Le donne e sicurezza alimentare: un legame molto stretto

di Marco Grilli del 8 aprile 2015

E’ fondamentale legame tra donne e sicurezza alimentare: sono loro che possono portare a ridurre la povertà e la fame, questo purché abbiamo maggiori poteri decisionali e un riconoscimento del loro ruolo sociale.

In occasione della Giornata della donna 2015, le tre agenzie del polo alimentare delle Nazioni Unite hanno voluto ribadire come il ruolo femminile sia sempre più importante per garantire la tutela ambientale; le donne e la sicurezza alimentare sono legati indissolubilmente per far arrivare il cibo sulle nostre tavole.

Se promuoviamo la pari opportunità tra i sessi e conferiamo maggior potere decisionale alle donne, contribuiamo a rendere più efficaci gli sforzi per ridurre la povertà rurale.

Leggi anche:

Questa situazione è resa sempre più vera a partire dall’evidenza di un fenomeno rilevante e in crescita, ossia la progressiva “femminilizzazione dell’agricoltura”, dovuta al fatto che nei Paesi in via di sviluppo gli uomini sono sempre più attratti dalle possibilità dei centri urbani e dai lavori più gratificanti e remunerati, lasciando così le incombenze del settore primario proprio alle donne, che sono giunte oggi a rappresentare la metà della forza lavoro in questo campo.

Le società rurali sono sempre più società femminili, poiché le donne sono coloro che provvedono alla produzione e trasformazione degli alimenti, cercando di garantire cibo sicuro e di buona qualità a tutti i consumatori, partendo dalla propria famiglia.

Dobbiamo quindi ribaltare il nostro stereotipo che ci porta a considerare i lavori agricoli come affari di soli uomini, perché oggi sono sempre più donne coloro che sudano e faticano quotidianamente sui campi, per le varie incombenze legate alla nostra madre terra.

Anzi, in Africa e in altri Paesi in via di sviluppo, troppo spesso i lavori agricoli più pesanti gravano sulle spalle delle donne. Per migliorare le loro condizioni sociali ed economiche, dobbiamo far sì che venga maggiormente riconosciuto il ruolo essenziale che esse svolgono nelle economie rurali. Nelle aree rurali le donne hanno bisogno di maggiori opportunità per partecipare, migliorare le proprie capacità, ottenere accesso alle risorse ed essere coinvolte nei processi di produzione agricola e di commercializzazione. Bisogna dare loro il potere decisionale necessario a raggiungere la sicurezza alimentare e un’alimentazione di qualità. Per il loro bene e per il bene delle loro famiglie e delle loro comunità.

La direttrice esecutiva del World Food Programme in particolare ha sottolineato lo straordinario successo conseguito dal programma “Acquisti per il progresso”, che offre ai piccoli agricoltori la certezza di un mercato per il loro grano, invogliandoli quindi ad aumentare le produzioni e a conseguire migliori standard qualitativi. Ebbene, in soli cinque anni, il numero delle donne partecipanti alle varie organizzazioni di coltivatori sostenute da questo programma, attivo in 21 Paesi, si è addirittura triplicato.

Acquistando prodotti tradizionalmente coltivati da donne, come fagioli e soia, il Programma “Acquisti per il progresso” ha dimostrato il ruolo essenziale delle donne nelle aree rurali se si vuole eliminare la fame in tutto il mondo. Riproducendo su larga scala le lezioni apprese con questo programma del WFP si potranno garantire maggiori opportunità a un numero crescente di donne.

Acquisti per il progresso” fornisce degli incentivi per rendere conveniente la produzione di surplus di cibo, un fattore che può contribuire a combattere la malnutrizione. Generalmente, infatti, gli agricoltori dei Paesi poveri sono costretti a vendere il loro raccolto in anticipo, quando i prezzi sono bassi, poiché non possiedono i magazzini per conservare i prodotti, o hanno bisogno di denaro per saldare i debiti contratti per l’acquisto di sementi, fertilizzanti e macchine. Si offre quindi la formazione e le abilità necessarie a migliorare la qualità dei raccolti, garantisce l’accesso a nuovi mercati e, infine, migliora i sistemi di immagazzinamento permettendo agli agricoltori di aspettare il momento più conveniente per la vendita dei propri prodotti.

Tuttavia, sono ancora molti i passi da compiere per migliorare la condizione femminile nelle aree rurali, e solo la garanzia delle pari opportunità per le donne è la condizione fondamentale per aumentare la sicurezza alimentare in tutto il mondo.

Anche l’ONU pensa che ovunque nel Mondo, ed in particolare nei Paesi più poveri, le donne svolgano un ruolo fondamentale, contribuendo a provvedere al fabbisogno alimentare, e solo consentendo loro di sviluppare appieno il proprio potenziale si potrà limitare il problema dell’alimentazione.

Le donne e sicurezza alimentare: un legame molto stretto

Le donne e sicurezza alimentare: un legame molto stretto

In effetti, se prendiamo in considerazione qualsiasi indicatore di sviluppo, possiamo vedere come le donne delle aree rurali siano nettamente indietro sia rispetto agli uomini, che alle stesse donne che vivono in città. Le rappresentanti del ‘gentil sesso’ che lavorano nelle zone rurali hanno infatti meno possibilità rispetto agli uomini di accedere a risorse produttive e servizi. E tale diseguaglianza non è indolore, perché comporta perdite ingenti per le società in termini di minore produzione agricola, sicurezza alimentare e crescita economica.

La FAO, infine, rileva in una ricerca come nessun Paese del mondo abbia ancora raggiunto la parità tra i sessi che è invece un principio fondamentale dell’accordo fra 189 governi che portò alla firma della Piattaforma d’azione di Pechino vent’anni fa: «L’eliminazione della povertà, per mezzo di una crescita economica sostenuta, dello sviluppo sociale, della protezione dell’ambiente e della giustizia sociale, richiede la partecipazione delle donne allo sviluppo economico e sociale, la parità delle opportunità e la piena e uguale partecipazione delle donne e degli uomini in qualità di protagonisti e beneficiari di uno sviluppo durevole al servizio degli individui».

Cerchiamo di evitare che restino solo vuote parole.

Immagini via shutterstock.

Outbrain

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment