Anche in Italia impazza il bookcrossing nei parchi

di Luca Scialò del 4 agosto 2015

Leggere all’aria aperta. Un’abitudine piacevolissima, soprattutto su un prato accarezzati dalla brezza di un vento fresco a primavera o seduti sotto l’ombra riparatrice degli alberi in estate. Se poi i libri li ritrovi all’interno dei parchi pubblici, magari conservati in tipiche casette di legno, allora il piacere si raddoppia. Ecco una mania che ci piace, il bookcrossing nei parchi.

Il bookcrossing nei parchi prende avvio negli Stati Uniti dal 2009, grazie a un’idea di Todd Bol, che s’inventa la prima little free library, una biblioteca ambulante che tutti possono contribuire ad arricchire con propri libri, così da rigenerare sempre le la quantità di titoli presenti.

La little free library non è solo un’esperienza che abbina cultura a natura, ma crea anche socializzazione. Infatti le persone che frequentano queste graziose biblioteche all’aperto finiscono per conoscersi, stringere amicizia, scambiarsi anche altro oltre ai libri, come marmellate o altri prodotti fatti in casa. Ma anche favori, a mo’ di ‘banca del tempo’.

Per fortuna stanno sorgendo piccole cassette sullo stile della little free library anche in altri paesi, e hanno preso piede anche in Italia, dal Trentino alla Sicilia. Ad esempio, Giovanna Iorio, è stata la prima in Italia a istituire una di queste biblioteche nel verde dei parchi, a Roma, e oggi sono più di 100 e continuano a crescere e a creare ‘comunità.

C’è chi sceglie di dargli un tema, come è successo a Napoli per un appassionato di Pino Daniele, mentre in Trentino una di queste piccole biblioteche è stata dedicata a libri sulla natura. Ma ce ne sono tante con libri misti, magari un po’ per adulti e un po’ per bambini. E’ importante che una volta finito di leggere, il libro sia lasciato nella stessa o in un’altra cassetta o venga sostituito con un altro, così che ce ne siano sempre a disposizione. Il tutto gratuitamente.

02

Un esempio di bookcrossing nei parchi : la little free library

Creare una biblioteca in un parco è semplice. Basta scegliere il posto, costruire o acquistare la casetta per i libri, chiedere autorizzazione al Comune per posizionarla, riempirla di volumi a vostra scelta e poi registrarla sul sito americano in modo che la vostra piccola libreria venga geolocalizzata.

SPECIALE: Bookcrossing nel tronco, a Berlino

bookcrossing nel parco

Bookcrossing nei vecchi tronchi anche alla pineta di Cervia (RA)

Bookcrossing nei parchi: gli esempi in Italia

Ma vediamo di seguito qualche esempio tra i tanti nel nostro Paese.

D’obbligo partire proprio con il primo caso, quello nel parco dell’Inviolatella Borghese a Roma, per opera della succitata Giovanna Iorio, nel 2012. Si tratta di piccole strutture — come quelle adoperate per gli uccelli — realizzate con il legno riciclato di una fattoria americana, che ospitano libri gratuiti e accessibili a tutti.

nel parco dell'Inviolatella Borghese a Roma, per opera della succitata Giovanna Iorio

Nel parco dell’Inviolatella Borghese a Roma, per opera di Giovanna Iorio

Il bookcrossing può però anche essere itinerante. In Italia abbiamo due esempi: la Biblio Moto Carro di Antonio La Cava, che porta libri in giro per la Basilicata a bordo di una Ape usata; mentre in quel di Firenze vi è quella denominata “Lasciare un libro in taxi”, promosso dalla cooperativa di tassisti fiorentini Socota in collaborazione con Giunti Editore, che consente a chi viaggia sui taxi della città di scambiarsi libri.

Biblio Moto Carro di Antonio La Cava

Biblio Moto Carro di Antonio La Cava

Ma questo particolare bookcrossing può dare vita anche ad riutilizzi di vecchie cabine telefoniche in disuso, ribattezzate “bibliocabine“. L’ultima a nascere in ordine di tempo è quella di Torresina a Roma. «La Telecom ci ha concesso il riutilizzo di una cabina telefonica dismessa — racconta Antonio Giustiniani, ideatore del progetto — e l’abbiamo riallestita con scaffalature in legno riciclato provenienti da un asilo del quartiere».

La Bibliocabina di Torresina a Roma

La Bibliocabina di Torresina a Roma

A Milano invece la biblioteca è nata in un condominio, in via Rembrandt, periferia ovest. A metterla su, all’interno della portineria del palazzo in cui vive, Roberto Chiapella, radiotecnico in pensione. A un anno dall’inaugurazione conta più di 5.000 libri. «Ho pensato che una biblioteca fosse il posto giusto per far conoscere persone che vivono nello stesso luogo ignorandosi – racconta ChiapellaPoi l’esperimento si è aperto anche all’esterno. Quando qualcuno viene per un prestito, mi metto a discutere con lui: è come se arrivasse un libro in più, una nuova storia ancora da leggere».

Biblioteca condiminiale in via Rembrandt a Milano

Biblioteca condiminiale in via Rembrandt a Milano

Anche a Roma ne è nata una, tra Testaccio e Porta Portese. Si chiama “Al cortile”. «L’abbiamo voluta — racconta Loredana Grassinella sala dove facevamo le assemblee, luogo di liti per definizione. Il libro è un mezzo di aggregazione. Organizziamo anche serate a tema coinvolgendo i condomini».

La cosa che più colpisce di queste esperienze è la spontaneità, ora il passo successivo sarebbe di integrazione in una rete territoriale che le coordini e le valorizzi.

Fa comunque piacere che le persone stiano ritrovando il gusto di passare del tempo all’aperto, conoscendo nuove persone e leggendo un libro. Sembrava invece che l’era del virtuale avesse soppiantato queste sane abitudini di un tempo.

Forse ti potrebbe interessare anche:

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *