Biodiversità, tutta la varietà di animali e vegetali del mondo!

Cosa vuol dire e perché è così importante per la vita dell'uomo

La parola biodiversità è molto di moda, emerge tutte le volte che si parla di eco-sostenibilità, cambiamento climatico, riciclo e tutti i temi che hanno a che fare con il green, a volte è citata a sproposito. Andiamo a scoprire di cosa si tratta veramente, perché è così fondamentale per la vita sulla terra e come preservarla.

Biodiversità, tutta la varietà di animali e vegetali del mondo!

Cosa si intende per biodiversità

In ecologia, per biodiversità, o diversità biologica, si fa riferimento a tutti gli organismi viventi nelle loro varie forme e riferiti ai rispettivi ecosistemi.

Da dove viene biodiversità: l’etimologia

La parola venne introdotta per la prima volta nel 1988 dall’entomologo americano Edward O. Wilson e si compone di due parole: bios, che deriva dal greco e significa ‘vita’, e diversitas che deriva dal latino e significa ‘differenza’.

Cos’è la biodiversità e perché è importante

Si tratta di elemento fondamentale perché rafforza la produttività di un qualsiasi ecosistema, che si tratti di un suolo agricolo, di una foresta o di un lago.

È infatti è stato dimostrato che la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello della salute all’interno della società, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali.

Biodiversità

Il significato di biodiversità

La parola indica tutte le differenziazioni biologiche tra gli individui di una stessa specie, in relazione alle condizioni ambientali. Ma include anche l’idea di una coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali che hanno raggiunto un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni.

Con il termine ‘biodiversità’ si riesce a raccoglie in un’unica parola l’insieme di tutte le variabilità degli organismi viventi di qualsiasi origine, che vivono all’interno dei diversi ecosistemi, siano essi terrestri, marini od acquatici. E definisce anche i sistemi di cui fanno parte. Ciò include la diversità nell’ambito delle specie e tra le specie e la diversità degli ecosistemi.

Anche il. Ministero dell’Ambiente raccoglie fa sua la definizione della Convenzione ONU sulla Diversità Biologica e definisce la biodiversità in un determinato ambiente come l’insieme delle varietà di organismi viventi geneticamente diversi e delle sostanze non viventi che si scambiano materiali ed energia, in un’area delimitata, l’ecosistema appunto.

In generale, ci si riferisce a tutta la variabilità biologica: di geni, specie, habitat ed ecosistemi.

Fu la Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e sullo sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, a dare uno status popolare al termine.

La biodiversità spiegata ai bambini

Può essere spiegata in modo semplice, senza che perda di significato. Si tratta della grande varietà di animali, piante, funghi e microorganismi che costituiscono e vivono sul nostro Pianeta.

Questa molteplicità di specie e organismi sono in relazione tra loro, e creano un equilibrio che è fondamentale per la vita sulla Terra.

Diversi i fattori che minacciano la biodiversità: perdita di habitat, cambiamenti climatici, inquinamento, caccia e pesca eccessive, specie esotiche invasive.

Quali sono i tre livelli di biodiversità

Convenzionalmente, si considerano tre livelli di diversità:

  • diversità genetica, è la somma complessiva degli esseri viventi che abitano il pianeta
  • diversità di specie, detta anche tassonomica, è l’abbondanza e la diversità di specie classificate dal punto di vista scientifico presenti per la terra, e tiene conto anche delle relazioni tra le diverse specie
  • diversità di ecosistemi, è l’insieme di tutti gli ambienti naturali presenti sul nostro pianeta in cui c’è la vita, come la foresta, la barriera corallina, le aree sotterranee, il deserto… e la scomparsa di questi ambienti comporta il rischio di estinzione delle specie che vi abitano

Biodiversità ambientale

Parliamo in realtà di ‘diversità biologica’ che interessa solo le specie vegetali ed è fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio negli ecosistemi.

Oltre alle piante, occorre considerare come elementi importanti della biodiversità ambientale anche l’aria, l’acqua e la fertilità dei suoli.

Biodiversità

La diversità del mondo vegetale interessa sia le piante coltivate che quelle selvatiche e costituisce la base dell’agricoltura, consentendo la produzione di cibo e contribuendo alla salute e alla nutrizione di tutta la popolazione mondiale.

Biodiversità animale

Nel corso dei secoli, la natura è riuscita a sviluppare nel regno animale una variabilità genetica incredibilmente vasta.

