Design sostenibile

Quali sono i musei green?

I musei ecosostenibili in Italia e nel Mondo

Speciale musei green.
Quando si parla di musei viene spontaneo immaginare luoghi sacri dove la cultura regna sovrana, magnifici edifici senza tempo, scrigni di reliquie, protettori indefessi di quel patrimonio di bellezza, armonia e scienza che rappresenta la parte migliore dell’essere umano attraverso i secoli; quello che non si immagina è che i musei sono, tra gli edifici pubblici, i maggiori consumatori d’energia. A causa degli impianti di climatizzazione, dei dispositivi di sicurezza e per l’illuminazione costante è stato calcolato che la  loro bolletta energetica può oscillare dai 780 ai 1280 GW annui, una spesa considerevole anche per quelle strutture largamente visitate dal pubblico pagante.
La situazione potrebbe essere nettamente migliorata attraverso piccoli  e grandi accorgimenti: dalla semplice sostituzione delle normali lampadine, con quelle a basso consumo, all’installazione di impianti, la dove fosse possibile,  per la produzione di energia rinnovabile.
I benefici nel trasformare un edificio pubblico in uno eco-compatibile sono largamente dimostrati, al punto che molti musei nel mondo stanno sostenendo spese considerevoli per adeguare i propri sistemi, perché risparmiare sulla bolletta della luce significa poter investire nella manutenzione e nel restauro delle opere e anche degli edifici che le conservano.
Molte realtà museali si sono già attivate in un’ottica green. Facciamo il giro del mondo insieme per andare a scoprire gli edifici più performanti.

Quali sono i musei green?

Le caratteristiche che devono avere i musei green

Pe essere ritenuta green, una struttura museale deve presentare requisiti di sostenibilità a su più livelli: ambientale, sociale ed economico.
Per quanto riguarda la struttura fisica dell’edificio, ci sono vari accorgimenti da poter mettere in atto per ridurre l’impatto sull’ambiente:

Per poter essere definito “sostenibile”, un museo deve anche essere un luogo inclusivo, aperto alla diversità e facilmente accessibile alle persone disabili.

I musei green devono altresì farsi promotori di una cultura green, sensibilizzando il pubblico sul tema green, con iniziative educative ad hoc, ed incentivando i visitatori a mettere in atto le best practices. Ad esempio, si potrebbe pensare di applicare particolari sconti sul biglietto d’ingresso a coloro che raggiungono il museo in bicicletta o usando i mezzi pubblici.

Musei green nel Mondo

Academy of Sciences di San Francisco

Il primo posto nella categoria dei musei green, però, va sicuramente assegnato agli Stati Uniti che, oltre a vantare una particolare attenzione al risparmio energetico in molte strutture già esistenti, hanno stanziato una notevole quantità di fondi per il loro fiore all’occhiello, la California Academy of Sciences a San Francisco.

Nato sulle macerie del terremoto del 1989, il progetto ha in se qualcosa d’italiano, il suo ideatore è infatti Renzo Piano, che ha reso il museo della scienza un paradiso per l’uomo e per l’ambiente. Le strutture si fondono con la terra al punto che il tetto scompare per dare vita ad un meraviglioso giardino verde lussureggiante. Gli spazi interni sono altissimi, resi quasi trasparenti dalla luminosità che si riflette sulle migliaia di specie vegetali presenti.

L’aria condizionata è stata sostituita con finestre apribili che permettono al bizzoso tempo della Frisco’s bay di spingere all’interno dell’edificio le sue fresche brezze, mentre pannelli solari forniscono energia per l’illuminazione; le strutture metalliche sono composte per l’85% di materiale riciclato e, come isolante, sono stati utilizzati gli scarti dei blue jeans, un omaggio storico al loro ideatore che nacque proprio in questa città.

Oltre a tutto ciò, la California Academy of Sciences si impegna a promuovere e sensibilizzare i suoi visitatori alla sostenibilità.

L’Ermitage di San Pietroburgo

In pole position sulla ondata verde, in ordine di tempo, c’è l’Ermitage, che ha ridotto il consumo energetico del 60%, semplicemente convertendo il sistema di illuminazione tradizionale con l’impiego di lampadine a risparmio energetico.

L’Ermitage occupa uno dei primi posti sul podio dei musei più eco-sostenibili del mondo, sia per la grandezza dell’edificio che per l’importanza del museo stesso.

Opera House di Sydney

L’iconico edificio che sulla baia di Sidney genera il famoso skyline, è diventato “carbon neutral”. Il 24 settembre 2018, L’Opra House è stata infatti premiata dall’Australian Government’s National Carbon Offset Standard (NCOS) per i risultati raggiunti in termini di riduzione delle emissioni di carbonio, con 5 anni d’anticipo rispetto ai termini prestabiliti.

Grazie alla sostituzione delle lampadine nella sala concerti con lampade LED, è stato possibile ridurre i consumi energetici del 75%.

Inoltre, è bene precisare che i consumi di energia e di acqua della struttura vengono costantemente monitorati.

