Un sacchetto che trasforma la popò in fertilizzante

di Claudia Raganà del 7 agosto 2015

Uno dei problemi che affligge la gran parte della popolazione mondiale, come sappiamo, è la scarsità (o totale mancanza) di condizioni igieniche adeguate e la mancanza di acqua potabile. Quello che non sappiamo, forse, è che spesso le soluzioni possibili, non richiedono grandi investimenti né tecnologici, né economici. Lo dimostra il progetto portato avanti da Peepoople, una società svedese che da anni si occupa di produrre un oggetto semplice ed estremamente economico, ma che può salvare migliaia di persone dal rischio di malattie che potrebbero portare alla morte.

Leggi anche:

Peepoople produce sacchetti igienici biodegradabili monouso, da utilizzare per la raccolta di escrementi umani, senza bisogno di avere a disposizione acqua o una toilette e senza rischio di venire a contatto con i propri rifiuti naturali. La particolarità di questo sacchetto è la capacità di decomporre le feci, neutralizzando gli organismi e i batteri che potrebbero risultare nocivi per la popolazione.

Utilizzarlo per la raccolta è semplice, basta avere a disposizione anche solo il fondo di una bottiglia di plastica, dove poterlo adagiare per maggiore praticità. Una volta richiuso, potrà essere sepolto nel terreno, dove andrà incontro ad un naturale processo di decomposizione, ma con una particolarità: la capacità di neutralizzare i batteri e gli agenti patogeni che molto spesso sono causa di virus ed epidemie.

La PeePoo Bag, infatti, contiene al suo interno un sottile sacchetto di garza, ricoperto da uno strato di urea. L’urea è uno dei più diffusi fertilizzanti non nocivi al mondo, oltre ad essere un elemento molto utilizzato anche in numerosi prodotti per la bellezza o l’igiene personale (dentifrici, creme per il viso…). Quando questa viene a contatto con gli escrementi, si attiva un processo di decomposizione che genera il processo di igienizzazione.

Mentre il rischio di contaminazione batterica è meno elevato in caso di urine non trattate (e in ogni caso la loro igienizzazione ha tempi molto brevi), le feci sono invece un veicolo molto importante per virus e batteri nocivi. Il trattamento che subiscono all’interno del sacchetto rende inattivi tutti gli organismi dannosi nel giro di 2-4 settimane e, essendo monouso, annulla il rischio di contatto ed eventuale contagio.

Quando il sacchetto sarà del tutto degradato e disperso nel terreno, rilascerà solo ammoniaca, che si comporterà come un innocuo fertilizzante.

Di qui si comprende anche un secondo importante utilizzo della PeePoo Bag: fertilizzare in modo naturale le coltivazioni agricole, per poter garantire un adeguato e sano sostentamento della popolazione.

I sacchetti PeePoo sono prodotti con un costo di materie prime estremamente basso, proprio per consentire a gran parte delle persone che hanno un reddito molto ridotto, di potersi permettere l’acquisto. Oggi sono venduti in molte zone del Kenya, in particolare a Nairobi, e della Repubblica Democratica del Congo, mentre vengono distribuiti gratuitamente nei campi profughi di tutto il mondo (Haiti, Siria, Sudan, Nepal…). La Peepoople ne produce circa 80.000 unità al giorno, tuttavia potrebbe sostenere una produzione fino a 500.000 unità, se la richiesta dovesse aumentare.

Resta inteso che, in un mondo ideale, tutta la popolazione umana dovrebbe avere accesso a condizioni igieniche “normali” e sicuramente più sofisticate della PeePoo Bag, tuttavia è sorprendente scoprire come con un’idea apparentemente semplice, che sfrutta elementi e processi naturali, sia possibile impedire il diffondersi di epidemie mortali.

Potrebbe interessare: 

Outbrain

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment