Categories: Notizie

Inquinamento acustico a Roma: è capitale anche qui…

Non è probabilmente il problema più pressante della Capitale, ma anche l’inquinamento acustico a Roma è oltre la soglia di guardia: i numeri del fenomeno

Traffico selvaggio, clacson, schiamazzi notturni e movida: il peggior nemico dei romani che abitano nei quartieri nevralgici della capitale è l’inquinamento acustico. È quanto emerge da un recente studio condotto da Legambiente Lazio in collaborazione con Fondazione Sorgent Group che ha rivelato valori ben al di sopra dei limiti previsti dalla legge in 103 posti su 104 analizzati arrivando, in alcuni rioni, fino a 25 decibel (di giorno).

Inquinamento acustico a Roma: è capitale anche qui…

La leadership dei quartieri capitolini dove è più difficile dormire sonni tranquilli va a Trastevere dove nelle ore notturne l’inquinamento acustico provocato dalla movida sfonda addirittura quota 80 decibel. Una condizione nella quale la vita risulta davvero impossibile come ribadito anche dall’OMS che fissa a 65 decibel di giorno e 55 di notte la soglia di rumore ritenuta ‘accettabile’ (e stabilita anche dalla legge vigente).

Potrebbe interessarti: Orto diffuso a Roma: orti urbani per rivitalizzare la città

Le misurazioni eseguite – da Tor Pignattara a Lungotevere, da Campo de’ Fiori a piazza delle Coppelle – svelano un volto di Roma neanche troppo inedito. ‘Caciarona’, molesta, rumorosa e chiassosa, quasi fuori controllo. E se nei quartieri centralissimi della capitale i residenti non chiudono occhio, non sorridono neanche quelli delle prime periferie: ne sanno qualcosa gli abitanti che condividono la zona del Parco di Centocelle con la discoteca ‘Roma Vintage’ dove di notte la musica arriva a 72 decibel.

Inquinamento acustico a Roma: un problema che comincia a destare attenzione

Non va molto meglio nel Rione Monti, quartiere a due passi da Quirinale, con 78 decibel, a Campo de’ Fiori (77,6 decibel) e a piazza delle Coppelle, non lontano dal Senato e dal Pantheon (67,2 decibel). Una situazione difficile, come sottolineano i 2 mila esposti che ogni anno vengono presentati all’Arpa da cittadini esausti, a cui il Campidoglio stenta a rispondere con opportuni provvedimenti e piani di risanamento acustico come previsto dalla legge. A questo punto c’è da chiedersi: quante notti insonni dovranno sopportare i romani prima che le amministrazioni locali riescano ad ‘abbassare’ il volume?

Forse ti può interessare anche:

Published by
Erika Facciolla