C’è rischio d’estinzione di alcune specie marine in Antartide

di Alessia del 24 giugno 2014

Abbiamo parlato più volte dell’Antartide, una delle rare zone incontaminate del nostro pianeta, spesso al centro dell’attenzione mediatica per i problemi legati allo scioglimento delle calotte polari. Tuttavia questo è solo uno dei problemi che sembra interessare questo enerme territorio, perchè gli scienziati stanno lanciando anche un altro allarme: il rischio di estinzione di alcune specie marine, come il toothfish.

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Il toothfish dell’Antartide è un anello fondamentale dell’intero ecosistema marino. Questo pesce riesce a sopravvivere nelle gelide acque dell’Oceano grazie a delle proteine antigelo ed è diventato negli anni così pregiato da essere denominato come “oro bianco”.

Il toothfish vive per almeno 50 anni,ma raggiunge la sua maturità sessuale solo dopo 10 anni, momento in cui raggiunge il peso ideale per la pesca (circa 300 kg per almeno 6,5 metri di lunghezza).

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Tra il 2011 e il 2012 ne sono state pescate 3.500 tonnellate, metà delle quali sono finite sul mercato statunitense. Sono otto le Nazioni che hanno il diritto di pesca in quella zona, un diritto che forse non sta prendendo in seria considerazione i danni futuri.

La Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell’Antartico, un organo composto dall’Unione Europea e da 24 nazioni, da tempo sta cercando di preservare l’ecosistema dell’Antartide.

Questa pesca selvaggia finirà con il mettere a rischio l’intera catena alimentare, come dichiarato dall’ecologo marino David Ainley, con ripercussioni importanti per tutte le altre specie, dai  pesciolini d’argento a grandi predatori come balene e foche.

Finora sono state avanzate ben 3 proposte per istituire una zona marina protetta che si estenderebbe per circa 1, 63 milioni di km quadrati. In tal modo si impedirebbe la pratica della pesca commerciale, garantendo comunque la presenza di un’area speciale per la ricerca scientifica.

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Tuttavia l’opposizione della Russia ha finora bloccato qualsiasi iniziativa. Considerate che dal 1972 al 2011, gli scienziati hanno catturato oltre 5.500 esemplari di toothfish, rilasciandone almeno l’85% dopo averli marchiati.

Da quando è iniziata la pesca commerciale, verso la metà degli anni ’90, l’abbondanza e le condizioni fisiologiche di questa specie hanno subito una drastica diminuzione.

Il rischio d’estinzione di alcune specie marine in una zona incontaminata come il continente dell’Antartide è certamente un segnale imprescindibile di quanto sia necessaria un’azione drastica e immediata?

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