In arrivo il primo hamburger con carne artificiale

di Alessandra Mambri del 1 dicembre 2011

Ogni anno nel mondo si producono 285 milioni di tonnellate di carne. Gli allevamenti e le coltivazioni preposte utilizzano tre quarti della superficie coltivabile del pianeta e consumano il 10% dell’acqua disponibile.

In arrivo il primo hamburger con carne artificiale

Inoltre, ai problemi ambientali si aggiungono quelli etici, legati al maltrattamento degli animali. Se l’alternativa naturale è il vegetarianesimo o il veganesimo, esistono anche delle vie più complicate, come l’idea stramba di produrre in laboratorio della carne artificiale.

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Tra le più realistiche soluzioni quella di un’equipe di scienziati olandesi che si basa  sulla moltiplicazione di migliaia di cellule staminali che vanno a formare delle strisce di tessuto muscolare. Il Professor Mark Post e il suo team di scienziati hanno utilizzato cellule staminali per creare il primo tipo di carne artificiale senza la necessità di allevare e di macellare il bestiame.

La “carne in vitro”, come è stata prontamente ribattezzata, è prodotta a partire da cellule staminali di suini alimentate con siero proveniente dai feti dei cavalli. Le strisce di muscoli create sono poi attaccate a fasce di velcro che le allungano per garantirgli la stessa costituzione ed elasticità della carne vera. Il risultato sono sottili striscioline di carne dalla consistenza molliccia e dal colore pallido per l’assenza di sangue e di mioglobina.

Oltre al colore spento poco convincente a cui, spiega il Prof. Post, si sta lavorando, poco o niente si sa sul sapore se non che la legislazione dei Paesi Bassi vieta di consumare tessuti organici creati in laboratorio e nutriti con prodotti animali. Esperti dell’Università di Amsterdam auspicano di risolvere il problema creando un nutrimento sintetico, capace di garantire alle cellule staminali tutto ciò di cui hanno bisogno per crescere.

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Un altro inconveniente è legato al prezzo decisamente alto, circa 250.000 euro per il primo hamburger prodotto interamente in laboratorio. Anche su questo “dettaglio” i ricercatori olandesi hanno proposto una soluzione: la vendita della carne artificiale ad un privato che realizzerà un sistema di produzione di massa rapido ed economicamente conveniente. L’obiettivo del professor Post è produrre il primo hamburger di carne artificiale al massimo entro un anno.

Una volta avviata una stabile linea di produzione e trovati i giusti accorgimenti , i vantaggi potrebbero essere considerevoli: costi e tempistiche minori, taglio degli allevamenti che porterebbe a una diminuzione di miliardi di tonnellate di gas serra e un consumo di terra inferiore del 99%.

Ma che dire del siero preso dal feto di cavallo e delle staminali suine? Il dottor Post pensa forse che queste siano fettine di carne che non danneggiano gli animali? Gli scienziati a volte non si rendono conto che per rimediare ad un problema ne causano un altro e che per avere veramente a cuore la salvaguardia del pianeta e della nostra salute basterebbe rinunciare alla carne!

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