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Come riciclare i vecchi abiti usati online

Riciclare vecchi abiti è un’arte vera e propria. Contrariamente a quanto si può pensare, non è solo una prerogativa delle persone meno abbienti che devono fare i conti con il poco denaro a disposizione ma è praticata anche nell’alta società e nelle famiglie nobili.

Il principe Filippo di Edimburgo 87 anni, marito della regina Elisabetta, si è fatto riadattare un paio di pantaloni dal taglio rigonfio, il famoso buggy style di moda mezzo secolo fa. Star come John Malkovich ammettono di affezionarsi a una certa giacca o a un bel tessuto. E che dire del cappotto rivoltato di Enrico De Nicola, primo presidente della Repubblica!
Del resto, nelle famiglie di antica nobiltà e storica parsimonia, i Frescobaldi, i Serra, i Lanza, gli abiti importanti o gli smoking, sono conservati e passati da una generazione all’altra.

Ci sono figli che pescano nell’ armadio del padre, nipoti in quello del nonno (Lapo Elkann mixa i suoi vestiti con quelli di Gianni Agnelli, giacca doppio petto e mocassini viola) tailleur che passano da suocera a nuora. Silvia Urso Falck, per esempio, ha fatto rimettere a posto un’importante pelliccia di zibellino e notevoli abiti appartenuti alla madre del marito Giorgio. Giovanna Mezzogiorno, nel 2003, ha ritirato il David di Donatello indossando lo smoking del padre Vittorio, adattato alla sua figura sottile. Un gesto simbolico ma anche un modo per mantenere il legame con il passato.

Il riciclo degli abiti usati denota un maggiore attaccamento alle cose che suscitano ricordi del passato ed a quelle che legano a persone care.

Se volete modificare i vestiti che non si usano più, lo studio di design Vogt Weizenegger ha realizzato una postazione per lo scambio interattivo di abiti e accessori di abbigliamento.

Il più grande network al mondo di cultori del baratto è Freecycle con comunità locali in moltissime città, anche italiane dove barattare un po’ di tutto, anziché buttar via.

Il frugal fashion, cioè la nuova frontiera della moda low cost (scambiare, modificare, riciclare) ha già la sua Bibbia: fruwiki.com Per suggerimenti sull’arte di riadattare morsbags.com che insegna, tra le altre cose a trasformare una vecchia gonna in una nuova shopping bag.

Una tendenza da non imitare è, invece, quella della moda usa e getta delle grandi catene di abbigliamento come H&M e Walmart che hanno scelto la politica di distruggere i capi di vestiario non venduti.

Accogliamo, invece, l’appello lanciato nei giorni scorsi dalle donne della “Casa di Pinocchio”, il laboratorio artigianale che promuove il lavoro delle detenute del carcere “Le Vallette” di Torino. L’associazione ha appena depositato il proprio marchio: “Fumne”, cioè donne, in piemontese.

“Mandateci ciò che non utilizzate e che ingombra i vostri armadi. Entro Natale ve lo faremo ritrovare completamente trasformato”. “Le abili mani delle nostre sarte trasformeranno il capo o l’accessorio inviato”. Centrini che diventano uno scialle. Mentre da una vecchia giacca di renna può essere ricavata una borsa o un cappello”.
Per partecipare all’iniziativa è possibile spedire il capo d’abbigliamento o gli accessori che si vuole “rinnovare” presso lo spazio “Eventa” in  via dei Mille 42 (chi volesse consegnarlo a mano, può farlo nel pomeriggio dalle 15 alle 19). Ricordatevi di indicare chiaramente nome e cognome.

Prima di Natale sarà possibile ritirare la nuova borsa o il cappotto rivisitato (sempre presso lo spazio Eventa) e contribuire all’attività del laboratorio con una donazione in denaro oppure con filati e tessuti.

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Salvo

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