Trekking a settembre: le regole da seguire, cosa mettere nello zaino e come scegliere l’itinerario giusto
Settembre è uno dei mesi migliori per camminare: temperature più miti, sentieri meno affollati e primi colori d’autunno. Ecco come organizzare un trekking sicuro e piacevole, dall’equipaggiamento alla scelta del percorso.

Settembre è forse uno dei periodi più belli dell’anno per tornare a camminare. Il caldo più intenso dell’estate comincia a diminuire, i sentieri diventano meno affollati e nei boschi iniziano lentamente a comparire i primi colori autunnali. Per chi ama trascorrere il weekend all’aria aperta, è quindi il momento ideale per programmare una camminata in montagna, in collina oppure all’interno di un parco naturale.

Ma proprio settembre è anche un mese di transizione. Una mattina può iniziare con il sole e trasformarsi poche ore dopo in una giornata fresca, ventosa o piovosa. In quota le temperature possono scendere rapidamente e le ore di luce sono già sensibilmente inferiori rispetto a giugno e luglio. Per questo un’escursione apparentemente semplice richiede qualche attenzione in più.
Sommario
- Perché settembre è un ottimo mese per fare trekking
- La prima regola: controllare il meteo poche ore prima
- Partire presto, anche se non fa più caldo
- Come vestirsi: la regola degli strati
- Cosa mettere nello zaino per un trekking a settembre
- Non sottovalutare l’acqua
- Scarpe: meglio evitare le sneaker
- Controllare sempre difficoltà e dislivello
- Meglio lasciare detto dove si va
- GeoResQ: un’app utile da avere sul telefono
- Come scegliere un itinerario adatto per un weekend di settembre
- Dove cercare itinerari affidabili
- 7 idee per un trekking di settembre
- Attenzione alla quota
- Se il tempo peggiora, tornare indietro è una scelta intelligente
- Settembre è il mese giusto per riscoprire il cammino lento
Perché settembre è un ottimo mese per fare trekking
Rispetto ai mesi centrali dell’estate, settembre offre diversi vantaggi. Le temperature generalmente più miti rendono meno faticosi i percorsi con dislivello, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Anche le località più conosciute tendono progressivamente a svuotarsi, rendendo più piacevoli sentieri, rifugi e aree naturali. È inoltre il periodo in cui molti ambienti iniziano a cambiare aspetto.
Nei boschi di latifoglie possono comparire le prime sfumature gialle e rossastre, mentre nelle zone alpine la luce più bassa e limpida rende particolarmente suggestivi i panorami.
Settembre resta però un mese nel quale non bisogna affidarsi troppo alle condizioni trovate alla partenza.
La prima regola: controllare il meteo poche ore prima
La previsione consultata 3 giorni prima può non essere sufficiente. Il Club Alpino Italiano raccomanda di verificare attentamente i bollettini meteorologici aggiornati anche il giorno stesso dell’escursione e di controllare le condizioni del sentiero prima di partire.
A settembre è particolarmente importante verificare:
- rischio di temporali
- precipitazioni previste
- temperatura alla quota che si vuole raggiungere
- intensità del vento
- eventuale presenza di nebbia o nubi basse
- condizioni del terreno dopo piogge recenti
Dopo precipitazioni intense, alcuni sentieri possono diventare scivolosi e torrenti e canaloni possono risultare più problematici del normale. Se le condizioni sono incerte, meglio scegliere un percorso più breve o rimandare l’uscita.
Partire presto, anche se non fa più caldo
In estate partire presto serve soprattutto a evitare il caldo. A settembre c’è un’altra ragione: la luce. Le giornate cominciano ad accorciarsi rapidamente e un ritardo di un’ora può fare la differenza tra terminare l’escursione con il sole oppure percorrere l’ultimo tratto al crepuscolo.
Una buona regola è programmare il rientro con un margine di almeno un’ora rispetto al tramonto. Nello zaino dovrebbe comunque esserci sempre una piccola torcia frontale. Pesa pochissimo e può rivelarsi fondamentale se l’escursione dura più del previsto.
Come vestirsi: la regola degli strati
Uno degli errori più comuni a settembre è vestirsi pensando alla temperatura che si trova nel parcheggio. In montagna può essere molto diversa. Meglio quindi utilizzare il classico abbigliamento a strati.
