Quando l’hotel vuole solo risparmiare sul costo della lavanderia… il cambio asciugamani

di Eryeffe del 7 dicembre 2015

Turismo e ambiente: un binomio sempre più inossidabile, sopratutto da quando la ricerca di pratiche sostenibili e a basso impatto ambientale è diventato un parametro fondamentale anche nella scelta delle strutture alberghiere in cui trascorrere una vacanza o un breve soggiorno.

Secondo un recente sondaggio, per il 79% dei viaggiatori di tutto il Mondo, infatti, la scelta dell’hotel è subordinata ad una serie di discriminanti, tra le quali l’attenzione che la struttura dimostra di avere per l’ambiente e le relative certificazioni conseguite.

Una tendenza, questa, dietro la quale può però nascondersi il rischio greenwashing da parte dei soliti furbetti che mascherano dietro slogan altisonanti pratiche che nulla hanno a che fare con l’eco-sostenibilità. Ricordate di cosa si tratta? Di un comportamento ingannevole adottato da un soggetto erogatore di beni e/o servizi che promuove programmi ‘green’ mascherati da tutt’altre motivazioni.

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Nel caso degli hotel, un classico è l’ormai famigerato ‘cambio degli asciugamani’, ovvero quella pratica con cui i gestori degli hotel esortano i propri ospiti a fare un uso parsimonioso della biancheria da bagno per ‘salvaguardare l’ambiente’. Ma cosa c’è dietro questa apparentemente virtuosissima abitudine?

In molti casi niente più di un astuto tentativo di risparmiare sul costo della lavanderia con la scusa dell’eco-sostenibilità. Nella maggior parte dei casi, insomma, succede che il cliente è invitato a fare un uso accorto della biancheria in dotazione, ma la toilette è piena di prodotti in boccette di plastica e non si vede nemmeno l’ombra di un cestino per la raccolta differenziata.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato dal Journal of Contemporary Hospitality Management, condotto da Imran Rahman, Jeongdoo Park e Christina Geng-qing Chi, ricercatori della Washington State University.

Questo gruppo di studiosi ha analizzato l’esperienza di viaggio di oltre 3.000 viaggiatori in molte strutture americane per capire la veridicità del rapporto tra le dichiarazioni di attenzione ambientale degli hotel, la percezione del cliente e l’effetto di quest’ultima sulle scelte del posto in cui alloggiare. Manco a dirlo, l’indagine ha appurato che moltissimi hotel erano in realtà privi di certificazioni ambientali nonostante gli slogan, e che molti dei buoni propositi pubblicizzati in chiave ambientale non erano in realtà messi in pratica.

Tutto questo, però, ha un costo. Lo studio, infatti, dimostra che il cliente realmente intenzionato ad attuare pratiche green anche quando è in vacanza è particolarmente sensibile a questo genere di inganni ed è pronto a boicottare la struttura o l’intera catena alberghiera in maniera definitiva.

Come dire che il finto green, una volta smascherato, ha davvero una vita molto corta…

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