In Africa una scuola galleggia grazie a barili riciclati e funziona con pannelli solari

di Erika Facciolla del 27 aprile 2013

‘A’ come ‘Africa’, ‘acqua’, ma anche ‘amore’ per l’ambiente e ‘ambizione’, l’ambizione di costruire un futuro migliore: il progetto della prima scuola galleggiante inaugurata nei sobborghi di Lagos, precisamente a Makoko, in Nigeria, potrebbe essere descritto con queste semplici parole. Ma dietro a tutto ciò si nasconde un desiderio molto più grande, alimentato dalla speranza di chi sogna per le popolazioni africane un destino diverso da quello che i ‘potenti’ della terra sembrano aver già scritto.

L’artefice di questo incredibile progetto è un architetto locale, Kunle Adeyemi, che affascinato dalle case su palafitte ammirate nella vicina Lagos, ha riadattato l’idea per costruire una scuola in grado di accogliere i 100 bambini della comunità ‘galleggiante’ di Makoko.

Per realizzarla ci sono voluti 6.000 dollari, il legno naturale delle foreste, tanta fatica e soprattutto 256 barili di plastica che di fatto permettono al fabbricato di galleggiare sulle tempestose acque del Golfo di Guinea.

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L’edificio è provvisto di un sistema di pannelli solari che provvedono al rifornimento di energia elettrica, mentre l’acqua delle toilette proviene da una cisterna di raccolta delle acque piovane. Riparati dal sole e dalle intemperie, i piccoli studenti del singolare edificio scolastico sono diventati i pionieri di un nuovo modo di concepire l’architettura locale in maniera sostenibile per l’ambiente e utile per le persone.

Il prototipo, infatti, si presta a molteplici declinazioni e impieghi e potrebbe diventare la soluzione abitativa perfetta per le comunità costiere africane. C’è chi guarda ancora più lontano e immagina che la diffusione di un simile modello potrebbe cambiare per sempre il rapporto – finora molto conflittuale – che gli africani hanno con l’acqua (associata per lo più alle grandi calamità naturali) stimolando così lo sviluppo dell’intero continente.

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