Una combinazione pratica può comprendere:
- maglia tecnica traspirante
- secondo strato leggero, come pile o felpa tecnica
- guscio impermeabile e antivento
- pantaloni da trekking
- calze tecniche
- scarpe o scarponcini con buona suola
- cappellino o berretto leggero
Se l’escursione sale di quota può essere utile aggiungere anche guanti leggeri e un capo più caldo. Il CAI consiglia di adattare sempre abbigliamento ed equipaggiamento alla stagione, alla quota e alle caratteristiche dell’itinerario.

Cosa mettere nello zaino per un trekking a settembre
Per una normale escursione giornaliera non serve uno zaino enorme. Meglio portare poche cose, ma quelle realmente utili.
Una dotazione essenziale comprende:
- acqua
- pranzo o spuntini
- frutta secca o barrette
- guscio impermeabile
- pile leggero
- cappello
- crema solare
- occhiali da sole
- torcia frontale
- power bank
- smartphone carico
- carta o mappa del percorso
- piccolo kit di primo soccorso
- telo termico
- fischietto
Sono indicazioni molto simili a quelle contenute nel decalogo CAI per l’escursionismo, che include nello zaino anche mappa, bastoncini, protezione da pioggia, telefono con batteria di riserva e materiale essenziale per eventuali emergenze.
Non sottovalutare l’acqua
Quando fa meno caldo si tende a bere meno. Ma durante una camminata il corpo continua a perdere liquidi. La quantità necessaria dipende dalla temperatura, dalla durata dell’escursione e dal dislivello, quindi non esiste una quantità valida per tutti.
È però importante partire con una scorta adeguata e non fare affidamento esclusivamente su fontane o sorgenti indicate sulla mappa. A fine estate alcune possono essere asciutte.
Scarpe: meglio evitare le sneaker
Per una passeggiata pianeggiante su strada sterrata possono andare bene anche scarpe sportive robuste. Quando il percorso diventa un vero sentiero, però, è preferibile una calzatura da trekking. La suola deve avere una buona aderenza, soprattutto perché a settembre il terreno può essere umido per rugiada o pioggia.
Uno scarponcino leggero offre inoltre maggiore protezione su pietre, radici e tratti sconnessi.
Controllare sempre difficoltà e dislivello
Una distanza di 8 km può sembrare breve. Ma 8 km con 800 metri di dislivello sono molto diversi da 8 km quasi pianeggianti. Prima di scegliere un itinerario è quindi importante controllare almeno quattro informazioni:
- lunghezza
- dislivello
- tempo indicativo
- grado di difficoltà
I percorsi escursionistici classificati come tali possono già includere tratti ripidi, sentieri stretti o passaggi che richiedono una certa esperienza, mentre quelli per escursionisti esperti possono presentare terreno esposto, ghiaioni e passaggi decisamente più impegnativi.
Per chi cammina soltanto occasionalmente è meglio cominciare con itinerari turistici o escursionistici semplici.
Meglio lasciare detto dove si va
È una regola semplice, ma spesso dimenticata. Prima di partire è opportuno comunicare a qualcuno:
- punto di partenza
- itinerario previsto
- destinazione
- orario indicativo di ritorno
Quando possibile, meglio non affrontare da soli escursioni in montagna e di informare sempre qualcuno sul percorso previsto.
GeoResQ: un’app utile da avere sul telefono
Per chi frequenta la montagna può essere utile installare GeoResQ. È il servizio promosso dal CAI e gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico che permette di registrare la propria posizione, tracciare l’escursione e inoltrare una richiesta di soccorso, ed è gratuito.
Prima dell’escursione è consigliabile installare l’app, configurarla e fare il test di allarme. È comunque importante ricordare che smartphone e applicazioni non sostituiscono la preparazione dell’escursione, una mappa e il buon senso. Il GPS aumenta inoltre il consumo della batteria: motivo in più per portare con sé un piccolo power bank.
Come scegliere un itinerario adatto per un weekend di settembre
Per trovare un percorso piacevole non bisogna necessariamente puntare alle vette più alte. Settembre si presta benissimo anche a escursioni di media quota.
Alcune tipologie sono particolarmente indicate.
1. Sentieri nei boschi
Sono ideali soprattutto nella seconda metà del mese. Faggete, castagneti e boschi misti cominciano lentamente a cambiare colore e possono offrire itinerari piacevoli anche senza grandi dislivelli.
