Cosa sarebbe della Terra senza l’Uomo? Un’ipotesi scientifica

di Eryeffe del 6 ottobre 2015

Che mondo sarebbe senza l’Uomo? Ci sarebbero molti più mammiferi di quelli attuali e le grandi migrazoni di animali verso zone meno abitate dall’Uomo ne sono la prova.

Vi siete mai chiesti che mondo sarebbe senza gli esseri umani? Rispondere a questa domanda non è semplice, anche perché gli scenari ipotizzabili e le variabili in gioco sono numerose ed estremamente complesse. Nonostante questo, due ricercatori danesi dell’Università di Aarhus hanno tentato i formulare un’ipotesi basata su un studio volto a valutare il modo in cui la presenza dell’uomo sul nostro Pianeta ha influenzato – e ridisegnato – la biodiversità terrestre.

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Soren Faurby Jens-Christian Svenning sono gli autori di questa ricerca fondata su un modello di tipo scientifico-geografico pubblicata, dopo anni di ricerche, con il titolo Historic and prehistoric human-driven extinctions have reshaped global mammal diversity patterns.

Quello delineato dai due scienziati è un vero e proprio percorso evoluzionistico che inizia dalla preistoria e si focalizza  sulla correlazione tra l’evoluzione e il predominio dell’homo sapiens e il conseguente ritiro di grandi mammiferi di peso superiore ai 45 chilogrammi.

Guardando alle zone maggiormente industrializzate (Europa e Nord-America) viene ipotizzato che in assenza dell’uomo in queste aree si conserverebbe una quantità e varietà di mammiferi ben più elevata di quella attuale. In tal senso, lupi, orsi e alci avrebbero il predominio del Nord- Europa mentre l’America Latina e il Texas sarebbero dominati dagli elefanti.

Da ciò ne consegue che la presenza dell’Uomo sulla Terra ha condizionato pesantemente la storia evoluzionistica dei grandi mammiferi del Globo ma in alcuni casi non si è trattato di una semplice ‘legge della giungla’ (vince il più forte) ma di una vera e propria estirpazione locale e globale di alcuni mammiferi dai loro habitat naturali.

Non a caso ippopotami e rinoceronti – che normalmente vivono in zone caratterizzate da climi rigidi – si sono ‘spostati’ in Africa e in generale in quelle aree del Pianeta in cui la colonizzazione dell’Uomo non è del tutto arrivata. E se nella realtà odierna l’Africa è il luogo di massima concentrazione dei grandi mammiferi sopravvissuti all’Homo Sapiens, in un mondo senza esseri umani la situazione africana si riproporrebbe in altre zone del Pianeta altrettanto ricche di spazio e di risorse naturali da costituire per i grandi mammiferi un habitat perfetto per la continuità della specie: in altre parole, se l’Uomo non fosse mai esistito, tutto il mondo sarebbe come la savana del Serengeti.

Oltre a gettare una luce sul passato, lo studio degli scienziati danesi offre nuove chiavi di lettura per i progetti di conservazione e protezione della biodiversità da intraprendere nel futuro.

Immagini via shutterstock.

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