Tutelare la diversità animale significa proteggere le nicchie ecologiche, fare in modo che la natura riesca a percorrere il proprio corso, senza gli ostacoli imposti dall’uomo e dal suo sviluppo industriale.

La crescita e il mantenimento dell’equilibrio dell’eco-sistema costituito da tutto il nostro pianeta si basa soprattutto sulle abitudini alimentari delle specie animali.

Biodiversità alimentare

Questa è la diversità dei vegetali, degli animali e degli altri organismi che costituiscono l’alimentazione dell’uomo.

La diversità biologica nel mondo alimentare raggruppa sia le piante, gli alberi, i frutti, che gli animali commestibili.

Tale diversità contribuisce in più modi a un regime alimentare sano e diversificato e rappresenta un prezioso patrimonio genetico da custodire e difendere. Comprende tutto, sia ciò che si ottiene dalla coltivazione di specie vegetali che dall’allevamento di animali.

Esempi di biodiversità

Se pensiamo in modo astratto alla definizione, forse non ci viene in mente nulla, ma ci sono gruppi di esseri viventi in equilibrio nel loro ecosistema anche molto vicini a noi e che magari non sapevamo lo fossero. Per esempio:

  • Biodiversità dell’uva: determina le differenze fra i vari vitigni che rendono possibile avere
    diversi tipi di vino
  • Biodiversità dei microrganismi di alcune grotte, che determina il sapore specifico di alcuni formaggi, come il gorgonzola
  • Biodiversità di diversi ceppi di lieviti, che determina il diverso sapore dei prodotti lievitati o fermentati come birra, pane, pizza, yogurt
  • Biodiversità degli alberi, che gli consente di adattarsi alle varie condizioni climatiche e determina le caratteristiche specifiche dei vari legni. Il risultato è la loro migliore applicazione a vari settori: l’edilizia, l’arredo, la liuteria, le costruzioni navali, il riscaldamento (come legna da ardere)
  • Biodiversità delle foglie o dei fusti di alcune piante, che consentono di adattarsi alle varie condizioni climatiche e ne determinano la possibilità di utilizzo come fibre tessili, così da ottenere diverse qualità di cotone o di lino
  • Biodiversità di alcuni animali che gli consente di difendersi dal freddo e determina le diverse varietà di lana o altre fibre da noi utilizzate, come lambswool, merino, angora, alpaca, cammello, cashmere, seta e piuma d’oca
  • Biodiversità ecologica e paesaggistica che determina le nostre scelte turistiche

Quali sono i benefici della biodiversità per l’umanità

Il beneficio più grande per l’uomo è la maggiore produttività di un qualsiasi ecosistema in cui è esiste una buona varietà, che sia un terreno agricolo, una foresta o un lago.

Una maggiore biodiversità ha diversi vantaggi:

  • contribuisce alla sicurezza alimentare ed energetica
  • aumenta la difesa ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali
  • aumenta il livello della salute all’interno della società
  • aumenta la disponibilità e la qualità delle risorse idriche
  • arricchisce le tradizioni culturali

Per l’uomo è importante anche per un altro motivo, costituisce la fonte primaria di beni, risorse e servizi, chiamati anche servizi eco-sistemici. Sono quei servizi di supporto, di fornitura, di regolazione e culturali di cui beneficiano direttamente o indirettamente tutte le comunità umane, animali e vegetali del pianeta.

Biodiversità

Gli stessi servizi hanno un ruolo chiave nella costruzione dell’economia delle comunità umane e dei vari paesi.

Ad esempio, la biodiversità vegetale, sia nelle piante coltivate sia selvatiche, costituisce la base dell’agricoltura, consentendo la produzione di cibo e contribuendo alla salute e alla nutrizione di tutta la popolazione mondiale.

In conclusione, la biodiversità fornisce nutrimento, fibre per tessuti, materie prime per la produzione di energia ed è la base per i medicinali.

La perdita e l’impoverimento della biodiversità ha impatti pesanti sull’economia e sulle società, riducendo la disponibilità di risorse alimentari, energetiche e medicinali.

Quali sono le cause della perdita della biodiversità

Il motivo principale della perdita di varietà degli organismi viventi in un ecosistema naturale è legato ai cambiamenti degli habitat naturali. E questo nasce dall’intervento massiccio dell’uomo sulla natura:

  • sistemi intensivi di coltivazione agricola e allevamento
  • attività edilizie ed estrattive eccessive che distruggono gli ecosistemi
  • eccessivo sfruttamento di risorse naturali quali foreste, oceani, fiumi, laghi e suolo che sono frutto anni di evoluzione naturale
  • invasione di specie esotiche in zone che non erano abituate a queste specie per il trasporto intensivo di merci e persone
  • inquinamento atmosferico e marino
  • cambiamento climatico a livello mondiale

Il suo ruolo cruciale nella sostenibilità del nostro pianeta e delle nostre vite rende la sua costante perdita ancora più problematica.

