I musei della montagna di Reinhold Messner

di Diana Marchiori del 21 agosto 2011

Reinhold Messner è lo scalatore e alpinista più noto dei nostri tempi. Detenetore di innumerevoli primati alpinistici, al suo attivo conta 3500 imprese alpinistiche e durante le sue spedizioni ha attraversato a piedi AntartideGroenlandia, Tibet e i deserti Gobi e Takla Makan.

I musei della montagna di Reinhold Messner

Non solo ha trasformato la sua passione per la natura e le montagne in un lavoro, ma ha deciso di mettere le sue esperienze di vita a disposizione degli altri, riunendole in un grande progetto museale, il Messner Mountain Museum. Costituito da cinque strutture:  Firmian, Ortles, Dolomites, Ripa e Juvel, e aperto al pubblico dal 2006, il MMM si rivela un centro di rilievo che indaga il tema della montagna e della delicata relazione che l’uomo instaura con essa.

I cinque musei sono dedicati ognuno ad un aspetto particolare di questo mondo e si integrano fra loro completandosi  vicendevolmente.

Il centro del complesso museale è Messner Mountain Museum a Firmian, in italiano Castel Firmiano, un castello noto anche come Schloss Sigmundskron. Il Maniero è situato nella periferia sud-occidentale di Bolzano sulla destra dell’Adige ed è menzionato per la prima volta con il nome “Formicaria” (Formigar) nel 945.

Non a caso è stato scelto come cuore del polo museale, difatti, si tratta di un luogo importante per la storia del Sud Tirolo sin dalla seconda metà del 400, quando acquisì prestigio grazie al  principe del Tirolo Sigismondo il Danaroso. A metà del secolo scorso è divenuto un simbolo di autonomia altoatesina, prestandosi come sede per una grande manifestazione, volta a rivendicare l’effettiva autonomia provinciale dell’Alto Adige.

La parte più antica del castello, precedente alla sua costruzione, è la cappella dedicata ai Santi Biagio e Ulrico, che attualmente si trova nel punto più alto della struttura, dove sono ancora presenti esigui elementi dell’antico nucleo “Formigar”.

Inoltre i lavori di restauro più recenti hanno portato alla luce una tomba con resti di uno scheletro femminile risalente addirittura al periodo neolitico (probabilmente datata tra i 6.000 e i 7.000 anni).

Gli spazi dedicati agli allestimenti museali coprono una superficie di più di 1100 m2.  Nella Torre Bianca (Weißer Turm) è allestito uno spazio dedicato alla storia contemporanea. Nel castello è inoltre disponibile un’arena per conferenze, concerti e mostre.

In particolare il museo non vuole essere una mera esposizione di documenti inerenti alla montagna, ma intende porsi come un luogo di incontro tra montagna e genti, fornendo spiegazioni e informazioni sull’alpinismo, l’orogenesi delle catene montuose e le vette più celebri, oltre a porsi come un elemento architettonico prezioso per la storia locale.

Quest’anno il museo ospita inoltre la mostra temporanea “Free solo 1911 – 2011”,  dedicata al centenario del movimento dell’arrampicata libera, e visitabile fino al 20 novembre 2011.

Il museo è aperto al pubblico da inizio marzo a fine novembre, dalle ore 10 alle 18, con chiusura il giovedì ed è quindi ideale per piccole gite famigliari nel fine settimana.

Il Museo Juvel si trova a Castelbello – Ciardes in Val Venosta ed ospita la mostra intitolata ”Mito montagna: La dimensione religiosa”. Il tema della montagna come elemento sacro viene raccontato tramite dipinti e impreziosito dall’esposizione di oggetti tibetani, maschere provenienti da tutto il mondo ed equipaggiamenti usati da Messner durante i suoi viaggi. Lo Juvel è aperto  da settembre a novembre con chiusura il mercoledì.

Il Museo Dolomites, sul Monte Rite a più di duemila metri d’altezza a Cibiana di Cadore, propone l’allestimento “Dolomiti – Rocce: La realtà verticale” all’interno di un forte costruito durante la Prima guerra mondiale. Il Dolomites, dedicato all’elemento roccia e all’alpinismo dolomitico, è visitabile durante il periodo estivo dal 30 giugno alla fine di settembre.

Il Museo Ortles è sito a Solda contornato da cime suggestive. Espone la mostra “Ghiaccio – Ortles: Mondi di ghiaccio e cristallo” all’interno di una struttura sotterranea. Il tema del ghiaccio viene trattato sotto vari aspetti dagli sport come lo sci e l’arrampicata alle spedizioni ai poli. Accanto al Museo di Solda, noto per ospitare anche il corpo di un esemplare di giovane  yeti (contribuendo a spiegare la genesi delle leggende nate attorno a questa creatura) Messner ospita anche il suo allevamento di yak, il bovino originario dell’Himalaya portato in Italia dal re degli 8000. È visitabile tutto l’anno, escluso il periodo dalla seconda domenica di ottobre alla seconda domenica di dicembre e dalla prima alla quarta domenica di maggio, con chiusura il martedì.

La quinta struttura, il Museo Ripa, si trova nel Castello di Brunico, ed è stata inaugurata da poco. Il Ripa è dedicato al tema “Popoli di montagna: la realtà profana delle montagne” e fondamentalmente è nato per essere un luogo di scambio culturale tra la popolazione locale e i visitatori. Il museo sarà aperto dal 3 luglio fino al 1 novembre e dal 8 dicembre a fine marzo con chiusura il martedì.

Grazie al progetto portato avanti nel polo museale il mondo delle vette più impervie e dei paesaggi di ghiaccio e rocce viene scandagliato nelle sue varie sfaccettature per proporre sia a chi vive la montagna che ai semplici turisti punti di vista diversi ed inaspettati supportati dalla grande esperienza  e passione di Messner. Senza dubbio una visita anche ad uno solo dei cinque musei si presenta suggestiva e di valore.

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