2. Laghi alpini
Un lago raggiungibile con una camminata di due o tre ore può essere un’ottima meta per una giornata. Meglio però controllare l’esposizione del sentiero e la quota: sulle Alpi le temperature possono diventare rapidamente basse già a settembre.
3. Rifugi e malghe
Raggiungere un rifugio è una soluzione interessante soprattutto per chi vuole iniziare a fare trekking. La destinazione è chiara e spesso il percorso segue sentieri ben identificabili.
A settembre è però consigliabile verificare prima l’apertura della struttura. Molti rifugi riducono progressivamente i giorni di apertura con la fine dell’alta stagione.
4. Sentieri panoramici di media quota
Sono probabilmente la scelta migliore per questo periodo.
Consentono di godere del panorama senza affrontare le temperature e le condizioni delle quote più elevate.
5. Cammini e vie storiche
Non esiste soltanto la montagna. Settembre è un mese eccellente anche per percorrere una tappa di un cammino, una vecchia via di pellegrinaggio o un sentiero che collega borghi e piccoli centri.
Sono spesso itinerari perfetti per un weekend perché permettono di combinare natura, storia e gastronomia locale.
Dove cercare itinerari affidabili
Prima di affidarsi alla prima traccia trovata online è utile confrontare più fonti. Si possono consultare:
- siti delle sezioni locali del CAI
- portali dei parchi nazionali e regionali
- siti ufficiali delle aziende turistiche locali
- cartografia escursionistica
- guide specializzate
- rifugi della zona
Le sezioni CAI pubblicano spesso programmi e itinerari con indicazioni su tempi, dislivello e livello di difficoltà. Un buon itinerario dovrebbe permettere di capire chiaramente quanto si cammina, dove si parcheggia, quale segnaletica seguire e quali sono eventuali punti nei quali è possibile accorciare il percorso.
7 idee per un trekking di settembre
Senza indicare una località precisa, si possono cercare itinerari appartenenti a queste categorie:
- anello di 8-12 km in una faggeta
- sentiero verso un lago alpino sotto i 2.000 m
- salita a un rifugio con 400-600 m di dislivello
- cammino panoramico tra 2 borghi
- percorso lungo un torrente o una cascata
- traversata tra malghe e pascoli
- trekking costiero o collinare nelle regioni mediterranee
La scelta dipende naturalmente dalla propria zona e dall’allenamento. Per un’escursione rilassante nel weekend può essere più piacevole un percorso di 3-5 ore con un dislivello moderato che una lunga salita da affrontare contro il tempo.
Attenzione alla quota
Settembre può sembrare ancora estate in città e quasi autunno inoltrato in montagna. La differenza diventa evidente soprattutto salendo di quota.
A 2000 m possono esserci vento, temperature molto basse e, nelle fasi più avanzate del mese, anche episodi di neve precoce sulle Alpi. La regola è semplice: più si sale, più bisogna ragionare in termini di montagna e non di stagione percepita a valle.
Se il tempo peggiora, tornare indietro è una scelta intelligente
Una cima non scappa. Se arrivano nebbia, temporali, forte vento oppure ci si accorge che il percorso è più difficile del previsto, tornare indietro è spesso la decisione migliore. Il principio-base è rinunciare quando le condizioni superano le proprie capacità o il livello di sicurezza.
Non bisogna sentirsi obbligati a raggiungere la meta soltanto perché si è già camminato per due ore.
Settembre è il mese giusto per riscoprire il cammino lento
Il bello del trekking di settembre è proprio questo. Non serve necessariamente raggiungere una cima o percorrere decine di chilometri. Può bastare un sentiero nel bosco, una malga, un lago o un piccolo borgo raggiunto a piedi.
Le temperature più gradevoli e il ritorno alla tranquillità dopo l’estate rendono questo periodo particolarmente adatto a riscoprire una forma di turismo semplice e sostenibile.
Preparare bene l’escursione, scegliere un itinerario adatto alle proprie capacità e portare con sé ciò che serve permette di godersi il percorso con molta più serenità.
Perché a settembre, forse più che in altri momenti dell’anno, la meta può diventare semplicemente il piacere di camminare.
Ultimo aggiornamento il 2 Settembre 2026 da Rossella Vignoli
Iscrivetevi alla newsletter di Tuttogreen.it per rimanere aggiornati sulle ultime novità.