Come proteggere la biodiversità

Ognuno di noi può giocare un ruolo fondamentale nel fronteggiare la crisi della biodiversità al fine di preservarla e questo senza stravolgere il nostro stile di vita.

Ecco 10 semplici proposte di consigli per rispettare la biodiversità anche risparmiando in denaro!

  • Fare la spesa in maniera consapevole, scegliendo prodotti alimentari sani e biologici, meglio se a Km 0, con poco imballaggio, oppure optare per prodotti sfusi e alla spina
  • Ridurre il consumo di carne in quanto ha un enorme impatto ambientale e sul bilancio familiare. La si può sostituire inserendo nella dieta delle fonti proteiche di origine vegetale come i legumi
  • Salvaguardare le specie acquatiche a rischio di estinzione. Da questo punto di vista, meglio evitare di mangiare i soliti noti come tonno, spada, dentice e orate, che sono tra le prime vittime della pesca intensiva sostituendoli con esemplari meno conosciuti ma ugualmente buoni come sgombro, lampuga, palamita, gallinella, pesce spatola, pagello, zerro, sugarello, pesce serra o tonnetto alletterato
  • Non usare saponi antibatterici, che contengono sostanze fortemente inquinanti, ma preferire quelli convenzionali
  • Non sprecare l’acqua, ormai detta oro blu, controllando che i rubinetti siano ben chiusi e non perdano, preferendo la doccia al bagno o installando uno sciacquone intelligente
  • Riutilizzare, riciclare e riparare. Questo può essere possibile attraverso una valutazione consapevole della durata dei beni, della riciclabilità (o meno) degli imballaggi ed effettuando sia a casa che in vacanza la raccolta differenziata
  • Fare il compost, una pratica attraverso cui i residui della preparazione dei pasti, gli scarti di cibo e dell’orto, l’erba del prato ed il fogliame, la cenere di legna vengono trasformati in concime organico riutilizzabile nello stesso orto e nel giardino
  • Regalare un albero può essere un’alternativa green ed originale per celebrare una ricorrenza in modo sostenibile
  • Muoversi in modo sostenibile, prediligendo, se possibile, la bicicletta convenzionale o, se la distanza casa-ufficio non lo permette, ricorrere alla e-bike
  • Dedicare del tempo all’agricoltura biologica, mettendo a disposizione la propria manodopera in cambio di ospitalità

Come possiamo preservare la biodiversità

Per preservarla occorre prendersene cura attraverso la protezione e la corretta gestione dell’ambiente e delle sue risorse: suolo, acqua, foreste e specie animali e vegetali. Le mosse fondamentali per recuperare la inesorabile perdita di diversità sono:

  • conoscere lo stato dell’ambiente
  • contribuire alla conservazione delle specie e degli habitat
  • cercare di recuperare gli ecosistemi degradati e fragili

Occorre intervenire sia nelle aree protette, come parchi e riserve, ed in ambienti fragili, come savane, foreste, zone umide, coste marine, dove i rischi di desertificazione e degrado ambientale sono maggiori.

Importante è anche ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) e considerare la capacità di adattamento delle popolazioni al clima che cambia.

Come possiamo misurare la biodiversità

Il modo più semplice per misurarla consiste nel contare il numero di specie che lo compongono.

Nonostante sia un metodo piuttosto riduttivo, anche la semplice attribuzione di questo numero ad un ecosistema implica uno sforzo notevolissimo.

La raccolta di un campione di organismi sufficientemente rappresentativo di tutte le specie della comunità ed il loro riconoscimento per specie è molto oneroso. Ma questo campione è comunque in grado di fornirci molte informazioni sullo stato delle diverse specie, cioè le percentuali con cui le varie specie sono presenti nel campione. Quindi, se questo campione è statisticamente significativo, della comunità.

Le ricchezze relative, oltre al numero di specie, concorrono a definire il grado di diversità di un ecosistema.

Dati statistici sulla biodiversità

L’Italia è tra i Paesi europei più ricchi in questi termini. La nostra penisola ospita infatti circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti in Europa.

