Gli eco-musei del Friuli, per valorizzare saperi e tradizioni

di Claudio Riccardi del 6 dicembre 2012

Il tutto in un unico contenitore, gli eco-musei che la Regione Friuli Venezia Giulia lancia come proposta turistica ideale per conoscere i segreti di un territorio dai caratteri umani, storici e naturali del tutto peculiari. La rete di eco-musei è l’occasione ideale per conoscere pratiche di vita e di lavoro, produzioni locali, saperi tradizionali, ma anche fenomeni di tipo fisico-biologico, legati all’ambiente.

Il circuito si compone di quattro strutture:

Eco-museo delle Acque del Gemonese. Incentrato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale, propone un nuovo modello di gestione del territorio valorizzando i siti naturali, come le sorgenti, i fiumi, i laghi dell’area Gemonese; è  situato ai piedi delle Prealpi Giulie.

Eco-museo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis. Acqua, sassi e mestieri sono invece i temi e i percorsi di questa struttura, situata nel territorio del pordenonese, in un contesto montano e rurale in cui la conservazione dell’identità e la salvaguardia del patrimonio locale rappresentano condizioni indispensabili per la crescita del territorio stesso e delle sue comunità. Particolarmente l’attenzione rivolta all’attività didattica, con laboratori, percorsi di scoperta, giornate di formazione.

Eco-museo Val Resia è situato all’interno del Parco Naturale delle Prealpi Giulie. Si articola di quattro percorsi che conducono ad altrettanti luoghi significativi del parco naturale per riscoprire natura e paesaggio, tradizione e cultura.

Eco-museo I Mistîrs, a Palauro (Udine) in Carnia, espone il rapporto tra popolazione e territorio attraverso il lavoro. L’eco-museo si propone di mostrare e nel contempo tutelare gli antichi mestieri, anche quelli finiti nel dimenticatoio. Con le attività didattiche nelle scuole, le raccolte etnografiche e i laboratori, associa alla cultura del “sapere” quella del “saper fare”.

Una visione inedita di una regione a volte poco conosciuta, appena emersa da un passato duro, segnata dalla tenacità della sua popolazione, ancora lontana dalle mete di massa, per una vacanza invernale o estiva. Il relax si può abbinare ad un tuffo nella vera storia di questi territori, delle loro antiche pratiche quotidiane e di quanta fatica quotidiana comportassero, magari abbinandoci un bel libro di Mauro Corona (GUARDA RECENSIONE: Come sasso nella corrente, libro di Mauro Corona).

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L’esperienza di viaggio si presenta molto interessante. Per maggiori informazioni si può visitare il sito istituzionale della Regione Friuli Venezia Giulia.

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salvo dicembre 7, 2012 alle 8:44 am

Accipicchia, che svarione… corretto, grazie!

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Nicolò dicembre 6, 2012 alle 10:06 am

Tutto ok ma attenzione al titolo… unico è maschile… Non vuole l’apostrofo! “Un’unico” è sbagliato.
Saluti e buon lavoro!

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