Museo di Storia Naturale di Shanghai, Cina

Sviluppato su un’area di 44.500 metri quadrati, il Museo di Storia Naturale di Shangai si presenta come uno spettacolare edificio a forma di conchiglia nautilus.

Costituito da 6 piani espositivi, vanta un atrio luminosissimo, alto 30 metri, illuminato dalla luce naturale che filtra da una parete di vetro che ricorda la struttura cellulare delle piante. La temperatura interna è regolata da un sistema geotermico; inoltre, l’edificio è anche dotato di un rivestimento che massimizza l’assorbimento dell’energia solare.

Infine, il tetto e una parete verdi purificano l’aria e funzionano da coibentati per la struttura, limitando gli sbalzi termici e l’inquinamento acustico.

Musei green in Italia

MuSe, il Museo delle Scienze di Trento

Inaugurato nel 2013 a Trento, il MuSe (Museo delle Scienze) è un museo ecosostenibile ospitato in una struttura progettata da Renzo Piano e dal suo studio.

L’ecosostenibiltà del MuSe è da ricondurre principalmente ai materiali ecosostenibili, alle tecniche costruttive e di risparmio energetico.

Per i materiali è stato fatto largo uso di materiali locali, come la pietra Verdello, e di altri materiali rinnovabili come il legno e il bambù.

Sviluppato su 6 piani (di cui uno interrato), il museo è dotato di pannelli fotovoltaici e geotermici. Un sistema centralizzato e meccanizzato regola in maniera automatica le tende a seconda delle condizioni climatiche.

In alcuni ambienti, gli spazi sono stati concepiti in modo da poter sfruttare la luce e la ventilazione naturali, così da ridurre i consumi pur garantendo ambienti confortevoli.
È installata anche una cisterna per il recupero dell’acqua piovana.

Il 13 giugno 2013, il MuSe ha ottenuto la certificazione LEED Gold, rilasciata dal Green Building Certification Institute di Washington D.C. È il primo museo italiano ad aver ricevuto questa certificazione.

Mart di Rovereto, fra i musei green italiani

A Rovereto ha sede il Mart, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea che ospita numerose opere dedicate al Futurismo e alla Metafisica, oltre a opere di arte concettuale e sperimentazioni più attuali.

Il Mart ha sede in un edificio progettato dall’architetto svizzero Mario Botta, con la collaborazione di Giulio Andreolli, ingegnere di Rovereto.

Dal punto di vista delle pratiche sostenibili, il Mart è dotato di un software speciale che permette di controllare le luci, con conseguente risparmio in bolletta di circa il 25%.

Tra l’altro, è da ricordare il fatto che proprio nella sede del Mart, il 24 ottobre 2014, ha avuto luogo il primo convegno a impatto zero, dal titolo: “Turismo Sostenibile & Expo 2015 – Arti e saperi per raccontare il territorio”.
Le emissioni generate per la realizzazione dell’evento sono state compensate del tutto con progetti di riforestazione. Oltre all’atto concreto, l’evento rappresenta un segnale di attenzione alle tematiche ambientali.

MMM Corones sul Plan de Corones

Situato a 2275 metri di altezza, sul Plan de Corones, il MMM Corones è un museo dedicato all’alpinismo tradizionale, il sesto dei Messner Mountain Museum.

Il Plan de Corones è una montagna antropizzata; pertanto, questo museo si inserisce in un contesto in cui si cerca di sfruttare tutto l’anno le infrastrutture esistenti. Los tesso Messner ha infatti avuto modo di dire: “essere sostenibili non significa unicamente preservare una natura incontaminata ma anche quella modellata dalle attività umane nel giro dei millenni, come accade appunto in Alto Adige, una regione che tanto del suo fascino deve proprio all’attività umana in armonia con il paesaggio.”

La struttura che ospita il museo è stata progettata Zaha Hadid, insieme a Messner.

Il 23 luglio 2016, in occasione dell’inaugurazione del museo, il museo ha ricevuto la targhetta CasaClima. Il MMM Corones è dunque il primo museo italiano in classe A.

Musei green: l’Eco museo Terra del Castelmagno in Valle Grana, Piemonte

L’eco museo Terra del Castelmagno, nella Valle Grana, in Piemonte, è nato nel 2007 allo scopo di far scoprire, valorizzandole, alcune attività tradizionali, e di ripristinare antichi percorsi di collegamento. Proprio in questo territorio viene prodotto il Castelmagno, uno dei formaggi italiani fra i più rinomati, di cui sono stati valorizzati i luoghi di produzione. Difatti, il cuore dell’eco-museo è il caseificio di Pradleves.

L’eco museo racconta la storia della terra come suolo ed anche come luogo caratterizzato dagli stili e dalle abitudini della cultura occitana. Si tratta quindi di un progetto integrato che riguarda le varie attività della valle: architettura, lavorazione del legno, coltivazione e macinazione di cereali e castagne, fucine e la vecchia centrale idroelettrica.

Nell’ambiente in cui l’eco museo si trova, ci sono vari itinerari da percorrere in bici che si snodano tra pascoli, boschi di castagno, frutteti e prati di tarassaco.