Biodiversità

Più in dettaglio:

  • la fauna, stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 di invertebrati (95%), 1812 di protozoi (3%) e 1265 di vertebrati (2%),
  • la flora, costituita da oltre 6.700 specie di piante vascolari (di cui il 15% endemiche), 851 di muschi e 279 epatiche.
  • i funghi, le specie conosciute sono circa 20.000, tra macromiceti e mixomiceti, ossia i funghi visibili a occhio nudo.

Malgrado questa ricchezza, però anche nel nostro Paese è interessato dalla drastica diminuzione della biodiversità come conseguenza diretta o indiretta delle attività umane. Si stima una perdita annuale di specie pari allo 0,5% del totale.

Quali sono le politiche e le leggi a livello nazionale e internazionale per la protezione delle biodiversità

Le attuali misure per tutelare e migliorare la diversità ambientale in Europa sono state introdotte nel 2010, nel quadro della strategia dell’UE sulla biodiversità e comprendono:

  • La direttiva ‘Uccelli’ che mira a proteggere le 500 specie di uccelli selvatici presenti in natura nell’UE
  • La direttiva ‘Habitat’ che assicura la conservazione di un’ampia varietà di specie animali e vegetali rare, minacciate o endemiche, con circa 200 tipi di habitat rari
  • Natura 2000 una rete di aree protette che è la più grande al mondo, con siti di riproduzione e riposo per specie rare e minacciate e habitat naturali rari
  • Iniziative UE per proteggere gli impollinatori e contrastarne il declino nell’UE, contribuendo agli sforzi globali di conservazione, migliorando le conoscenze, contrastando le cause e aumentando la consapevolezza del problema
  • Programma LIFE per tutelare due specie in via d’estinzione: la lince iberica e il grillaio (un uccello rapace) in Bulgaria.

Inoltre, l’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) lavora attivamente per fornire agli amministratori e ai cittadini dell’UE dati aggiornati sulla biodiversità e gli ecosistemi in Europa. Il compito dell’AEA in questo settore consiste nel sostenere e orientare la definizione e l’attuazione di una politica sulla base di dati, informazioni/indicatori e valutazioni, che integrino l’analisi delle specie e degli habitat con valutazioni più ampie degli ecosistemi e dei relativi servizi.

L’AEA sostiene le direttive sulla natura sopra elencate attraverso Reportnet e il Centro dati sulla biodiversità, e collabora a stretto contatto con la rete europea d’informazione e di osservazione in materia ambientale dell’AEA Eionet e il Centro Tematico Europeo sulla biodiversità.

Qual è il ruolo degli ecosistemi nella conservazione della biodiversità

ll termine eco-sistema è stato introdotto nel 1935 e per definizione descrive una struttura complessa composta da due parti:

  • parte biotica, ovvero la comunità biologica, cioè gli esseri viventi, composta da animali e piante
  • la parte abiotica, cioè l’ambiente fisico

Un ecosistema può ospitare un’elevata biodiversità, e vi sopravvivono specie che interagiscono in modo armonico, che hanno instaurato legami e relazioni complesse e si sono adattati a vivere in armonia. Per questo preservarlo e far sì che sia in equilibrio ed in salute è un impegno collettivo fondamentale.

Quali sono le strategie per la gestione ed il ripristino della biodiversità agricola in un’area degradata

Molti ecosistemi sono ormai degradati e richiedono di essere ripristinati. Parliamo di luoghi conosciuti a tutti, terreni, foreste, praterie e savane, montagne, torbiere, aree urbane, acque dolci e salate.

Bisogna arrestare il progressivo degrado e invertirne la tendenza. Perché solo così si riesce a ‘pulire’ l’aria e l’acqua, mitigare le condizioni meteorologiche estreme, migliorare la salute dell’uomo e recuperare la biodiversità, inclusa una migliore impollinazione delle piante.

Sono a disposizione diverse pratiche per ripristinare la biodiversità danneggiata, tra le principali:

  • riforestazione
  • riumidificazione delle torbiere
  • riabilitazione dei coralli
  • piantumazione per massimizzare l’assorbimento di carbonio
  • rimozione di barriere nei fiumi e corsi d’acqua
  • costruzione di deviazioni per i pesci migratori nei corsi d’acqua
  • ripristino del flusso dei sedimenti nelle aree inondabili e nelle zone umide
  • rinaturalizzazione di zone in cui si vogliono promuovere i processi naturali per consentire alla natura di guarire e poi ricominciare a gestirsi da se (al momento si contano 8 aree di rinaturalizzazione, in Bulgaria, Croazia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Romania e Svezia).
  • interventi di modifica dello sviluppo e del modo di vivere dei centri urbani
  • interventi che cambiano le modalità di produzione del cibo ed il suo consumo
  • interventi che cambiano le modalità di produzione di energia ed il suo consumo
  • interventi di modifica delle modalità di trasporto di persone e merci

Qual è il ruolo degli eco-sistemi nella conservazione delle biodiversità’

I macro-ecosistemi, come la foresta, la savana, la steppa, il deserto, la tundra, la macchia mediterranea, gli oceani e qualsiasi ecosistema marino, conservano e mantengono in equilibrio dinamico tutte le varietà di specie viventi che qui si sono adattate a vivere.

