Turismo sostenibile: nasce la prima scuola

di Simona Treré del 7 maggio 2014

Al via la prima scuola di Turismo sostenibile in Italia

L’ecoturismo – ossia il modo di viaggiare responsabile, nel rispetto dell’ambiente e del benessere delle popolazioni locali – sta trovando negli ultimi anni sempre più riscontro. Iniziano a essere numerosi coloro che scelgono mete a favore del viaggio slow o “zaino in spalla”, soggiornano in piccoli alberghetti locali e prediligono ristoranti legati al territorio che si sta visitando.

In questo contesto è nata ASTA, l’Alta Scuola di Turismo Ambientale: la prima scuola italiana dedicata al settore dell’ecoturismo. La scuola ha appena concluso il suo secondo corso, promosso da diversi soggetti fra cui il Parco Nazionale delle 5 Terre, Legambiente,  i comuni del Parco, AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Vivilitalia e Federparchi.

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Il corso ASTA intende non solo aumentare l’istruzione nel campo del turismo (che in Italia conta soltanto il 5% dei laureati rispetto al 12% della media europea), ma si pone anche l’obiettivo primario di formare operatori turistici che abbiano le competenze necessarie per valorizzare le risorse ambientali e le comunità locali, in modo da incoraggiare un approccio turistico sempre più sostenibile.

Il corso sul turismo sostenibile si è sviluppato attraverso lezioni in aula, visite sul territorio e incontri con professionisti (per maggiori informazioni potete visitare il sito www.vivilitalia.it).

Spostare l’interesse da un turismo di massa a uno di qualità, oltre che essere più sostenibile, può portare risultati in termini economici e di occupazione. E ci sono alcune Nazioni che l’hanno capito già da tempo.

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Un chiaro esempio di turismo sostenibile è la pista ciclabile lunga più di 300 km realizzata lungo il Danubio, tra Passau e Vienna, che richiama 60.000 ciclisti all’anno e che si è rivelata un ottimo investimento: per realizzarla sono stati spesi 28 milioni di euro, ma il ritorno economico è pari a 70 milioni di euro annui!

Se sul Danubio si ottengono quei risultati perché non scommettere su una ciclabile sull’Arno?” si chiede Sebastiano Venneri, il presidente di Vivilitalia, la società che organizza il corso ASTA sul turismo sostenibile. E aggiunge che “bisogna investire sul capitale umano per costruire progetti capaci di valorizzare e mettere in rete i territori”.

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In verità, anche in Italia ci sono casi da imitare, come l’esempio delle Cinque Terre in Liguria: i 150 km di sentieri escursionistici realizzati sul territorio rendono la località appetibile a molti dei visitatori, che la trovano una meta interessante da visitare al pari di Roma, Milano, Venezia o Firenze. I numeri sono chiari: 220 milioni di fatturato annuo e l’80% dei turisti è straniero.

Per l’Italia il turismo rappresenta ancora una fonte di sviluppo occupazionale ed economico in momento di forte crisi, e ha potenzialità che non sono ancora esplorate a fondo anche per mancanza di competenze specifiche.

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Infatti, grazie alle sue bellezze naturali e paesaggistiche, unite a quelle storico-artistiche, l’Italia è una delle nazioni che potrebbe essere leader nel settore del turismo sostenibile ambientale, raggiungendo ottime soluzioni per l’ambiente e l’economia.

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