVA, acetato vinil-etilenico) per proteggere le celle dagli agenti atmosferici; silicio e acetato vengono protetti ulteriormente da una lastra di vetro temperato e da una pellicola costituita da polimeri. Circa l’80% di un pannello fotovoltaico è dunque costituito  da vetro,  il 10% è di alluminio, usato per incorniciare il pannello, e solo il 5% è invece costituito dal silicio delle celle; mentre il 4% iè costituito da polimeri e il restante 1% è costituito da altri materiali.

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Tutto facilmente riciclabile, se non fosse che non è finita qui! Il fatto è che nei pannelli fotovoltaici vi sono anche quantità di piombo e cromo che, se non opportunamente smaltiti, potrebbero finire nei terreni, nelle falde freatiche e quindi nell’acqua potabile. Se è vero che vengono prodotti circa 80 kg di rifiuti per ogni kilowatt di potenza, e ipotizzando dunque per i pannelli una durata di 25 anni, la quantità di rifiuti fotovoltaici che l’Italia si troverà a dover affrontare tra una decina di anni corrisponde a quasi 1,5 milioni di tonnellate.

Ma la questione si complica quando andiamo inoltre a guardare la provenienza geografica dei pannelli: solo meno del 10% del totale installato in Italia è di produzione nostrana, un 50% arriva da altri Stati europei, mentre il resto è di provenienza cinese. Chi si occuperà dello smaltimento? Lo Stato di produzione o di utilizzo? E chi ne saranno responsabili, lo Stato o gli utenti finali?

SAI Come scegliere i pannelli solari?

A queste domande non è ancora stata data risposta. Riciclare i pannelli fotovoltaici ad oggi in uso significa comparare il costo di questo con le spese di trasporto necessari a coprire le distanze tra punti di raccolta e trattamento. Inoltre, in Italia il piombo e il cromo che dovrebbe venir dismesso ogni anno dai moduli fotovoltaici sarebbe solo superiore alle 10.000 tonnellate, un numero che sale a 30.000 se contiamo anche l’Europa.

Numeri esigui, se consideriamo che ogni anno, in Europa, vengono immesse sul mercato ben 800.000 tonnellate di batterie per auto, 190.000 tonnellate sono batterie industriali e 160.000 tonnellate  derivano invece da batterie portatili contenti metalli pesanti come ad esempio piombo e cromo.

Il riciclo dei pannelli solari è un processo complesso, che coinvolge diversi attori della filiera logistica – dalla raccolta al trasporto, dal trattamento alla dismissione – ed è un processo nient’affatto economico, e forse nemmeno conveniente.

Ci abbiamo mai pensato?

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La Ica

Web editor freelance per portali e siti che si occupano di viaggi, lifestyle, moda e tecnologia. Districatrice di parole verdi per TuttoGreen dal maggio 2012, nello stesso anno ha dattiloscritto anche per ScreenWeek. Oggi, pontifica su Il Ruggito della Moda, scribacchia di cinema su La Vie En Lumière, tiene traccia delle sue trasvolate artistiche su she)art. e crea Le Maglie di Tea, una linea di magliette ecologiche.

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