Nuova Capanna del Monte Rosa: ecorifugio a 3000 metri

di Salvo del 24 Giugno 2010

La nuova Capanna del Monte Rosa è stata inaugurata nel 2009 ed ha sostituito quella storica risalente al 1895: la nuova Capanna si trova sui Ghiacciai del Rosa, sopra Zermatt, appena dopo l’arrivo del trenino del Gornegratt.

Nuova Capanna del Monte Rosa: ecorifugio a 3000 metri

Il nuovo rifugio o meglio Ecorifugio dispone di un sofisticato sistema energetico che rende il rifugio energeticamente autosufficiente al 90%. La nuova Capanna del Monte Rosa è stata progettata dal Politecnico di Zurigo e si distingue inoltre architettonicamente per una struttura a poligono irregolare dove le pareti esterne sono ricoperte da uno strato di alluminio e da ampie vetrate che si congiungono al tetto senza interruzione di continuità, con una forma simile a quella di un cristallo mentre gli interni sono realizzati completamente in legno.

L’autonomia energetica si raggiunge grazie alle «due risorse fondamentali presenti in loco, il sole e l’acqua», spiega Matthias Sulzer, direttore generale di Lauber IWISA, ufficio associato al progetto.

Per migliorare l’efficienza energetica dello stabile è stato installato un sistema computerizzato di gestione, supervisionato direttamente al Politecnico di Zurigo: Le informazioni sulle previsioni meteorologiche, il numero degli ospiti e il livello di energia vengono inseriti nel computer e analizzati attraverso un modello matematico. Il trattamento dei rifiuti, le installazioni solari e i sistemi di ventilazione possono così essere adeguati a seconda del bisogno.

Le finestre progettate dagli ingegneri del Politecnico di Zurigo inoltre grazie al sole riscaldano in modo ottimale l’interno del rifugio.

Il rifugio ha una capacità di 120 persone e produce il 90% della sua elettricità grazie al sole (16 KW) con i pannelli solari che sono integrati nella facciata sud. L’energia viene anche “immagazzinata” in batteria per essere adoperata all’occorrenza con una tecnologia identica a quella del progetto Solar Impulse di cui potete trovare qui notizie.

Il 10% del fabbisogno energetico ulteriore (picchi di consumo e condizioni  meteo non adatte ad energia solare) viene ricavato da un sistema a base di olio di colza.

In estate l’acqua dei ghiacciai viene raccolta e immagazzinata in un bacino situato a 40 metri dalla capanna. «La nostra sfida consisteva proprio nell’immagazzinare l’acqua per più di un anno senza farla ghiacciare durante l’inverno; è dietro allo strato di permafrost nella roccia», spiega Sulzer. Un sistema di micro filtro a base di batteri permetterà così di riciclare l’acqua prima di riutilizzarla per i bagni e la cucina.

Nuova Capanna del Monte Rosa: per concludere un esempio di efficienza energetica che ha ridotto ad un terzo le emissioni di CO2 rispetto al vecchio rifugio e che deve essere un modello da seguire per tutti gli altri rifugi alpini, da non perdere una visita!

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