In ogni eco-sistema si trovano:

  • Organismi produttori, cioè le piante, deputate a produrre sostanze organiche
  • Organismi consumatori primari, cioè gli insetti e gli animali erbivori, che consumano ciò che producono gli organismi produttori
  • Organismi consumatori secondari, cioè i carnivori come rapaci, felini, pesci e invertebrati, che si nutrono principalmente o esclusivamente dei consumatori primari
  • Organismi consumatori apicali o finali, come i grandi felini o i grandi rapaci, solitamente meno numerosi delle categorie precedenti
  • Organismi decompositori, ossia batteri e funghi che decompongono le sostanze organiche in composti inorganici, concimando così il terreno e rimettendo in circolo le sostanze grazie alle piante. L’equilibrio dinamico di un ecosistema si mantiene quando questo ciclo alimentare non è interrotto e non c’è una predominanza di un organismo rispetto ad un altro.

Ogni specifico ecosistema, o nicchia ecologica, è fondamentale perché conserva in sé una particolare e precisa varietà di organismi, in specifiche proporzioni e rapporti, che altrove non potrebbe sopravvivere.

Biodiversità e inquinamento

L’inquinamento è sicuramente un fattore che contribuisce alla perdita della biodiversità. Le attività umane inquinanti hanno alterato profondamente i cicli vitali fondamentali per il funzionamento fisiologico degli ecosistemi.

Fonti d’inquinamento sono, oltre alle industrie e gli scarichi civili che producono gas inquinanti e che creano effetto serra, anche le attività agricole che, impiegando insetticidi, pesticidi e diserbanti, alterano profondamente i suoli.

Biodiversità e sostenibilità

Secondo le Nazioni Unite, la diversità del mondo naturale è un fattore essenziale per uno sviluppo sostenibile: senza di lei non avremmo cibo da mangiare né acqua pulita da bere.  Inoltre, mitiga il cambiamento climatico, sostiene la salute umana e crea posti di lavoro.

Un ecosistema sano in cui vive una grande varietà di organismi viventi aumenta la resilienza ed agisce da cuscinetto naturale contro eventi meteorologici estremi come siccità, tempeste e altri disastri.

Questa diversità è essenziale anche per il proseguimento della vita umana. Ma è anche necessario che lo sviluppo sia sostenibile, perché sia garantita la sopravvivenza di questo sistema di supporto per noi vitale. Pertanto, un obiettivo imprescindibile per uno sviluppo sostenibile è preservare, ripristinare o incrementare la biodiversità, per il bene della vita sulla Terra come la conosciamo. Tale sviluppo deve essere anche inclusivo.

Biodiversità e cambiamenti climatici

L’alterazione del clima su scala globale e locale ha già prodotto significativi effetti sulla biodiversità, in termini di distribuzione delle specie e di mutamento dei cicli biologici.

L’impatto del cambiamento climatico riguarda:

  • gli ecosistemi, sui quali si evidenziano alterazioni della distribuzione, composizione, struttura, funzione, fenologia, servizi
  • le specie, con variazioni di fenologia, distribuzione (migrazione verso nord e quote più elevate, contrazione del range)
  • la popolazione e la diversità genetica

Le condizioni climatiche sono infatti fattori decisivi che determinano le specie vegetali e animali che possono vivere, crescere e riprodursi in una determinata regione geografica.

Alcune specie sono talmente legate alle condizioni climatiche a cui si sono adattate che anche leggere alterazioni di temperatura o una riduzione delle piogge possono aumentare la loro vulnerabilità.

Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è da sempre interessata al tema della sostenibilità ed in particolare ai temi di casa e giardino. Dopo la nascita la maternità ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Ha quindi deciso di trasformare tuttogreen.it in un impegno più serio e dopo poco, presa dall’entusiasmo ho creato anche il fratellino francese, www.toutvert.fr e un magazine di stile e design internazionale, non solo eco-sostenbile: designandmore.it

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