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Vino biologico, finalmente la UE approva il marchio biologico europeo

Buone notizie per i viticoltori biologici e i consumatori. Dopo vent’anni di discussioni e lungaggini burocratiche, finalmente la Commissione Europea ha approvato le nuove norme che consentiranno già dalla vendemmia 2012 di applicare l’etichetta di ‘vino biologico’ (affiancata dal logo europeo) alle bottiglie ottenute da uve bio.

Vino biologico, finalmente la UE approva il marchio biologico europeo

Il nuovo regolamento, che sarà effettivo nelle prossime settimane con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, consentirà ai consumatori di poter distinguere con chiarezza i vini tradizionali da quelli biologici e darà loro la certezza di un prodotto rispondente a precisi standard qualitativi. Fino ad oggi, infatti, la certificazione era prevista soltanto per le uve e la sola dicitura consentita era ‘vino ottenuto da uve biologiche’ (il settore vitivinicolo era l’unico a cui non si applicava integralmente la normativa comunitaria sulla produzione biologica).

In questo modo, l’Europa si porta al passo di tutti gli altri paesi produttori (Usa, Cile, Australia e SudAfrica) che hanno già stabilito regolamenti in materia, consolidando un mercato in continua crescita sia a livello internazionale che interno.

I punti fermi che il nuovo regolamento introduce riguardano soprattutto le tecniche produttive e l’organizzazione del settore enologico a livello comunitario. In tal senso, non sarà consentito l’uso di acido sorbico e la desolforazione; viene stabilito un tetto per i solfiti pari a 30-50 mg/litro in meno rispetto al vino convenzionale e la derivazione del prodotto da uve biologiche sarà controllata e certificata. In particolare, il tenore massimo di solfito per i rossi dovrà essere di 100 mg per litro (contro i 150 mg del vino tradizionale) e di 150 mg/litro per i vini bianchi e rosè, con u differenziale di 30 mg/l quando il tenore di zucchero residuo è superiore a 2 grammi per litro.

Speriamo soltanto che anche il mercato italiano (e con esso i produttori) superi le sue reticenze e colga al volo questa importante opportunità di rilancio per un settore simbolo del made in Italy nel mondo.

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Published by
Erika Facciolla