Il Sudafrica scende in guerra contro i bracconieri

di Erika Facciolla del 1 novembre 2013

Sapevate che in Cina e negli stati del Sud-Est asiatico il corno del rinoceronte è considerato un vero e proprio elisir di lunga vita, miracoloso nella cura dei tumori e portentoso per esaltare la virilità maschile? Queste e altre assurde superstizioni rappresentano le cause principali della progressiva scomparsa di molte specie di rinoceronti dal Pianeta, tra le quali la più a rischio è il rinoceronte bianco africano che a differenza dei suoi simili e malgrado l’imponente stazza è molto più docile, mansueto e quindi vulnerabile all’attacco di bracconieri.

Il Sudafrica è lo stato in cui l’animale è più presente con 20.711 esemplari censiti nel 2010 (circa il 90% della popolazione mondiale), ma anche lo scenario dove si consumano più massacri (668 solo nel 2012) perpetrati per alimentare un fruttuosissimo mercato illegale. Cittadini, istituzioni e associazioni animaliste locali si battono da anni per proteggere la specie e il governo del Sudafrica ha addirittura etichettato come ‘reato prioritario’ l’uccisione dell’animale.

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E allora, come salvare il rinoceronte dal rischio sempre più concreto dell’estinzione? Come annientare le spietate intenzioni dei bracconieri e neutralizzare il loro fuoco? Oltre ai militari che il Governo dello Stato africano continua ad assiepare sempre più numerosi  all’interno dei confini delle riserve naturali, non mancano le dotazioni tecnologiche, le armi sofisticate e ora anche le misure ‘straordinarie’; l’ultima, in ordine cronologico, ha dell’incredibile: creare veri e propri allevamenti  di rinoceronti bianchi con lo scopo di asportarne i corni e scambiarli in una Borsa appositamente creata nel tentativo di regolamentare il sanguinoso commercio.

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Insomma, per salvare l’animale, i suoi corni dovrebbero essere quotati in Borsa al pari di tutti gli altri titoli scambiati alla Johannesburg Stock Exchange.

Un po’ come per l’avorio ricavato dalle zanne di elefante, la liberalizzazione del mercato dei corni di rinoceronte potrebbe far crollare la domanda e sconfiggere trasversalmente il commercio illegale. Tuttavia,  le perplessità e i rischi che una simile azione comporterebbe sono ancora troppi. Il WWF fa notare che una manovra di questo tipo potrebbe avere dei risvolti imprevedibili, primo fra tutti l’aumento della domanda a fronte di un abbassamento dei prezzi troppo consistente che darebbe nuova linfa al traffico illecito. Un’ipotesi che per i rinoceronti africani significherebbe estinzione certa.

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