Meno frutta e verdura per gli italiani: la crisi si misura anche da questo

di Marco Grilli del 21 giugno 2014

Frutta e verdura sono alimenti essenziali per una dieta sana, apportando elementi fondamentali quali vitamine, minerali, fibre e svolgendo importanti proprietà antiossidanti. Eppure nel 2014 i dati parlano di meno frutta e verdura per gli italiani a tavola.

E questo è un effetto della crisi che sta colpendo indiscriminatamente tutti i consumi, così che gli italiani hanno tagliato gli acquisti anche di questi preziosi alimenti, scesi al minimo da inizio secolo.

Secondo il Rapporto Osserva Salute stilato dalla Coldiretti, nel 2013 le famiglie del Belpaese hanno consumato 100 Kg di prodotti ortofrutticoli in meno rispetto al 2000, con un totale di soli 320 Kg di varietà di frutta e verdura che hanno trovato posto sulle nostre tavole.

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Notizie tutt’altro che rassicuranti, se è vero che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di mangiare più portate al giorno di questi alimenti per un totale a persona di almeno 400 gr, mentre  il consumo giornaliero di prodotti ortofrutticoli in Italia si è attestato al di sotto di questa soglia, con conseguenze preoccupanti soprattutto per i bambini.

In questo caso, il Rapporto ha rilevato che il numero di minori che assumono frutta e verdura ad ogni pasto si è ridotto al 35% contro il 37 del 2012, mentre è calata di ben 4 punti in un anno (dal 39 al 35) anche la percentuale di coloro che almeno una volta al giorno introducono i prodotti ortofrutticoli nella loro dieta. Come commentare poi l’aumento di  bambini e adolescenti che non mangiano mai frutta e verdura o lo fanno al massimo due volte a settimana? Nel confronto tra 2012 e 2013 sono passati dal 24 al 31%: cifre che preoccupano per la salute e corretta alimentazione delle giovani generazioni, ancora alle prese coi processi di crescita dell’organismo.

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Meno frutta e verdura per gli italiani è trend costante dall’inizio del XXI secolo, con picchi nei cali registrati in concomitanza con gli effetti della crisi economica scoppiata nel 2007.

La Coldiretti ha comunque evidenziato che i minori acquisti rispetto al 2000 hanno riguardato più la verdura (-20%) che la frutta (-17%), così che nel corso del 2013, sul totale dei 7,8 milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli sbarcati sulle nostre tavole, la maggioranza è stata costituita dalla frutta (4,2) rispetto alla verdura (3,6).  Al di là di tali distinzioni, servono comunque sforzi comuni per cercare di invertire questa triste realtà, dove i prodotti ortofrutticoli riempiono sempre di meno i nostri carrelli.

I dati forniti dalla Coldiretti hanno trovato infatti conferma nel Rapporto Istat/Cnel sul benessere 2013, secondo il quale solo il 18,4% della popolazione italiana ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni composte da frutta, verdura e legumi freschi, ossia da quegli alimenti fondamentali per la nostra salute, viste le loro caratteristiche nutrizionali.

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Il cambiamento delle nostre abitudini alimentari, oltre che dal miglioramento delle condizioni economiche che tutti ci auguriamo, potrebbe passare soprattutto dall’educazione.

Le principali associazioni di categoria sono così impegnate da anni in progetti di “campagna amica” rivolte alle scuole, che prevedono lezioni nelle fattorie didattiche o laboratori del gusto effettuati anche in classe, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli dal punto di vista della salute alimentare. Alle nuove generazioni spetta dunque il compito di difendere i principi della dieta mediterranea e quei valori di qualità e stagionalità dei prodotti, su cui si fonda il nostro benessere a tavola.

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