TTIP, gli accordi commerciali che rischiano di compromettere la qualità alimentare italiana

di Valerio Guiggi del 22 settembre 2015

Sapete che cosa sono i TTIP? Si tratta di accordi commerciali di libero scambio tra USA ed Europa, che riguardano anche gli alimenti, tuttavia l’America è più permissiva mentre l’Europa più stretta sulla questione della sicurezza alimentare, per cui si rischia di abbassare la qualità e mettere a repentaglio la salute dei cittadini europei e italiani.

TTIP, una parola che forse molti di voi non hanno mai sentito, perché fuori dal circuito delle notizie più generaliste e di interesse comune. Infatti si tratta di una questione prettamente burocratica, modulistica, normativa, ma le conseguenze possono essere devastanti. I suoi ambiti di applicazione sono molti, si va dall’industria alla medicina, ma noi ci occuperemo in particolare del campo alimentare, cercando, soprattutto, di capire che cosa sta succedendo in questi mesi.

TTIP sta per Transatlantic Trade and Investment Partnership, che tradotto dall’inglese, significa più o meno“Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti“. Sembra innocuo, potremmo dire.

Si parte da questo presupposto: abbattere i dazi doganali tra le due maggiori potenze economiche occidentali, ossia l’Europa e gli USA, quando sappiamo che rimuovendo queste e altre barriere, diventa più facile il commercio e aumentare i profitti.

In realtà la posta in gioco è molto più alta di una maggiore agilità nell’import-export tra i Paesi della Comunità europea e gli Stati Uniti, perché si tratta anche di una questione legale: per avere un libero scambio di prodotti bisogna che ci siano le stesse leggi e in campo alimentare i regolamenti europei non sono gli stessi in vigore in America.

Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, le leggi sono molto ma molto diverse. In Europa e in Italia in particolare c’è una notevole attenzione per ciò che riguarda i prodotti inquinati, pieni di antibiotici, ormoni, pesticidi, mentre, per farla semplice, alla stragrande maggioranza degli statunitensi di queste cose non importa nulla (e un’idea ce l’eravamo fatta, guardandoli…).

La legislazione parte nei due pesi parte da principi completamente diversi. Facciamo un esempio: i pesticidi. Fanno male? Non si sa con esattezza e gli studi scientifici non sono esaustivi a riguardo. In Europa vige comunque il “principio di precauzionalità“, per cui nei casi di dubbio sull’effettiva pericolosità, viene vietato, finché non si di mostra che effettivamente non faccia male. In America è il contrario: se c’è il dubbio che un alimento sia dannoso ma non è provato, si può mangiare, solo se si  stabilisce che effettivamente è pricoloso e fa male, allora viene vietato. Questo spiega perché esistono i fast food, per capirci.

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Anche sugli ormoni e per gli antibiotici agli animali c’è disparità di vedute: in Europa sono vietati mentre in America no. Stesso discorso per i pesticidi.
Quindi è necessario armonizzare le leggi dei due Paesi, altrimenti non ci può essere libero scambio.

TTIP, gli accordi commerciali che rischiano di compromettere la qualità alimentare italiana

TTIP, gli accordi commerciali che rischiano di compromettere la qualità alimentare italiana

Ma da che parte si deve cambiare la legge? Qual’è il Paese che deve cambiare una norma e adeguarsi alle pratiche dell’altro?

Ad uno Stato in cui le pistole sono vendute a chiunque è difficile spiegare che deve smettere di mettere sostanze poco sicure (alias ‘schifezze’) nel suo cibo.E quindi cosa succede? Sarà l‘Europa a doversi uniformare alla ben più liberale (in materia di legislazione sugli alimenti) legge americana? 

Probabilmente è così che andrà a finire, in nome del libero scambio di merci e del libero mercato (vedi alla voce ‘guadagnare di più’) e anche in Europa  ci troveremo al supermercato “pollo & ormoni”, o “bistecca di suino condita con rosmarino e ciprofloxacina“.
Questo è il rischio dei TTIP.

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Gruppi di pressioni di aziende dietro gli accordi TTIP

Ciò di cui i consumatori hanno paura è che per favorire esportazioni di auto, vestiti, prodotti tecnologici con leggi a nostro favore (in cui saranno gli USA a cedere sulle loro norme e adottare norme europee) ci si trovi a dover accettare nuove normative alimentari (quelle USA) che sono molto, molto più permissive. Per questo potrebbe succedere di ritrovarsi a mangiare… feci. Perché loro le mangiano (andate a vedere la catena di macellazione, come funziona…). Una bella prospettiva, vero?

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L’unica prospettiva è una class action di associazioni dei consumatori e privati cittadini che aumenti la visibilità su questi accordi e possa magari fermarli in tempo.

Purtroppo non sappiamo bene a che punto siano i negoziati e quale sia il contenuto degli accordi al momento.In altre parole, sono segreti. Il nostro futuro alimentare è in mano a Bruxelles, a pochissimi commissari, che stanno decidendo le sorti dell’alimentazione e della salute della popolazione europea e, quindi, di quella degli italiani.

Questi commissari ne stanno parlando senza che nessuno sappia che cosa si stiano dicendo e in che direzione si andando l’accordo, a quali leggi sulla sicurezza alimentare saremo disposti a rinunciare per aumentare il numero di auto e vestiti e mobili da vendere negli USA.

Oggi, anche questo è l’Europa.

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