Museo Salvatore Ferragamo a Firenze

A Firenze, il Museo Salvatore Ferragamo è la dimostrazione che si può fare qualcosa in termini di sostenibilità ambientale anche nel campo della moda.

Nel 2016, il Museo Salvatore Ferragamo si è aggiudicato il premio come primo museo aziendale Green d’Italia, ottenendo il riconoscimento internazionale ISO 14064 relativo alle emissioni di CO2 dichiarate, e connesse alla propria attività.

Inoltre, negli ultimi anni, il museo ha ottenuto anche altre certificazioni importanti, grazie a proposte sostenibili che sono state realizzate per mostre ed eventi.

Eco museo delle Miniere di Gorno (BG)

In provincia di Bergamo, l’eco museo delle Miniere di Gorno vuole rinsaldare il legame della comunità locale con le sue radici, per anni legate all’attività di estrazione, attraverso interventi di ricerca, salvaguardia e valorizzazione della cultura del territorio.

Plessi Museum sull’Autostrada del Brennero

Inaugurato nel 2013, il Plessi Museum è il primo museo in Italia collocato in autostrada. Un modo alternativo per fare una sosta durante un lungo tragitto in auto.

Sviluppato su 13.000 metri quadri circa, questo spazio museale ospita installazioni, disegni e video di Fabrizio Plessi, artista di arte contemporanea internazionale che ha curato anche gli allestimenti del Plessi Museum.

La particolare collocazione, rende la struttura uno strumento di grande valorizzazione del territorio.

Musei green a Roma

Vediamo ora due esempi di musei sostenibili nella capitale.

Museo Explora di Roma

Explora di Roma è un museo no profit dedicato ai bambini, dove i più piccoli possono vivere, insieme alle loro famiglie, un’esperienza divertente e stimolante, volta ad incoraggiare i più piccoli al desiderio di apprendere.

Dal punto di vista energetico, questo museo ha installato due impianti fotovoltaici che, ogni anno, producono 40mila kWh di elettricità pulita.

Per la sua gestione, Explora non riceve finanziamenti pubblici. La mission di questo eco museo è incoraggiare il desiderio di apprendimento che è innato in ogni bambino, attraverso proposte ed esposizioni stimolanti, messe a punto per le varie fasce d’età.

MAXXI di Roma

Sulla base del progetto “MAXXI sostenibile”, il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo ha in atto parecchi interventi colti ad un rinnovamento in ottica green.

  • Installazione di pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di arrivare alla carbon neutrality.
  • Ridefinizione degli spazi esterni con la creazione di una nuova area di verde urbano con orti produttivi
  • Applicazione di un film di fotovoltaico sulle vetrate dell’edificio
  • Utilizzo di coppi e tegole fotovoltaici
  • Allestimento delle mostre sfruttando pannelli e strutture provvisorie usati nelle esposizioni precedenti

Con la messa in atto di tutti questi interventi, il MAXXI dovrebbe essere in grado di coprire un terzo del suo fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili. La restante parte, verrà soddisfatta attraverso la creazione di una comunità energetica adiacente al MAXXI.

Musei green in Europa

Museo Quai Branly di Parigi

A Parigi, vicino alla Torre Eiffel, il Quai Branly Museum, museo etnologico dedicato alle culture primitive di Africa, Asia, Americhe e Oceania, ha installato un grande giardino verticale: un muro vegetale di 800mq che, oltre ad incrementare l’aria verde cittadina, minimizza le dispersioni termiche dell’ambiente, sia in inverno che in estate.

Ma non è tutto, perché nel Quai Branly Museum sono installati anche pannelli fotovoltaici e sonde geotermiche per il riscaldamento.

La facciata verde che caratterizza questo museo (si dice che il museo sia divenuto proprio per questo) è opera di J. Nouvel.

Kunst Haus a Vienna

La Kunst Haus di Vienna è un esempio di sostenibilità, opera di Friedensreich Hundertwasser, pittore, architetto ed ecologista. Nel 2018, la Kunst Haus è stato il primo museo a ricevere l’Ecolabel austriaco.

La struttura presenta una rigogliosa facciata verdeggiante, mentre attorno all’edificio crescono più di 260 tipi di piante.

Grazie alla completa ristrutturazione effettuata nel 2023/24, l’edificio ha migliorato la sua efficienza energetica del 75%.

Sul tetto del museo ci sono due alveari, il cui miele bio è venduto presso lo shop del museo.

Fondazione Opale in Svizzera

La facciata della Fondazione Opale (una volta Fondazione Pierre Arnaud) si specchia nel Lago di Louchè, in Svizzera.

Questo polo culturale di arte moderna e contemporanea è stato progettato sulla base dei criteri di efficienza energetica e nel pieno rispetto dell’ambiente.

La facciata è rivestita da grandi pannelli fotovoltaici che soddisfano il fabbisogno energetico per l’illuminazione del centro, garantendo al tempo stesso l’isolamento termico utile per le opere d’arte conservate all’interno.

Sulla terrazza panoramica si sviluppa un giardino pensile dove crescono piante ormai difficili da trovare, come le stelle alpine.

 

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